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DRUENTO. I tori spariti nel nulla, Vietti: "Si doveva agire prima"

DRUENTO. I tori spariti nel nulla, Vietti: "Si doveva agire prima"

I tori in fuga sono di razza Camargue

DRUENTO. “Che fine hanno fatto i tori?”. Oppure: “Possibile che non si riescano a trovare e a catturare?”. O ancora: “Avete notizie sui tori?”. 

Sono alcune delle tante domande che si sentono per San Gillio o sui social.

Perché dopo un mese dai primi avvistamenti, dalla successiva cattura di un esemplare e dal ritrovamento di un altro torello, ucciso da un’auto dopo un incidente stradale notturno lungo la provinciale 8, la situazione è ferma. 

L’unica certezza è che i tre esemplari di razza Camargue, fuggiti dal ranch San Lorenzo di San Gillio, sono tra i boschi del pre parco La Mandria o nei boschi dalla parte opposta alla provinciale e all’ingresso nel più importante parco di tutta l’area metropolitana.

Al momento, il vero problema è capire dove siano. Perché potrebbero essere a Druento come a San Gillio. Piuttosto che tra La Cassa, Givoletto, Fiano, Vallo o Varisella. E ora, che sono liberi, hanno la possibilità di cibarsi di erba e hanno l’acqua dei due torrenti di zona, ovvero il Ceronda e il Casternone.

Ma i sindaci non ce la fanno più. Tant’è che hanno scritto, nuovamente, al prefetto Claudio Palomba. Nella missiva, i primi cittadini hanno specificato, ancora una volta, come non possano continuare a presidiare l’area giorno e notte. “E non possiamo continuare a organizzare appostamenti, squadre di volontari, Aib, Protezione Civile e polizia municipale. Non abbiamo i mezzi e le risorse. Anche dal punto di vista economico”, precisa Gian Carlo Balbo, sindaco di San Gillio. 

E se i cartelli per la “allerta tori” continuano ad essere presenti lungo le provinciali, i guardiaparco de La Mandria hanno nuovamente effettuato una perlustrazione notturna, con tanto di termocamere e visori notturni. La “caccia”, però, non ha portato a nessun risultato.

Adesso è tardi. Chi doveva decidere non ha deciso. Il problema rimane e non può essere secondario o messo in un cassetto. Cosa può succedere? Che il toro arrivi sulla provinciale e provochi un incidente, piuttosto che qualcuno se lo possa trovare davanti a casa. Il vero problema è che nessuno vuole parlare di abbattimenti…”, conclude Carlo Vietti, sindaco di Druento.

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