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25 Giugno 2022 - 08:43
via Saudino
Nessuna riqualificazione e tanto meno la messa in sicurezza di strade e la creazione di un’area camper. Il Bando Borghi promosso dal Ministero della Cultura si dimentica di Caravino. Non solo, ma di tutta la Regione dal monento che nessun progetto figura tra quelli finanziati. Nel Torinese erano stati ammessi 48 progetti che oggi sono carta straccia.
Il progetto promosso da Caravino prevedeva opere per un milione e 600 mila euro ed era stato preparato insieme al Fai. Con quei soldi si sarebbe riqualificato l’antico borgo medievale che circonda il castello di Masino, sarebbero state messe a norma le strade bianche che da lì conducono ai comuni intorno e, all’ingresso del paese, arrivando da Albiano, sarebbe stata realizzata un’area destinata al parcheggio dei camper.
“Un vero peccato” allarga le braccia, sconsolato, il sindaco Adriano Siletti mentre al telefono ci racconta tutta la sua amarezza.
E poi Siletti fa una rilfessione: “I comuni piccoli come lo è Caravino sono sempre meno aiutati. Un progetto di una portata del genere, per un Ente come il nostro, è difficile da sostenere. Vorrà dire che faremo altro e il Borgo Medievale resterà com’è”.
La frazione Masino venne creata intorno all’omonimo castello fino ad accorparsi addirittura il castello stesso nel 1929 e formasse con il vicino paese di Cossano Canavese, il Comune di Masino. Il toponimo potrebbe essersi originato da un ipotetico prediale Maxini, ma potrebbe derivare anche dal dialettale maisin (= palude, avvallamento, per via degli acquitrini dovuti al passaggio della Dora Baltea), o meisin (terra di mezzo, come è avvenuto per il toponimo parco del Meisino tra Torino e San Mauro Torinese).
Sia Cossano Canavese che località Masino, comprendente l’omonimo Castello, furono nuovamente separati amministrativamente nel 1949, quando quest’ultima divenne soltanto una frazione del comune di Caravino.
La completa assenza di progetti finanziati nel torinese ha costretto ad entrare a gamba tesa anche l’Uncem, l’unione dei comuni montani: “I bandi di questo tipo meglio evitarli. Il Pnrr non può essere questo” affermano Roberto Colombero e Marco Bussone, rispettivamente presidente Uncem regionale e nazionale.
E sostengono ancora: “Uncem non ha mai condiviso l’impianto della ‘linea b’ del bando, quella della graduatoria, con finanziamenti fino a 1,6milioni di euro a Comune, e tantomeno quella della ‘linea a’, con 20 milioni a borgo per regione. Una assurdità politico-istituzionale che non rispettava e non rispetta territori e comunità. Mettendo, sulle due linee, tutti contro tutti. Ci sono piccoli Comuni senza struttura amministrativa che hanno investito anche 10 mila euro per la progettazione. E che non vedranno un euro. Come tutti quelli che si sono candidati della Provincia di Torino. Nessun ‘borgo torinese’ riceverà finanziamenti. Tutti esclusi. Nessuno in graduatoria. È come se i borghi del Torinese non esistessero per il Ministero della Cultura e per la Commissione di valutazione. Un po’ assurdo”.
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