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BRUSASCO. Elezioni: "Ecco perché ci siamo candidati al Consiglio"

BRUSASCO.  Elezioni: "Ecco perché ci siamo candidati al Consiglio"

Siamo arrivati alla fine della campagna elettorale, ma all’inizio della nuova fase amministrativa, avremo il responso tra pochissimi giorni. Almeno nei propositi, non c’è alcuna   possibile continuità  con l’attuale amministrazione. Lavoro di squadra, collegialità, ascolto. Sono i valori essenziali emersi dagli incontri e dalle parole di questi 20 candidati, che per la prima volta, tranne qualcuno già noto, si  sono espressi singolarmente e individualmente. Hanno  idee, e chiedono di poterle esprimere. Hanno progetti, e vorrebbero almeno tentare di realizzarli. Hanno sogni, che servono alla spinta e all’entusiasmo. Starà al/alla  sindaco/a valorizzare in primis la propria squadra. Non se stesso/a, fin troppo noti, ma la squadra e la rete da costruire con tutta la popolazione. Isolarsi nel palazzo non è grande idea, anzi, come s’è visto. Giocare sull’arroganza è ancora peggio. Lavorare insieme, con quel metodo che si chiama tolleranza, è, secondo quanto espresso dai candidati consiglieri, il modo migliore per valorizzare le persone e il territorio.Sopratutto le persone che abitano il territorio. Che la luce sia sempre accesa, insomma. Stavolta il tema è il messaggio agli elettori.

Carlo Giacometto è sicuramente molto conosciuto. Consigliere Provinciale, consigliere comunale, oggi deputato al parlamento italiano. Candidato nella lista “Per Brusaco e Marcorengo”, già indicato come vicesindaco, propone il suo messaggio agli elettori: “Abbiamo  cercato di rappresentare anche nella composizione della lista, attraverso una serie di persone,  di ogni borgata, oltre che di Brusasco e Marcorengo, la grande volontà di cambiare, di voltare pagina.    Per cui abbiamo 2 giovani alla testa della nostra lista, con Elisabetta Favaro che è  campionessa italiana di danza sportiva, nessuno lo sa, peccato,  e Andrea Bonfante che segue le attività della ProLoco da quando era piccolino. E poi rappresentanti di comunità come quella romena, che pure fa parte della cittadinanza ma non ha mai avuto voce, magari per avere il loro giorno di festa. Vogliamo realizzare una comunità che sia pesante, magari unendo le forze con Cavagnolo, nel reperimento delle risorse che ci consentano di migliorare   ciò che riguarda la salute e in genere le strutture per gli anziani, dato l’invecchiamento della popolazione,  sul territorio. Abbiamo la possibilità di trasformare   palazzo Ellena in un centro culturale vero e proprio. Ma anche  di realizzare un ecomuseo locale, a borgo Garibaldi.   Valorizzare questo borgo,   che potrebbe entrare in qualsiasi circuito turistico anche internazionale, lavorando sul problema comunicazione.  Cè una linea specifica  del Prn dedicato al recupero dei borghi, e noi potremmo entrarci in pieno. Di questo posso farmene carico, lavorando anche a Roma, per essere sempre pronti a portare progetti validi. Ma sopratutto teniamo a dar voce al desiderio di cambiamento”.

Angelo Finiguerra, 52 anni, lista “Per Brusasco e Marcorengo, candidata sindaco Anna Marolo”. Arriva da Torino, in cerca di tranquillità. L’ha trovata? “Mi è piaciuto arrivare a Marcorengo e trovare immediatamente degli spazi, che in città non sono possibili. Poi Carlo Giacometto mi ha parlato delle sue intenzioni, mi ha chiesto se ero disponibile a dare una mano e mi ha garantito un certo spazio personale, per realizzare il programma, se vinceremo le elezioni.  Mi piacerebbe organizzare eventi e siamo d’accordo che si potrebbe realizzare un polo culturale, un nuovo edificio vicino alle scuole, un vero e proprio polo per il cittadino, di tutte le fasce di età, in materiale nuovo, con ampie vetrate come quello realizzato a Milano, vicino alle scuole e aperto agli studenti che tornano da Chivasso. La biblioteca verrebbe spostata da palazzo Ellena a questo nuovo edificio, e il palazzo sarebbe utilizzato per eventi che portino soldi alle casse comunali, un progetto ancora da studiare. Insomma rinnovare Brusasco proprio partendo da questo nuovo polo culturale. Mi piace questa avventura inaspettata, sono certo che mi arricchirà come esperienza sia sul piano della conoscenza che del piano umano...”

Elisabetta Favaro, 21 anni, brusaschese, studentessa. In lista con il gruppo “Per Brusasco e Marcorengo”: “Questa è la prima volta che ho l’accesso al voto, sono maggiorenne da poco. E’ arrivata Anna (Marolo ndr), mi ha parlato dei problemi della amministrazione, ma anche delle possibilità che l’essere consigliere offre.

Ho capito ora che la visione dei problemi da parte di chi deve risolverli, è diversa. E questo mi è stato dimostrato dall’esperienza di queste settimane, quella che abbiamo ricevuto dai cittadini: a volte  cordiale, senza steccati, a volte  fredda, addirittura    ostile o arrogante. Nessun giudizio, ma capisco sempre più che per valutare bene occorre molta apertura mentale. Il mio primo problema, che vorrei fosse risolto? I trasporti. Il nostro sistema, per me che sono pendolare, non funziona assolutamente. L’ideale sarebbe un giusto equilibrio tra gomma e rotaia, con il ripristino della ferrovia ed orari adeguati alle mutate esigenze. Mi piacerebbe che Brusasco fosse più aperta alle novità, meno chiusa, sia per quanto riguarda la mentalità che per l’attitudine troppo provinciale. Si può modificare la mentalità, magari saranno i giovani a cambiare nel tempo. I giovani ci sono nati con l’apertura social, è la nostra condizione. Ma saranno sempre l’esperienza e la cultura che porteranno verso una miglior apertura. Oggi forse c’è troppa superficialità. Noi ci siamo, come gruppo e siamo a disposizione dei cittadini tutti”.

