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IVREA. Turismo e nuovo Piano Regolatore d’Ivrea

IVREA. Turismo e nuovo Piano Regolatore d’Ivrea

Il lago Sirio

Come ben evidenzia il Piano Strategico della Zona Omogenea Eporediese,  sottoscritto nel 2016 dai Comuni  e dalla Città Metropolitana,  il turismo è una delle principali possibilità di sviluppo del nostro territorio, un territorio con ricchezze naturali e culturali che dispone di una posizione strategica rispetto alle strutture viarie che lo collegano a Torino, Milano, Caselle e il nord Europa. L’analisi puntuale del piano evidenzia il grave ritardo dell’offerta turistica dell’Eporediese rispetto ad altre aree del Piemonte: mancano posti letto, una diversificazione delle offerte di ospitalità turistica, adeguati servizi di trasporto pubblico, una minima  visibilità nazionale e internazionale,  una rete dei servizi offerti sufficientemente organizzata, una struttura di coordinamento intercomunale necessaria per sviluppare il turismo nell’ Eporediese. Il nostro gruppo consiliare ha seguito in modo costante le attività della Commissione consiliare assetto del territorio e i tavoli tematici  organizzati in video conferenza relativi al nuovo Piano Regolatore,  abbiamo quindi potuto notare che il ruolo che le associazioni, i residenti, i professionisti, gli imprenditori hanno svolto è stato debole ed inadeguato, non c’è stata sufficiente partecipazione e in città la maggioranza dei cittadini non è informata e coinvolta. Certo l’epidemia è stata ed è un impedimento all’elaborazione della Variante Generale che richiede partecipazione e confronto, ma nelle fasi successive sarà necessario porre rimedio a questa situazione; il superamento del contratto con lo studio Boeri può essere l’occasione per intraprendere  un percorso più partecipato.  Durante uno dei tavoli tematici relativi alle aree strategiche della città abbiamo esposto alcuni rilievi critici rispetto alla mancanza di attenzione al settore del turismo riscontrata nei documenti relativi al nuovo Piano Regolatore, questi non nominano il turismo nell’elenco delle principali possibilità di sviluppo e sono carenti di una visione complessiva delle necessità di questo settore. Questa carenza  evidenzia l’incapacità dell’Amministrazione di valorizzare una possibilità concreta della nostra Comunità e di perseguirla con le strategie a lungo termine proprie di un Piano Regolatore. Abbiamo dato il nostro contribuito al superamento di questi limiti avanzando alcune osservazioni e proposte che abbiamo protocollato come primo contributo all’elaborazione della Variante. In questi documenti sosteniamo sia necessario creare le possibilità per ampliare e facilitare l’offerta di ospitalità, individuando aree in cui si possa investire in futuro nella attivazione di strutture sostenibili per la ricettività. Le zone identificate come strategiche devono tutte misurarsi e legarsi a questa esigenza; il centro storico potrebbe rianimarsi se saremo capaci di favorire lo sviluppo dell’offerta diffusa di ospitalità resa disponibile da bed and breakfast , case vacanza, locazioni turistiche, affitta camere; la fascia rurale potrebbe ospitare agriturismi e superfici, oggi assenti, in cui allocare campeggi e aree camper. E’ quindi necessario individuare parti del territorio comunale dove sia possibile agevolare la realizzazione delle strutture necessarie allo sviluppo turistico di Ivrea e del nostro territorio eporediese. Riteniamo che questo lavoro debba coinvolgere gli operatori del settore turistico, culturale, sportivo assenti in questa prima fase di elaborazione della Variante al fine di  comprendere quali azioni possano favorire il loro operato nel futuro. Di particolare interesse per lo sviluppo turistico,  legato alla ricettività sono,  a nostro vedere, le fasce agricole a ridosso della città anche perché le ben più strategiche aree collinari sono vincolate da numerose norme finalizzate al rispetto dell’ambiente, norme che andrebbero valutate e modulate attentamente  al fine di rendere possibili  anche in quella zona progetti turistici pubblici, compatibili e funzionali alla fruizione del futuro parco dei 5 laghi. L’area agricola del comune per poter soddisfare l’esigenze del settore turistico deve essere dotata di una viabilità adeguata che ad oggi è insufficiente, inoltre, è necessario favorire, come abbozzato nel Progetto Preliminare della Variante, il recupero di edifici abbandonati, l’insediamento di attività agricole con vocazione turistica, il superamento di monoculture a favore di culture differenziate e di pregio ( agriturismi, orti urbani, didattica e vendita di prodotti locali, ristorazione). Alcune carenze del Progetto Preliminare sono quindi legate alla disattenzione verso il futuro di una ricettività  sostenibile e diffusa; vogliamo riportare alcune osservazioni in merito, rimandando l’analisi dell’area UNESCO e di altri ambiti strategici ad ulteriori considerazioni che avremo modo di elaborare. L’area collinare dei laghi, già oggi area protetta, dopo un mancato confronto con chi ci lavora e risiede, sarà inserita nel Parco dei Cinque Laghi di Ivrea e diventerà, nel rispetto dei vincoli, una risorsa fondamentale per le sue capacità di offrire percorsi naturalistici, fruizione dei beni naturali, ospitalità, ristorazione.       