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VENARIA. Pallavolo in lutto: è morto Nevio, anima del "Maroso"

VENARIA. Pallavolo in lutto: è morto Nevio, anima del "Maroso"

Nevio Fonsati aveva 84 anni

VENARIA. Pallavolo in lutto: è morto Nevio, anima del "Maroso". Quando c’era una difficoltà, lui c’era. Sempre pronto a dare una mano pur di vedere quelle che erano diventate, con il tempo, anche le “sue” ragazze.

Potremmo riassumere così Nevio Fonsati, morto nei giorni scorsi a 84 anni. Un punto di riferimento nella pallavolo venariese di metà anni ’80, quando c’era una realtà chiamata Maroso - che spaziava dal calcio al volley - e che portava in alto il nome della Reale in quello sport, a livello femminile.

E il Maroso volley femminile è stato ad un passo dal chiudere. “E se non fosse intervenuto Nevio, probabilmente oggi non saremmo qui a festeggiare e commentare le vittorie del Venaria Real Volley, ultima evoluzione societaria dopo la nascita della Pallavolo Venaria sulle ceneri del Maroso, del 2D Venaria grazie alla fusione con il 2D Lingotto, fino ai giorni nostri. Nevio è stato un grande uomo, che mi ha dato tanto ed insegnato tanto. Senza il suo aiuto, tutto questo oggi non ci sarebbe”, commenta il genero, Guido Campiglia, storico allenatore e dirigente di volley a Venaria.

Ma cosa successe? A ricordarlo è sempre Campiglia:Sono entrato nel Maroso nel 1984 arrivando dall’Aurora. Il presidente era un certo Camerlengo, il classico presidente padre padrone. All’epoca il Maroso era in serie D e io mi ero portato dietro alcune ragazze della mia Aurora e vincemmo il campionato di D del 85/86 approdando in C. E qui iniziarono i problemi, ma la squadra era tutta dalla mia parte e cosi Camerlengo, convinto che senza i suoi soldi saremmo crollati, ci mollo a metà campionato di C. E solo grazie all’ aiuto di Nevio e di qualche altra persona riuscimmo non solo a sopravvivere ma anche a salvarci bene. E l’anno dopo arrivare quinti e giocare una finale di coppa Piemonte. Con gli anni, e la fine carriera delle figlie, lui poi si è staccato da noi, ma ci ha sempre comunque ricordati e seguiti. Lo ricorderò per sempre e lo porterò sempre nel mio cuore. Perché non è facile trovare nella vita una persona sempre disponibile e pronta, al servizio di tutti. Qualsiasi cosa chiedessi, dalle famose aste misura rete pieghevoli, che ancora oggi usiamo, fino al meccanismo per schiacciare con il pallone con l’elastico, passando per un muro da piazzare e che in due giorni era pronto. E mille partite da segnapunti, dirigente addetto agli arbitri e organizzatore di tutto”.

Fonsati lascia la moglie Erminia; le figlie Stefania con Alberto; Patrizia; Sonia con Rinaldo; i nipoti Simone, Roberta, Francesca, Daniele, Deborah, Fabio e Federico; i fratelli Toni, Giorgio e Anna.

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