Cerca

Carcere di Ivrea: diritti negati, aiutiamo il Garante.

Carcere di Ivrea: diritti negati, aiutiamo il Garante.

CARCERE di ivrea

IVREA I diritti delle persone detenute sono riconosciuti dalla  Costituzione della nostra Repubblica, ma nella realtà della vita in carcere alle persone detenute non è dato di poterli esercitare: le storiche criticità del sistema carcerario nazionale, la pandemia e i problemi dei singoli penitenziari non lo permettono. 
La situazione inaccettabile che si è creata all’interno della casa circondariale di Ivrea è stata descritta in modo dettagliato dalla Garante Paola Perinetto, a suo tempo incaricata dal Consiglio ad operare all’interno della struttura carceraria. Durante lo svolgimento del Consiglio Comunale del febbraio 2021 la Garante ha esposto la sua relazione relativa alla situazione del carcere eporediese e alle attività da lei svolte. Dall’esame della relazione scritta si evincono le gravi condizioni in cui vivono le persone private delle libertà personali: “ Con grande difficoltà ho cercato di limitare i danni, ma purtroppo molti diritti per i detenuti sono stati sospesi. La pandemia ha impattato in modo violento sulla vita dei detenuti, sulla relazione con le famiglie, sul loro possibile e difficile reinserimento, sulla situazione sanitaria.  Molti diritti per i detenuti sono stati sospesi: diritto alla salute, diritto di fare i colloqui, diritto  ai permessi premio, diritto allo studio e molto altro.” La pandemia ha rallentato e fermato una serie di attività e progetti ai quali la Garante stava lavorando; sono iniziative volte ad aprire la Comunità al mondo del lavoro (“cantieri lavoro”), eventi organizzati per permettere alla cittadinanza e agli studenti di avvicinarsi al mondo del carcere ( Progetto accoglienza con l’Istituto scolastico CPIA; visite e incontri in carcere con Consiglieri Comunali e rappresentanti della Giunta), collaborazioni con studi legali e ambasciate per risolvere problematiche legate ai permessi di soggiorno e richieste di asilo. Sempre durante la fase che ha preceduto l’emergenza sanitaria la Garante, che svolge i suoi impegni senza nessun riconoscimento economico per il suo operato, grazie ad un centinaio di colloqui che ha affrontato,  ha potuto farsi carico di una serie di problematiche: richieste di poter lavorare all’interno del carcere, domande di trasferimenti in altre strutture, difficoltà legate alla possibilità di visite e telefonate dei familiari, criticità legate alla situazioni sanitarie e al reperimento di documenti personali.  Il carcere si è chiuso per motivi di sicurezza sanitaria a tutti i volontari che collaboravano con la Garante e i detenuti hanno dovuto rinunciare all’improvviso a fare i colloqui in presenza, alla possibilità di uscire in permesso, a seguire attività  esterne e a continuare le attività organizzate dai volontari.
La situazione ad Ivrea dipende da debolezze del sistema penitenziario nazionale che rendono inapplicata la Costituzione italiana
La situazione ad Ivrea dipende da debolezze del sistema penitenziario nazionale che rendono inapplicata la Costituzione italiana, tra queste, situazioni di sovraffollamento, penuria di spazi e mancanza di personale, in molti casi anche nei ruoli apicali (non è presente ad Ivrea un Direttore titolare). Durante  la discussione in Consiglio Comunale del 01/02/2021, a seguito della relazione tenuta dalla “Garante”, era emersa da parte di tutti i Gruppi intervenuti l’indicazione per un maggior sostegno economico alla figura del “Garante” da parte del Comune, ma agli impegni assunti dall’Amministrazione in quella sede non sono seguite azioni tempestive. Nel mese di maggio abbiamo presentato con i gruppi di minoranza in Consiglio Comunale l’ennesima mozione relativa a queste problematiche, il documento, preso atto dell’importanza e delle esigenze del lavoro svolto dal Garante, chiedeva all’Amministrazione di predisporre una variazione di bilancio per adeguare l’irrisoria cifra corrisposta a titolo di rimborso spese alle effettive esigenze economiche del servizio svolto. La mozione venne approvata, ma ad ora non siamo stati informati in merito ad effettive azioni risolutive dell’Amministrazione. Presenteremo un’ interpellanza al prossimo Consiglio Comunale per conoscere come l’Amministrazione abbia lavorando per supportare economicamente il Garante; porteremo nuovamente il carcere al centro dell’attenzione, abbiamo l’obbligo come amministratori della città di difendere i diritti delle persone private della libertà personale intensificando i rapporti e le iniziative e chiedendo soluzioni alla politica regionale e nazionale.
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori