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CALUSO. E' morto Antonio Saraco, caposaldo nella storia della Olivetti

CALUSO. E' morto Antonio Saraco, caposaldo nella storia della Olivetti

Antonio Saraco

CALUSO. "E' morto Antonio Saraco, uno dei protagonisti della storia delle nostre aziende, in particolare di Olivetti LRE e General Electric prima e di Honeywell Information Systems e Bull Italia poi, nonché dell’informatica e dell’industria Italiana in senso lato, ci ha lasciati lo scorso 25 luglio". A dare l'annuncio è stata Pozzo di Miele, l'Associazione degli ex dipendenti delle aziende Olivetti LRE (Laboratorio Ricerche Elettroniche), General Electric Information Systems, Honeywell Information Systems, Bull, CompuprintSaraco, nato a Napoli l’11 ottobre 1937, mentre studiava per conseguire (a soli 23 anni) la laurea in ingegneria elettrotecnica e industriale, è stato contattato dalla Olivetti che gli ha offerto una borsa di studio e l’assunzione presso il Laboratorio di Ricerche Elettroniche di Borgolombardo, dove ha iniziato a lavorare pur senza avere alcuna conoscenza dell’elettronica a transistor, su cui Olivetti stava in quel momento cominciando a investire. Saraco ha inizialmente operato come Progettista e successivamente, trasferitosi a Caluso (TO), sede della Fabbrica, nell’ambito della Qualità (Advanced Quality Control) dell’appena nata Honeywell Information Systems Italia (HISI). A inizio anni ‘80, infine, Saraco viene nominato Direttore dello Stabilimento di Produzione a Caluso, incarico che mantiene fino al 1995. In tale posizione, Saraco ha dato un contributo fondamentale al successo mondiale dei prodotti fabbricati presso lo Stabilimento: Elaboratori Elettronici e Stampanti (la linea Compuprint). «Antonio Saraco ha rappresentato un caposaldo della storia della nostra Azienda e ha aiutato il nostro Paese a posizionarsi tra le maggiori nazioni tecnologiche del mondo – ha dichiarato Domenico Maletti, presidente di Pozzo di Miele –. Antonio, oltre a essere un manager competente e determinato, lascia un ricordo e un esempio importanti per le future generazioni che, lo auspichiamo, vorranno impegnarsi nel settore ICT».
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