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BORGOFRANCO. Tornano a fermarsi alcuni treni, ma i pendolari lottano ancora

BORGOFRANCO. Tornano a fermarsi alcuni treni,  ma i pendolari lottano ancora

IL SINDACO Fausto Francisca a sinistra, e MASSIMO GIUGLER comitato pendolari a destra

Prosegue la battaglia della città di Borgofranco e dei pendolari perché la stazione della cittadina, a pochi chilometri dalla Valle D’Aosta, non chiuda i battenti.

Dal 13 dicembre, infatti, con l’introduzione dell’orario invernale sulla linea ferroviaria Aosta – Torino, Borgofranco è diventata una stazione fantasma: dove il treno passa ma non apre le porte, lasciando letteralmente a piedi i pendolari della zona.

Tutto “merito” di una decisione presa, unilateralmente, dalla Valle D’Aosta che punta a velocizzare i collegamenti tra Aosta e Torino. In questi giorni, però, sono stati fatti dei piccoli passi avanti, come racconta il Sindaco di Borgofranco, Fausto Francisca. “C’è stata una videoconferenza con l’assessore ai Trasporti, Chiara Minelli. della Valle D’Aosta, siamo arrivati ad un accordo che prevede la fermata di 3 treni e questo va bene ai pendolari. A me, però, interessa che la stazione resti aperta e funzioni e non dipenda solo dalla Valle D’Aosta. I valdostani ci hanno detto che limitando i treni sulla nostra stazione ci guadagnano 12 minuti. Anche il nostro territorio, però, ha la sua importanza, cercheremo di costruire un tavolo e ci faremo sentire”.

Nel frattempo, Massimo Giugler, presidente dell’Associazione dei “pendolari stanchi”, ha lanciato una petizione che ha già raccolto un migliaio di firme.

Nella tratta Ivrea - Pont St. Martin - racconta - rimane “aperta” la sola stazione di Borgofranco dopo la soppressione, in quella tratta, delle stazioni di Montalto Dora, Quincinetto e Settimo/Tavagnasco! Un drammatico impoverimento del territorio a nord di Ivrea e ai confini con la Valle d’Aosta, che conta un bacino di oltre 10.000 abitanti. La riduzione delle fermate a Strambino e Caluso, ha creato un forte disagio all’utenza, che, in queste due stazioni, è decisamente numerosa. Tutto ciò in un periodo in cui si punta alla riduzione delle emissioni di Co2, incentivando l’uso del mezzo pubblico e collettivo. Una simile scelta comporterà agli utenti della linea di spostarsi, con mezzi propri individuali, alle stazioni di Ivrea o di Pont St. Martin o di Chivasso, con aggravio dei costi per il cittadino, aumento del traffico e dell’inquinamento”. Proprio per questo, le ragioni dei pendolari sono piuttosto chiare. “Chiediamo - spiegano - l’immediato ripristino delle fermate, come nel precedente orario, presso le stazioni di Borgofranco, Strambino, Caluso, Montanaro. L’apertura di un tavolo di concertazione con le associazioni dei pendolari finalizzato alla costruzione di un orario che sia consono alle esigenze per pendolari e non una mera ottemperanza contrattuale. L’impegno delle due regioni per la valorizzazione della linea Torino-Chivasso-Ivrea-Aosta”.

Tra i primi firmatari della petizione c’è il Sindaco stesso di Borgofranco, Fausto Francisca.

“Firmare è un obbligo - racconta - per oggi: salvare “una fermata” e mantenere aperta una stazione è  doveroso. Ma è solo il primo passo contro gli egoismi di una regione (la Valle D’Aosta) che crede di poter calpestare i diritti di chi non ha gli stessi privilegi. Firmeremo questa petizione e ci faremo promotori di un’azione concreta non solo per aumentare il numero di fermate, ma per promuovere l’uso del treno e la “mobilità sostenibile”. Certamente ci auguriamo  di fare finalmente “lobby territoriale” con tutti i paesi della Dora Baltea Canavesana. Meritiamo  il rispetto, non siamo colonia valdostana”.

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