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Perché un sindaco si mette a fare allarmismo?

La lotta a questa pandemia, tutt’ora in corso, è una cosa seria. Continua a mietere vittime, ci costringe a rinunciare alle nostre libertà personali, obbliga gli addetti al settore sanitario a lavorare senza sosta.

Mai come ora è importante sensibilizzare la popolazione al rispetto delle regole ed alla responsabilità.

Assistiamo però  all’incedere altri due tipi di comunicazione, oltre a quella degli inviti alla responsabilità: quella dei negazionisti del “non ce n’è coviddi” e quelli degli allarmisti” stiamo per morire tutti ora...”

Gli estremi non sono mai salutari, soprattutto in un momento in cui la coesione sociale sarebbe fondamentale. Ecco perché cosa è accaduto a Chivasso non può passare inosservato, e deve essere preso come monito affinchè non si ripeta mai più:

Nel suo videomessaggio del 18 marzo l’attuale sindaco di Chivasso Castello Claudio, oltre che al giusto richiamo al rispetto delle regole, ha dichiarato  he “in questo momento il nostro ospedale è sommerso da pazienti covid, che tolgono lo spazio e le energie a tutti gli altri malati” ed altre frasi su questo tono. 

Frasi del genere dette da un sindaco in un momento di comunicazione alla popolazione, in un periodo difficile come questo, mettono in allarme pesantemente i cittadini: se l’ospedale è al collasso come dice il sindaco al punto da mettere in dubbio la possibilità di cura dei malati allora siamo sull’orlo del baratro, non c’è speranza!

Peccato che nella conference call del giorno dopo, che l’asl to4 tiene ogni settimana con gli organi di stampa per rilasciare aggiornamenti sulla situazione covid da poter divulgare, la stessa Azienda Sanitaria abbia dichiarato che sicuramente la pressione sull’ospedale di Chivasso è importante a causa dei pazienti affetti da coronavirus, ma si sta rispondendo a tutte le necessità; 

cosa ben diversa, che non vuol dire che si debba sminuire il pericolo, ma che attualmente l’ospedale è in grado di gestire la complicata situazione.

La domanda sorge spontanea: ma allora perché il sindaco ha messo in allarme la cittadinanza con le sue dichiarazioni esasperate, quando invece l’asl stessa dichiara che siamo sotto pressione ma sti sta gestendo il momento?

Gli annunci allarmistici, che dipingono situazioni più gravi di quelle che già sono, soprattutto se fatti da chi fa parte delle istituzioni, sortiscono effetti diversi ed in tutti casi non sono utili nella lotta contro il covid…anzi!

Ci si aspettava parole di rettifica da parte del sindaco, che invece tace. 

Abbiamo chiesto dunque che venga in consiglio comunale a riferire sul suo atteggiamento, non tanto per rivoltare il coltello nella piaga (oramai “l’ha fatta”…) ma quanto per sensibilizzarlo sulla gravità dell’accaduto in modo che non lo faccia più.

Dobbiamo stare attenti, rispettare le regole, cercare di far ragionare i negazionisti ed anche gli allarmisti: la lotta è ancora lunga ma ce la faremo!

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