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IVREA. Falso in bilancio, truffa ai danni dello Zac! e indagine della Corte dei conti per spreco di denaro

Come nell'ultimo giorno di Pompei. Mercoledì sera, e quasi fino a notte fonda, riunione della maggioranza a guida leghista. Giovedì mattina convocazione del presidente della cooperativa Zac! Lucia Panzieri. Giovedì sera riunione “informale” dei capigruppo d’Opposizione. Giovedì pomeriggio stesura di una lettera raccomandata da inviare alla Cooperativa Zac! (all’insaputa della stessa Panzieri di cui sopra, che peraltro avevano visto poche ora prima) per comunicare loro, e pure a lei, che la “proroga sine die”, deliberata a suo tempo dalla giunta comunale, verrà annullata, cancellata, buttata in un cestino. Insomma “che sono”, “che è”, un’abusiva. “Non essendo il Comune proprietario di alcunché non avremmo potuto concederla….” ha sottolineato ripetutamente nella maratona di due giorni il vicesindaco Elisabetta Piccoli. Le ha fatto eco il sindaco Stefano Sertoli. Ha sempre mosso la testa dall’alto al basso e dal basso all’alto pure il direttore generale Barbara Vittoria Capo. Il tutto mentre sull’albo pretorio on-line faceva capolino un bando (scadenza 10 febbraio) per l’incarico alla redazione di una perizia valutativa del diritto di superficie relativo al complesso denominato “Movicentro”. Insomma siamo alla frutta o alle battute finale di una telenovela che va avanti da più di un anno e mezzo,  senza tanta fretta, salvo che in questi ultimi due giorni. E c’è chi a Palazzo trema per la possibile denuncia di “falso in bilancio”, per avere cioè patrimonializzato un bene (il Movicentro) che dal 2015 è anche patrimonio di Trenitalia (che se lo è accatastato all’insaputa di tutti), ma anche per un’eventuale indagine della Corte dei conti nella malcapitata ipotesi che qualche puntiglioso funzionario chieda come mai, in tutti questi anni, si siano pagate bollette dell’energia elettrica in un immobile che appartiene ad altri. Si tratterebbe di “spreco di denaro pubblico”. Hai voglia a dirgli (e non si capisce perchè non glielo si possa dire) che esisteva un accordo di programma in cui si prevedeva il passaggio del diritto di superficie dalle Ferrovie dello Stato al Comune per 30 anni e ne sono già passati quasi 20. Per il Comune peraltro potrebbe anche finire peggio, con una bella (o brutta) denuncia per “truffa” da parte della Cooperativa Zac! convinta, prima a prendere in gestione i locali, quindi a fare delle spese, infine ad assumere una dozzina di persone. Tutto sarebbe precipitato (ma utilizziamo il condizionale) a causa di un parere legale definito “top secret” (ma non ci va uno scienziato per capire che cosa c’è scritto) richiesto dall’Amministrazione comunale al blasonatissimo studio Dal Piaz di Torino. Il parere è datato 27 dicembre e in tanti si stan chiedendo perchè si sia aspettato così tanto, cioè più di un mese, per tirare i remi in barca, peraltro passando l’ultimo mese a denunciare la mancanza di una variante del piano regolatore che invece, come tutti sanno, c’era e c’è? Altra domanda…. Perchè solo oggi, e non un mese fa, si è dato corso ad un bando per una perizia che andrà a quantificare il maggior valore dell’area su cui è stato costruito il Movicentro e sui cui valori si trasferirà il diritto di superficie? Infine: perchè per un anno e mezzo l’Amministrazione comunale non s’è mossa? Il dubbio che si tratti di “pura” strategia messa in pista per far fuori lo Zac! qualcuno ce lo ha. D’altro canto è vero che quest’Amministrazione comunale con i pareri legali un po’ ci sta giocando. Emblematico il caso di “Giacomo Bottino” candidato ad un posto nel cda di Guelpa e tacciato di incompatibilità con la carica di consigliere comunale in quel di Strambino. Grazie al lasciapassare di un avvocato il sindaco se n’è potuto lavare le mani. In verità per poter essere accusati e condannati di un qualsiasi reato ci andrebbe il “dolo” ed è evidente che in tutta questa storia il dolo non c’è. Non c’è nel pagamento delle bollette e non c’è nel contratto di comodato d’uso stipulato in base ad un accordo con Trenitalia e che Trenitalia (non solo il Comune) ha preso sottogamba. Non sarebbe né il primo caso, né l’ultimo di rapporti tra Enti pubblici e Partecipazioni statali regolati “un tanto al chilo”. Ancora  ricordiamo di quella volta che un sindaco, ex dirigente Olivetti, di un piccolo comune del chivassese, stufo di quelle maestre che un giorno sì e l’altro pure gli chiedevano di spostare il telefono (a quei tempi erano fissi) da un posto all’altro della scuola, andò a fondo delle competenze e scoprì che le utenze come anche le pulizie erano a carico del Ministero dell’Istruzione e non dei Comuni.  Tagliò i fili del telefono e finì su tutti i giornali d’Italia, conciò consegnando un gran lavoro alla Corte dei Conti che, invece, non mosse un dito, nella consapevolezza che un pubblico amministratore prima di tutto deve pensare all’interesse pubblico e poi ai numeri del bilancio. Solo nel 1994 il Parlamento, con un decreto legislativo, regolarizzò il problema contabile di tutti i sindaci d’Italia. Tornando al problema Movicentro, per martedì il presidente della commissione “Assetto e uso del territorio” Francesco Comotto ha convocato una riunione in cui si prevede l’audizione dell’ex assessore Alberto Redolfi. Servirà per chiarire una volta per tutte che la storia della necessità di una variante al prgc per la valorizzazione della ex stazione è una balla che non sta in piedi. Liborio La Mattina
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