Il risultato delle elezioni comunali di Saluggia ricalca quasi esattamente, com’era prevedibile, quello di cinque anni fa: come allora vanno alle urne poco più di 2000 elettori, prevale “Insieme per la nostra gente” con circa 1200 voti, l’altra lista (stavolta “Progetto nuova Saluggia”, nel 2017 “Un’altra Saluggia è possibile”) si ferma a meno di 800.Nel gruppo di maggioranza, dopo dieci anni con Firmino Barberis si nota già la mano di Farinelli: che con l’astuta manovra degli “assessori esterni” rimpingua la compagine (entrano in Consiglio anche tre non eletti) perché «è l’unico modo per rimanere squadra, cinque anni sono lunghi...», lega a sé a filo doppio i dimissionari (nel momento in cui non fossero più assessori uscirebbero dal Consiglio) e compone una Giunta che tiene conto solo in parte delle preferenze espresse dai saluggesi ai singoli candidati.Dall’altra parte muove i primi passi in Consiglio il “Progetto nuova Saluggia”, che ha perso le elezioni sostanzialmente per due motivi. Il primo è la debolezza della lista: debolezza che - malgrado l’entusiasmo di Franco Pozzi, che l’ha definita «una delle migliori mai viste» - era risultata chiara fin dalle serate di presentazione. Se vuoi vincere le elezioni a Saluggia devi - oltre ad avere un buon candidato sindaco e un buon programma - comporre una lista in cui almeno 10 dei 12 candidati consiglieri siano in grado di raccogliere, ciascuno, tra le 80 e le 100 preferenze personali. La lista di Relino era invece composta da ottime persone, probabilmente anche ottimi potenziali amministratori... ma con pochi voti. L’ampio team del “Progetto nuova Saluggia” presentato sul sito del gruppo in primavera aveva messo in apprensione Farinelli & c. perché comprendeva numerosi potenziali candidati in grado di attrarre preferenze trasversali e permettere alla lista di essere competitiva: come - ad esempio - Sabrina Formica, Marco Leone, Cesare Lobascio, Fabio Pistan e alcuni altri. La loro indisponibilità a candidarsi ha costretto Relino a chiudere la lista inserendo persone con scarso appeal elettorale che non sono andate oltre le 20-25 preferenze, e che in parte “pescano” negli stessi bacini (parrocchia e oratorio): un errore di sovrapposizione che lo scafato Farinelli non avrebbe mai commesso.Il secondo motivo della sconfitta di Claudio Relino nasce invece vent’anni fa, e dispiega i suoi effetti ancora oggi. Alle elezioni del 2002 la lista civica di centrosinistra “Comunità Saluggese” ottenne più di 1500 voti e mandò in minoranza “Insieme per la nostra gente” in cui, con l’evergreen Farinelli, c’era il sindaco uscente Bonifazio Incisa; una minoranza consiliare attenta e incisiva, supportata da un gruppo che seguiva con costanza l’attività amministrativa, ribaltò il risultato di cinque anni prima, quando il Generale di ritorno al paesello era stato accolto come il salvatore della patria. Il patrimonio di consensi costruito tra il 2000 e il 2002 intorno a Franco Barbero e alla sua lista venne bruciato in cinque anni da una Giunta - in cui c’era Relino - che tagliò i ponti con la struttura politica che la sosteneva e con il proprio elettorato, tanto che cinque anni dopo racimolò meno di 700 voti (e se per soccorrerla non si fossero candidati Flavio Bruzzesi, Franco Pozzi e Paola Olivero ne avrebbe presi ancor meno) e consegnò il Comune al centrodestra. Da quel momento si sono susseguite tre Amministrazioni che hanno avuto a disposizione enormi quantità di denaro (le “compensazioni nucleari”), quante mai prima d’ora al Comune di Saluggia s’erano viste. L’Amministrazione Pasteris, velleitaria ma di poca sostanza, si è dissolta prima della fine del mandato a causa dell’ego del suo capo e delle diatribe interne; ma le ultime due - con Farinelli in sala comandi - hanno saputo acquisire consenso grazie ad affidamenti senza gara, contributi a vari soggetti e progressivo aumento della spesa corrente, prelevando da un sacco sempre pieno ed elargendo a piene mani.Forse molti dei giovani candidati non lo sanno, ma la struttura per “gruppi di lavoro” con cui è organizzato il “Progetto nuova Saluggia” non è una novità: è il modo con cui operava “Comunità Saluggese” vent’anni fa, che funzionava - e che aveva sbaragliato il gruppo di Farinelli - ma che l’autoreferenziale Giunta Barbero con Relino assessore ignorò e distrusse. Ora risalire la china è difficile, perché Farinelli con tutti quei soldi nell’ultimo decennio ha consolidato e ampliato la sua rete di clientes e beneficati, e il “Progetto nuova Saluggia” con tutte le sue belle e innovative idee prende la metà dei voti rispetto a “Comunità Saluggese”: ma gli errori del passato si pagano, e chi è causa del suo mal pianga se stesso.(u.l.)
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