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10 Febbraio 2021 - 11:22
Comune di Chivasso
Un paio di settimane fa da queste colonne avevo sottolineato come, purtroppo, l’immobilismo e la linea del “meno facciamo meno sbagliamo” adottata dal sindaco Castello e dalla sua giunta ci stia fortemente penalizzando su più fronti. Dopo alcuni giorni, il sindaco ha affidato una sua replica al suo profilo privato social, dicendosi rammaricato di questa denuncia ed affermando che tutto ciò non fosse vero, portando come “bandiera” il ritorno del reparto di emodinamica presso l’ospedale di Chivasso. Peccato che la sanità sia gestita dalla Regione, e non dal comune, e che sia quest’ultima ad intervenire su questo tipo di decisioni, così come gli hanno fatto notare anche alcuni dei suoi “fedelissimi”.
Intendiamoci, siamo tutti ben felici che sia tornato ad essere operativo un reparto di così vitale importanza nel nostro ospedale, che serve un bacino di utenza di circa 208mila abitanti complessivi, ma il fatto stesso che come esempio di non-immobilismo di una giunta comunale venga riportato un successo determinato da altri enti rende molto l’idea di quanto poco si stia invece facendo a livello comunale, a parte grandi annunci mediatici. E non lo si rende pubblico con gioia, perché la mancanza di coraggio nel prendere decisioni in un momento così difficile, unita all’assenza di visione sufficientemente lungimirante, si sta fortemente ripercuotendo sulla vita quotidiana di tutti.
In questo periodo si sta molto parlando di adeguatezze nel ricoprire certi ruoli, e dell’importanza nello scegliere chi andrà a ricoprirli non solo attraverso le ideologie di appartenenza: questo è l’esempio calzante di questi argomenti. La politica decide per noi tutto, dai sensi unici al sostegno al lavoro: mettere nei posti-chiave persone con adeguate capacità (oppure no) determina l’avere risposte adeguate (oppure no) alle nostre esigenze ad ogni livello. Ai posteri l’ardua sentenza, nel frattempo raccogliamo i frutti di ciò che c’è.
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