Come è noto la zona dei laghi non è sufficientemente collegata alla città, mancano vie pedonali e ciclabili e Via Lago Sirio e Via Lago San Michele sono pericolose perché prive di marciapiedi e protezioni;  riteniamo sia necessario, come del resto rilevato in Commissione assetto del territorio, avviare uno studio su queste problematiche coinvolgendo residenti e associazioni. L’area del mercato potrebbe diventare, considerata la penuria di parcheggi nei pressi del Lago Sirio e delle zone collinari, un’area di sosta, da dove si potrebbero raggiungere anche attraverso l’utilizzo di navette e mezzi a noleggio l’area del Parco e dei laghi. Nel progetto preliminare non si è evidenziata l’importanza del lago San Michele che pensiamo possa diventare  il centro di riferimento del futuro parco grazie agli edifici pubblici esistenti nell’area e la sua strategica posizione a ridosso della città. L’area della “polveriera” è utilizzata e presidiata con successo da associazioni e volontari che sono un’importate risorsa per valutare le necessità della zona. Pensiamo sia importante prevedere e favorire la possibilità di intervento sugli edifici comunali dell’ex polveriera presso il lago San Michele, per creare spazi di ricezione, luoghi per dare informazioni ai turisti e locali per lo studio, lo sport e la didattica. Al fine di favorire la partecipazione e la realizzazione del Parco dei 5 laghi, fondamentale per lo sviluppo turistico, abbiamo presentato negli anni tre mozioni in Consiglio Comunale, mozioni che chiedevano una prima progettazione del centro di informazione e formazione del parco nell’area della polveriera e l’organizzazione di azioni che coinvolgessero e informassero i cittadini. Abbiamo avuto la possibilità di evidenziare alcune criticità legate all’inserimento di  questa parte della città, oggi non sottoposta ai vicoli dei siti SIC, nel parco dei 5 laghi; questa scelta potrebbe ostacolare in futuro  le possibilità di investimenti pubblici nell’area, sarà quindi necessario valutare queste possibilità,  e mitigare, qualora possibile, le restrittive norme del parco. E’ importante  studiare  le potenzialità  attrattive  dal  castello e progettare interventi di riqualificazione dello stesso, delle sue fortificazioni e della  bellissima piazza adiacente, mancano idee per recuperare i degradati  percorsi pedonali che collegano il castello alla parte bassa del centro storico; questo lavoro di progettazione è urgente alla luce dei cospicui finanziamenti relativi alla rigenerazione urbana che la città ha ottenuto e che dovremo trasformare, attraverso un percorso partecipativo, in concrete e oculate realizzazioni.   I documenti  presentati nel Progetto Preliminare relativo al nuovo Piano Regolatore non prestano attenzione al valore e alla necessita del restauro dell’edificio della Serra con il suo auditorium e la sala La Cupola; sono edifici centrali, strategici per il turismo e le possibilità legate alla cultura, hanno un notevole valore architettonico essendo gli unici edifici del centro cittadino legati all’era degli Olivetti,  il loro recupero porterebbe ordine ad un area gravemente abbandonata al degrado e inaccessibile ai cittadini e ai visitatori . Al fine di legare il governo cittadino a interventi in quest’area presentammo una mozione approvata nel 2019 , che avviò una prima progettazione e valutazione finanziaria per il recupero della sala La Cupola; ci siamo espressi in modo favorevole all’acquisto  di parte dell’edificio La Serra, ma l’Amministrazione non riesce a  coordinare un adeguato confronto con la minoranza relativo alla sostenibilità economica dell’operazione e manca una visione generale legata allo sviluppo sociale, culturale e turistico di questo ambito urbano. Nel Progetto Preliminare al nuovo Piano Regolatore mancano approfondimenti relativi al progetto comunale relativo alla nuova biblioteca che potrebbe diventare, lavorando in sinergia con il museo Garda, luogo di programmazione eventi, di mostre e convegni nel cuore del centro storico; gli interventi che seguiranno l’abbattimento dell’ex istituto Cena dovranno legarsi alla valorizzazione del area del castello. Riteniamo che  il lavoro di approfondimento necessario per arrivare all’approvazione della Variante, strumento necessario per uno sviluppo sostenibile del turismo e della città, sia ancora lungo e impegnativo. Chiediamo all’Amministrazione di non correre dietro al crono programma, l’importante in questa fase è arrivare a definire con sufficiente chiarezza dove si potrebbe investire per il nostro futuro e come favorire questi processi attraverso idonei strumenti urbanistici.. 
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