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IVREA. Dalle “bare” ai “trampolini”. Presi di mira dai cittadini gli assessori chiedono scusa

IVREA. Dalle “bare” ai “trampolini”. Presi di mira dai cittadini gli assessori chiedono scusa

piazza Maretta

Alla fine hanno chiesto scusa. Con la coda tra le gambe, la scorsa settimana, gli assessori Michele Cafarelli (l’agnostico) e Giuliano Balzola (da Crescentino) si sono presentati al cospetto dei commercianti di piazza Maretta e han giurato che da adesso in avanti li terranno informati e concorderanno con loro ogni più piccola mossa. Tanto per cominciare han dato l’ordine di rimuovere le panchine (peraltro tutte scrostate) dai basamenti di cemento e le han fatte posizionare ai margini della piazza. Poi han promesso che quando finiranno i lavori (si ipotizza nel mese di settembre) attualmente in corso ad un condominio, toglieranno i quattro parcheggi a pagamento disegnati in centro e allargheranno l’isola fin davanti al bar per consentirgli l’installazione di un dehor.  Un epilogo già scritto, considerando che, dopo le foto pubblicate martedì scorso da questo giornale, sui social, la giunta comunale è stata presa di mira da centinaia di cittadini con svariati tipi di insulti e tanto disappunto. In un certo senso la riproposizione spassosa, ma poi neanche più di tanto, della levata di scudi che ci fu ai tempi dell’ex sindaco Carlo Della Pepa con le moderne panchine che sembravano “bare” in piazza del Municipio.  Qualcuno se le ricorda ancora? Dalle bare ai trampolini....    In quest’ultimo caso una presa in giro totale non solo a chi quelle panchine sul cemento le ha partorite, pensate e proposte, ma anche a chi (Cafarelli) se ne andava in giro a dire che si trattava di un “esperimento”, di una situazione provvisoria, di un test, di panchine racimolate dal magazzino. Non l’avesse mai fatto,  che di questi tempi, a nessuno piace sentir dire che si buttano nel cesso i soldi pubblici.
Fotomontaggio piazza Maretta Fotomontaggio piazza Maretta
In ogni caso a domanda occorreva una risposta.  Ai commercianti è stata data. Speriamo solo che Cafarelli non si sia dimenticato che di qua passa il carro della Mugnaia e, ancora peggio che sempre qui, a Carnevale, si tiene la storica fagiolata del Castellazzo che è una delle più partecipate? Una risposta esaustiva e soprattutto “formale” dovrà in ogni caso prima o poi arrivare, tanto per cominciare al farmacista Ernesto Ravetto che nei giorni scorsi ha protocollato in Municipio una lettera firmata da una trentina di persone, praticamente tutti gli esercenti  e qualche cittadino. 
Fotomontaggio Piazza Maretta Fotomontaggio Piazza Maretta
A Ravetto e al capogruppo del Pd MaurizioPerinetti. “Si tratta - scrive Perinetti in un’interpellanza -  di una delle antiche piazze di Ivrea, che ha mantenuto uno stile ancora ottocentesco sia nella disposizione che nella fattispecie delle case che la circondano. E’ una piazzetta molto amata dagli eporediesi, anche se purtroppo ultimamente poco frequentata. L’attuale amministrazione aveva pomposamente annunciato, e anche iscritto a bilancio una significativa somma (140 mila euro) poi ridotta e infine sparita, per un suo abbellimento. L’esito dei lavori eseguiti è disarmante. Due pedane di cemento sui cui sono state sistemate due sgangherate panchine e qualche fioriera (senza fiori) anch’esse appoggiate su pedane rotonde di cemento. Non intendo commentare l’aspetto estetico, ma piuttosto la scarsa sensibilità nei lavori fatti...”. E poi a bomba con il dito puntato sulla fagiolata. “La sistemazione delle attrezzature è stata frutto di uno studio di precisione su cui sistemare pozzetti, cavità e pertugi atti ad accogliere pali e sostegni. Le realizzazioni fatte costituiscono degli ostacoli o impedimenti, come ad esempio la fioriera rotonda posizionata proprio dove viene collocato l’ingresso”. Insomma una porcheria da qualunque parti la si guardi. Una porcheria che andava evitata. Di pari passo al gran rumore in città, il silenzio tombale dei partiti di maggioranza. In tanti sostengono che neanche sapevano dei lavori in corso, qualcuno si è riproposto di venire a dare un’occhiata al rientro dalla ferie, tutti ammettono che le sperimentazioni, quando occorrono, si fanno con i blocchi in new jersey e non certo con il calcestruzzo. A microfoni spenti poi, tutti, chi più e chi meno, sostengono che Cafarelli sia “un testone” uno che non accetta consigli, che si scalda e si offende velocemente. All’orizzonte resta questa visione tutta “caffarelliana” della “panchina” con gli anziani seduti nel bel mezzo di una piazza, a un centimetro dai tubi di scappamento e dalle macchine in sosta, con le gambe a penzoloni.  Pittura “metafisica”. Non tanto un De Chirico piuttosto un Sironi....
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