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BRUSASCO. Beppe Valesio: “Troppe occasioni e opportunità perse”

BRUSASCO. Beppe Valesio: “Troppe occasioni e opportunità perse”

Beppe Valesio ex vice sindaco oggi siede in minoranza

Quattro chiacchiere con Beppe Valesio, ex vicesindaco della Giunta di Luciana Trombadore fino a marzo 2018, oggi consigliere comunale.

Beppe, qual è la situazione oggi a Brusasco,  entrando nell’ultimo periodo del mandato amministrativo?

La lista dell’attuale sindaca Luciana  Trombadore ha vinto le elezioni per tre motivi secondo me: la novità da lei rappresentata; una squadra di tre persone oltre a lei non più in attività lavorativa e quindi disponibili a tempo pieno; un programma  che voleva valorizzare le  risorse, umane innanzitutto e poi storiche e naturalistiche, del comune intero, compreso Marcorengo. Ambiente e cultura per una migliore qualità della vita. Un po’ di utopia e un po’ di sogno ci stavano...

E com’è andata?

Sta finendo con asfalto bitumato e un po’ di cemento. Cioè sono state asfaltate o sistemate alcune stradine, sono stati rifatti i marciapiedi, pur con i pali al centro, è stata fatta una rotonda, nel posto sbagliato nel modo sbagliato, e consentito ai coltivatori di aumentare i volumi dei capannoni. Meno male che è stato bloccato l’obbrobrio di  strada Sant’Orsola  asfaltata. Insomma, lavori di ordinaria amministrazione, semplicemente atti dovuti. Però cultura a zero negli ultimi due anni escluse alcune presentazioni di libri e poco più, gestite da Unitre e non dall’assessore alla cultura. Di cui si sa veramente poco, anzi nulla, sul piano della operatività funzionale: cosa ha fatto, cosa ha proposto, cosa ha realizzato? Ha percepito l’indennità di funzione pagata dai cittadini, cosa ha dato in cambio?   Considerato che addirittura dei libri alla biblioteca si è occupata la sindaca e l’altra assessora, di cosa si è occupato? E nella battaglia per il ripristino della linea ferroviaria, cosa ha portato?  Quanto all’ambiente, c’è il recupero dell’area ambientale parco del Po, con i soldi della regione. Iniziative sicuramente positive, ma la cultura è un’altra cosa, e l’attenzione all’ambiente è anche un’altra cosa, inizia anche quella dalla diffusione della cultura ambientale. L’attenzione verso il plesso scolastico è stata forse positiva sulla parte organizzativa e locativa, ma il rapporto diretto instaurato nei primi due anni con gli studenti è stato abbandonato. 

Cosa rimproveri a questa amministrazione di cui pure hai fatto parte?

Non tanto quello che ha fatto o non fatto in termini di opere pratiche, a volte non è così semplice e ci va tempo oltre che soldi. Alla sindaca  rimprovero politicamente di aver rotto i rapporti: con i suoi collaboratori più stretti, lasciando che uno se ne andasse ed esautorando l’altro; rompendo i rapporti con i dipendenti al punto da provocare domanda di trasferimento; non instaurando buoni rapporti con il personale che affianca il sindaco, segretario comunale e  tecnico comunale; considerando le associazioni solo supporti alle iniziative  comunali, per altro limitate alle feste, lasciando cadere la Consulta; aver coltivato un pessimo rapporto con i consiglieri di minoranza;  avendo svolto poco e male la comunicazione con i cittadini; non avere mai coinvolto in consiglio i suoi consiglieri. Considero  sbagliato avere concentrato  molte  funzioni nelle mani del sindaco perché in questo modo non può seguire gli aspetti di relazione. Sempre più importanti.

Quindi è stato tutto sbagliato?

Tra le  possibilità iniziali e i risultati finali c’è un abisso enorme. Ma soprattutto è stato dato il cattivo esempio di non accettare il confronto, e invece  interrompere i rapporti con chi aveva legittime  critiche verso l’operato dell’amministrazione, cittadini compresi.  E’ un metodo che allontana dalla politica, anziché avvicinare. Per cui la mia valutazione complessiva e politica dell’amministrazione Trombadore è  negativa.  Questa è la situazione di oggi, da correggere domani.

Cosa vorresti dalla prossima amministrazione?

Che fosse composta, chiunque vinca, da persone con mentalità completamente diversa da quella oggi prevalente: sarebbe bello che ci fosse una squadra con una metà di persone aventi tempo a disposizione, perché l’impegno è gravoso, e metà composta da giovani  che sappiano vedere un po’ più in là del proprio naso. Vorrei che Brusasco diventasse un centro diciamo culturale, cioè produttore di cultura, di innovazione ambientale e tecnologica, di attenzione alla comunicazione, completamente sparita o relegata a facebook. Le potenzialità ci sono. E’ un peccato non utilizzarle, per calcoli meschini o personalistici. Ma chissà, magari riuscirò a vedere questo cambiamento prima o poi.

     

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