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14 Gennaio 2020 - 11:26
Tra storia e leggenda, quel che si sa è che i canestrelli di Borgofranco prodotti da Aldo Ferrando, che ancora oggi portano l’inconfondibile marchio A S, hanno attraversato la Manica. E che sono entrati a Buckingham Palace finendo sulla tavola della famiglia reale. La leggenda, poi, racconta che ad esserne ghiotta fosse proprio Lady D, che tutte le mattine faceva colazione con quelli alla nocciola. I suoi preferiti. A raccontarlo è Sandro Corrias, marito di Laura Ferrando, figlia di Aldo, che da cinque anni ha rilevato l’attività di famiglia. “E’ una storia che risale alla fine degli Anni Ottanta ed è durata fino ai Novanta. Anni brillanti e propensi all’esagerazione. A far conoscere i canestrelli alla famiglia reale fu Antonio Carluccio, un borgofranchese di fama mondiale”. Negli anni Settanta Carluccio aveva lasciato l’eporediese per trasferirsi a Londra dove aprì una serie di negozi in cui vendeva prodotti tipici italiani. In particolar modo fece conoscere i funghi. “Proprio per questa sua competenza sui funghi e per la qualità dei prodotti da lui commercializzati, venne introdotto a Corte diventando amico di Carlo. Quel che è certo è che tra i prodotti portati sulla tavola della famiglia reale ci furono anche i Canestrelli prodotti da mio suocero. Un commercio che durò una decina d’anni. Fino alla morte di Lady D. Poi sulla Real Casa calò un clima di austerità. Carluccio si dedicò ad altro e non vennero più prodotti canestrelli per Buckingam Palace. Questa è storia. Tutto il resto, solo leggenda”.
Oggi sono Sandro e Laura a portare avanti l’antica tradizione dei canestrelli, dolce tipico di Borgofranco, inserito anche nel paniere dei beni della Provincia di Torino. “Abbiamo spostato il laboratorio dall’antica sede, nel centro del paese. Ora si trova lungo la Statale 26, al 75 di via Aosta. Oltre alla produzione, qui c’è anche una sala da tè dov’è possibile degustare tutti i nostri prodotti, non solo i canestrelli. Dai biscotti della tradizione piemontese, alle torte”. La lavorazione portata avanti dalla Bottega del Canestrello è quella artigianale, legata alla tradizione: “L’unica differenza - spiega Sandro - è che una volta si utilizzava un ferro che permetteva di cuocere solo quattro canestrelli per volta. Ora abbiamo ferri che ci permettono di farne fino a 13 insieme. La cottura è di un minuto, ma tra posizionare l’impasto e toglierli per farli raffreddare ho calcolato che si riesce a produrne non più di un chilo e mezzo in un’ora”. Trattandosi di un prodotto tipico, legato alle feste, la produzione cambia a seconda dei periodi dell’anno. “Sotto Natale o per Carnevale e la festa patronale di San Maurizio, arriviamo a produrne 200/300 chili al mese. In altri periodi dell’anno 100/150 chili”. Una lavorazione che si è mantenuta artigianale. “Mio suocero aprì il laboratorio il 22 settembre del 1986, per la festa di San Maurizio. Decise di produrre canestrelli quando si accorse che la tradizione, in paese, si stava perdendo. I ferri sono pesanti e le donne, divenute anziane, non ce la facevano più a prepararli. La lavorazione è rimasta quella di un tempo. E lo dimostra il fatto che non ci sia un biscotto uguale ad un altro”. Oltre alle dieci qualità di canestrelli dolci, la Bottega del Canestrello ne produce anche undici tipologie salate: “Mio suocero faceva solo quelli al rosmarino di Chiaverano. Noi li produciamo anche al salmone, alla cipolla, alla pizzaiola e in tanti altri gusti”. Il progetto di Sandro e Laura è, ora, quello di aprire un secondo laboratorio: “L’idea è di aprirne un gemello a Torino. Da lì arrivano molti dei nostri clienti e siamo convinti che una sala di degustazione di prodotti artigianali sarebbe molto apprezzata in città”.
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