Mario Perotti di 56 anni, è un capogruppo storico ormai, essendo presidente dell’associazione ProMarcorengo, ora Proloco, da quasi 40 anni, e   dell’associazione per il potenziamento del patrimonio faunistico-ambientale. E’ in lista con il gruppo “Progettiamo per crescere”. Già consigliere comunale in precedenti amministrazioni, ha deciso   di tornare in campo. Perché?

“Intanto per tentare di fare quanto finora è stato fatto poco e male. Soprattutto riferito ai terreni  appartenenti al comune. Abbiamo terreni coltivabili, appezzamenti di piante, che un tempo valevano un patrimonio e da soli rimpinguavano le casse comunali. Il terreno boschivo, è quasi  disperso tra selve di rovi. Bisogna   rimettere in sesto il seminativo, affinchè sia magari possibile tentare nuove coltivazioni.   Si parla di zafferano, si parla di piccoli frutti da siepe, o coltivazioni tartufigene. L’importante è recuperare questo patrimonio, rimetterlo in buone condizioni ed un domani trarne profitto. Ci sono anche i sentieri da ripristinare, il problema è il loro mantenimento in uno stato decoroso, una volta riattivati. Ma abbiamo bisogno che l’amministrazione sia da esempio, da volano nei confronti degli abitanti tutti. Una parte del territorio comunale fa parte dell’Ente Parco del Po, con le sue regole, ma anche con i suoi aiuti. La confluenza della Dora Baltea è considerata zona protetta sotto l’egida del  MAB UNESCO, da cui ci aspettiamo aiuti nella valorizzazione turistica. Avere collina, pianura e il Po nello stesso territorio può essere una grande risorsa. Metterla in sicurezza e poi valorizzarla. E c’è ancora la piaga dei cinghiali da sconfiggere. Vorrei contribuire alla realizzazione di questo progetto”.

Massimiliano Irico, di anni 52, tecnico installatore, lista “Progettiamo per crescere, sindaco Giulio Bosso”, ha fatto il passaggio, anni addietro, dalla comoda pianura alla bellezza collinare, a Marcorengo. Si occupa, oltre che del suo lavoro e della sua famiglia, di alpini  e di associazionismo.

In fondo l’amministrazione comunale è una grande associazione, che deve funzionare in tutti i suoi settori se si vuole produrre non solo la buona serata, quella della festa, ma una continuità nei servizi, durante tutto l’anno. . Vorrei ripartire da qui, dalla ricchezza di associazioni presenti sul territorio comunale, e riportare il tutto a unità. Mi ri-candido, perché già sono stato consigliere comunale e vice-sindaco, proprio per riprendere questo tessuto virtuoso che è il volontariato, e rimetterlo insieme, dopo che è stato abbandonato negli ultimi 3 anni. In fondo siamo tutti volontari, in un modo o nell’altro. A volte con qualche soddisfazione , a volte meno. Ma c’è il piacere di stare insieme, realizzare qualcosa. Perché si ama il proprio paese, il proprio comune. Poi qualcuno decide, e questa è l’amministrazione. Ma senza il supporto della rete dei volontari, non si va lontano. Noi, come gruppo, se saremo chiamati ad amministrare,  se saremo eletti svolgeremo il nostro compito  di  interagire con la  popolazione e valutare le priorità, ad iniziare da quelle immediate”.

Daniela Serra, 39 anni,brusaschese da sempre, candidata nella lista “Progettiamo per crescere”, è  insegnante di scuola primaria proprio a Brusasco.

Perché mi sono messa in lista? Perché la scuola è la mia casa.  Ci sono stata prima come allieva e poi ora come insegnante. Giulio (Bosso ndr) mi ha chiesto di aiutarlo a rinnovare la scuola, ed io non ho saputo dire di no. Abbiamo perso molti studenti, non vengono più a scuola, ed altri li abbiamo in meno per la scarsa natalità. Però penso che nei prossimi anni riusciremo a tenere le lezioni all’aperto...A Brusasco abbiamo tutto, con pochi passi intorno a noi c’è tutto.  .

C’è stato un gran cambiamento. Ai miei tempi il paese intero era lo spazio a disposizione per noi ragazzi, oggi è una cameretta o un alloggio.  Noi siamo un gruppo disponibile all’ascolto, e infatti abbiamo ricevuto anche idee stimolanti. Mi piacerebbe che la scuola avesse un ruolo centrale nei rapporti con l’amministrazione., mentre negli ultimi tempi questo rapporto è stato saltuario. Noi vorremmo valorizzare l’amministrazione, ed essere valorizzati.  Vorrei che i bambini imparassero ad amare il loro territorio fin da piccoli, per poi amarlo ancora di più quando  vedranno realizzare nel tempo i progetti fatti ora. I bambini hanno molta immaginazione, ma anche gli adulti hanno proposte e progetti. E noi li ascoltiamo.

La conoscenza e l’esperienza sono aspetti da condividere sempre”.

Beppe Valesio

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