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SALUGGIA. Tutti in posa per inaugurare la rotonda... e intanto le scorie nucleari sono ancora “là suta”

SALUGGIA. Tutti in posa per inaugurare la rotonda... e intanto le scorie nucleari sono ancora “là suta”

Inaugurazione nuova rotonda Saluggia 9 luglio 2021

Questa foto conviene ritagliarla e metterla da parte, per quando i posteri si chiederanno cosa succedeva nel Vercellese nel primo quarto del XXI secolo, e come sia stato possibile tutto ciò. è stata scattata la mattina del 9 luglio, quando dal monte e dal piano sono convenuti a Saluggia, per tagliare il nastro della nuova rotatoria tra la provinciale per Crescentino e la discesa all’area industriale, tutti i maggiorenti locali: da Regione - compreso Cirio -, Provincia e Comuni. Sette mesi di cantiere per fare una rotonda stradale (in sette mesi, nel 2021, si costruisce uno stadio...), ed eccoli in dodici, sorridenti e soddisfatti, a farsi immortalare mentre tagliano il nastro. La foto è da tenere perché costituisce l’immagine icastica di un’epocale presa per i fondelli delle cosiddette “autorità” nei confronti dei saluggesi. Dunque: da più di quindici anni la Provincia di Vercelli incassa dallo Stato, in forza di una legge del 2003, una percentuale di “fondi Scanzano”, che le vengono erogati perché sul territorio provinciale - in massima parte a Saluggia, un po’ anche a Trino - sono (impropriamente) immagazzinate scorie radioattive che non dovrebbero stare lì. Finora la Provincia, grazie alle suddivisioni annualmente definite dal Cipe in base all’inventario radiologico, ha incassato almeno otto milioni di euro, ma è un calcolo per difetto. Come li ha utilizzati? L’uomo della strada direbbe: beh, siccome il disagio da “compensare” ce l’hanno principalmente Saluggia e Trino, li avrà utilizzati per opere di competenza della Provincia a Saluggia e a Trino. E invece no. Cioè: per Trino sì, e ricordiamo perché. Nel 2008 arrivò in Provincia la prima tranche di “compensazioni”, quelle che si riferivano al periodo 2004-2007: piatto ricco. Si chiusero in una stanza l’allora presidente Renzo Masoero (Alleanza Nazionale), l’allora plenipotenziario di Forza Italia Roberto Rosso e la buonanima di Gianluca Buonanno (Lega), litigarono un po’ ma poi si accordarono sulla spartingaia: un po’ alla fondazione “Terre d’Acqua”, longa manus del trinese Rosso, un po’ alla Valsesia dove imperava Buonanno (e dove non hanno mai visto una barra d’uranio: cosa c’era da «compensare»?), e qualcosa alla Provincia per le manovre del rampante Masoero che si stava preparando al salto in Regione. E a Saluggia? A Saluggia - che da decenni aspettava, e ancora aspetta dalla Provincia l’allargamento dei due vecchi, stretti e pericolosi ponti sulla ferrovia, ma i soldi a bilancio non ci sono mai - niente. Zero, nonostante l’allora sindaco fosse assessore nella Giunta provinciale: politicamente, pur essendo dello stesso schieramento, di fronte a quei tre statisti contava come il due a briscola. Poi sono successe tante brutte cose: Buonanno s’è schiantato con l’auto ed è andato all’altro mondo; a Masoero hanno trovato i soldi nel cassetto della scrivania, l’hanno arrestato e ha patteggiato una condanna per concussione; Rosso ha avuto grane giudiziarie per “Terre d’Acqua” e oggi le ha per altri truschini elettorali; e infatti nella foto ci sono i loro emuli e successori, da Tiramani “figlioccio politico” di Buonanno a tutti i principali esponenti di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia della nostra zona. E hanno la faccia tosta di venire ad inaugurare - con tanto di photo opportunity - una rotatoria che porta ai depositi di scorie, pagata con le compensazioni ricevute proprio per quelle scorie: un tardivo contentino a Saluggia, che per la Provincia resta una gallina dalle uova d’oro. Anziché andare a sollecitare lo smantellamento del sito nucleare che sta appena lì sotto... inaugurano una rotatoria con la scritta “Area protetta Po - Unesco”, mentre i loro colleghi di partito nel resto del Piemonte e d’Italia dicono no al trasferimento delle scorie in altre zone perché «non possiamo metterle vicino ai siti Unesco». E perché non vanno a sollecitare lo smantellamento (a un Governo di cui, oltretutto, molti dei loro partiti fanno parte)? Semplice: perché altrimenti tutti quei soldi a Comuni e Provincia - soldi sui quali molti di coloro immortalati in questa foto hanno costruito le loro carriere politiche - nel giro di qualche anno non arriverebbero più. La pacchia finirebbe. Addirittura il consigliere regionale Gavazza continua a dire che «bisogna costruire barriere per mettere in sicurezza l’area nucleare», come se fosse ancora nel 1985, quando è ormai chiaro a tutti (son passati più di trent’anni: svegliaaa) che l’unica e vera “messa in sicurezza” di quel sito consiste nel portare via tutto prima possibile, e costruire un deposito in un’area meno inidonea. Comunque fanno bene. Fanno bene, perché con un’opinione pubblica ridotta a lacché, questuanti, clientes e richiedenti favori, anziché vergognarsi si mettono in fila a farsi fotografare sull’opera costruita con le compensazioni nucleari, per farsi ringraziare dai saluggesi a cui finalmente la Provincia, con le briciole di quelle compensazioni, ha fatto l’elemosina.  (u.l.)
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