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DALL'ASL TO4. Come si gestisce l’emergenza? Con il Policlinico di Monza...!

DALL'ASL TO4. Come si gestisce l’emergenza? Con il Policlinico di Monza...! Oramai è un fatto noto. La sanità pubblica in Italia è in crisi. Pochi posti letto, pochi infermieri, poche macchine per ventilare e via discorrendo. Per colpa del Covid-19, a quanto pare però lo è anche quella privata e per due motivi. Il primo: i medici “doppiolavoristi”  sono impegnati h24 nelle strutture ospedaliere. Il secondo: è praticamente collassata tutta l’ospedalizzazione che va oltre il Covid e non è bastato loro (s’intende i privati) integrarsi nelle reti ospedaliere di contrasto all’emergenza sanitaria garantendo quelle prestazioni indifferibili che il servizio pubblico non riesce più a garantire. Si aggiunge una forte contrazione degli esami ambulatoriali. Un problema enorme per i bilanci, considerando che cliniche e laboratori lavorano un tot a prestazione nell’ambito di un budget fissato di anno in anno in accordo con le Regioni.  In Lombardia, per esempio, dove si sente ormai odore di indagini giudiziarie per ogni foglio che si muove, il governatore Fontana ha alzato le braccia al cielo e ha più o meno sentenziato che a fine anno pagherà solo quanto dovuto, in Piemonte si è concesso ai privati di poter recuperare quel che si è perso quest’anno nei prossimi due anni. Anzi no, si è fatto addirittura di più  e con una delibera regionale risalente al 10 marzo scorso, “considerato lo stato di grave emergenza determinato dalla diffusione del COVID-19” si è sottoscritto un Protocollo d’intesa con le Associazione di categoria AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata) e  ARIS (Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari) attraverso il quale i privati, per non lasciare vuoti i posti letto li hanno messi a disposizione dell’emergenza.  Premesso che i malati gravi, quelli che abbisognano delle terapie intensive, resteranno in capo al pubblico, un accordo di questo tipo è, per esempio, stato trovato con la Clinica Eporediese, struttura di proprietà del Policlinico di Monza che  si è offerta di accudire fino a 80 pazienti Covid a bassa intensità Insomma un lavoro “facile facile” che consentirà al Policninico di Monza di non perdere (forse) neanche un euro rispetto al budget stabilito. Domanda?  Ma di quant’è il budget stabilito?  La bellezza di 8 milioni e 496 mila euro per ricoveri in “acuzie”, altri 438 mila euro e rotti per le post acuzie e 4 milioni e 351 mila euro  per la specialistica ambulatoriale, cui si aggiungono ulteriori 4 milioni e 185 mila euro per i residenti fuori regione... Il totale fa gelare i polsi: quasi 17 milioni e mezzo di euro.  Un colpo al cuore considerando che nelle scorse settimane si è fatta una gran polemica sui soldi che non c’erano (circa quattro milioni di euro) per attuare il piano di emergenza e ricavare ulteriori posti letto in intensiva e semi intensiva nei tre principali ospedali dell’Asl To4. Beninteso.... non è che gli anni prima, con l’ex direttore Lorenzo Ardissone si fosse speso molto meno. E parliamo di circa 16,5 milioni, per tutti gli anni, che vanno dal 2017 al 2019.  In verità messa così viene quasi da pensar male. Il problema, infatti, sta alla radice e comincia con i tagli alla spesa pubblica compensati e intercettati dai privati, in una logica che non è più quella di servizio pubblico, ma di profitto.  Come funziona lo aveva spiegato molto bene la giornalista Milena Gabanelli in un servizio di qualche anno fa. Si sosteneva, tra le altre cose che in Lombardia i rimborsi delle prestazioni al privato ammontassero mediamente il doppio o il triplo delle stesse prestazioni eseguite da strutture non convenzionate.  Peggio ancora, che ai privati fossero stati lasciati i settori ad alto rischio e ai privati quelli  ad alto reddito,  molta diagnostica e poco pronto soccorso. Liberi loro, inoltre, di assumere, licenziare e pagare come gli pareva. Niente di più vero, a quanto pare, anche in Piemonte dove si assiste all’occupazione delle sale operatorie trasformate in reparti di terapia intensiva ma non s’è visto ancora un privato che abbia messo a disposizione le sue.

Altri privati convenzionati

Nell’Asl To4 l’elenco dei privati accreditati non è lunghissimo, ma cuba un sacco di soldi. Oltre alla clinica eporediese, i privati impegnati nella “specialistica ambulatoriale” sono il Malpighi di Chivasso con un budget di circa un e 850 mila euro e la Nuova Lamp di Settimo che può arrivare sino a 2 milioni e 700 mila euro.  Si aggiungono, ma di questi non si può proprio fare a meno e certo non si può dire che siano in concorrenza con le strutture ospedaliere, i privati specializzati in  post acuzie,  (cure riabilitative che vengono effettuate su un paziente dopo la fase acuta di una malattia). Nell’elenco troviamo Villa Grazia di San Carlo, con un budget di 9 milioni e 600 mila euro più 200 mila euro per i fuori Regione; Villa Ida di Torino, con un budget di 6 milioni e 950 mila euro, più 231 mila euro per i fuori Regione, il Fatebenefratelli di San Maurizio per per circa 11 milioni e 600 mila euro, più 400 mila euro per i fuori regione, infine Villa Taurina, sempre di San Maurizio, ma specializzata in lungodegenza psichiatrica, con un budget di circa 8 milioni di euro. All’enco si aggiunge l’Ospedale di Settimo Torinese. Anche qui ci si occupa di post acuzie ma la proprietà è quasi interamente pubblica.

Dimenticavamo....

Tra le notizie che sono andate per la maggiore in questi ultimi giorni c’è quella dell’incarico di consulenza affidato dall’Asl To4 a Clemente Ponzetti, 63 anni, di Montalto. Chiamato dal neo commissario Luigi Vercellino per  risistemare  il Servizio di igiene e sanità pubblica messo a dura prova dalla pandemia. Per la cronaca, Ponzetti, doppia specializzazione in medicina del lavoro e preventiva, è il coordinatore del gruppo sanitario del Policlinico di Monza che è proprietario della Clinica Eporediese. Con il Policlinico di Monza è peraltro tornato a lavorare anche l’ex direttore generale dell’Asl To4 Lorenzo Ardissone che già era stato direttore amministrativo alla Clinica Eporediese. Possibile che tra i quasi 6 mila dipendenti dell’Asl To4, peraltro pagati profumatamente, non ci sia un dirigente in grado di fare il lavoro che si vuole far fare a Ponzetti? Non ci crederemo mai!!!
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