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17 Luglio 2020 - 18:00
Michele e Roberto Barbarossa, originari di Gassino e fratelli del famosissimo dj Bruno Power, fanno anch’essi parte del mondo musicale: sono, infatti, coloro che hanno dato vita al gruppo musicale “Radiopaxi” e sono qui per raccontarcene la storia.
“Il gruppo è nato nel 1997 - comincia a dire Roberto -. Mio fratello aveva un suo gruppo, una sera sono andato a sentirli e gli chiesi di farmi cantare. Intonai ‘Spirito Libero’ dei Litfiba e rimasero tutti a bocca aperta. Il giorno dopo Michele mi chiese di fondare una band insieme. Abbiamo cambiato vari componenti nel corso degli anni, ma dal 2001 la formazione è rimasta la stessa per un bel po’. Inizialmente facevamo un mix di rock italiano e inglese, ma poi siamo passati a fare cover di Vasco Rossi: mi veniva particolarmente bene e piaceva sia a me che a mio fratello - racconta -. Qualcuno mandò del nostro materiale a Alberto Rocchetti, il tastierista di Vasco, lui lo ascoltò, gli piacque e suonammo insieme diverse volte. Questo perché quando non suonava con Vasco era solito selezionare dei ‘tributi’ al famoso cantante per poi esibirvisi insieme: la selezione era dura, non si provava e si faceva direttamente il concerto”. Quando ricevettero la telefonata di Rocchetti, il 6 luglio 2003, stentarono ovviamente a credere alle loro orecchie. “La chiamata arrivò a me - racconta Michele -. Eravamo in vacanza col gruppo e al contempo a fare concerti in Toscana. Dissi al presunto Rocchetti di vederci per cena, dato che lui abitava lì vicino, per dimostrarci che fosse davvero lui. Ci vedemmo e chiacchierammo a lungo. La prima volta che suonammo insieme fu fantastico, gli piacemmo un sacco, ci diede delle dritte e da allora è iniziata una lunga collaborazione. Abbiamo suonato anche con Clara Moroni, ai tempi corista di Vasco e con Andrea Innesto detto ‘Cucchia’, il suo sassofonista”.
Da dove arriva il nome della band? I fratelli Barbarossa ci raccontano che lo decisero una sera, in birreria. C’erano dei telefoni a gettoni con scritto sopra Radiotaxi, Paxi è un’isola greca e Radiopaxi una radio sudamericana. “Il nome è nato un po’ così… ridendo e scherzando” affermano.
Passano gli anni e la loro carriera artistica procede a gonfie vele. Dal 2006 in avanti hanno suonato con tutti i membri della band di Vasco: con il bassista Claudio Golinelli, detto “Il Gallo”, con uno dei tastieristi e cioè con Mimmo Camporeale, con il frontman e direttore di palco Diego Spagnoli… giusto per fare qualche nome. “Funziona così: chi ci ingaggia decide con chi farci suonare del gruppo di Vasco” spiegano.
Nel 2010 hanno suonato nella mitica Zocca, città natale di Vasco Rossi. “Eravamo stati selezionati come una delle migliori band tributo a Vasco, rappresentavamo il Piemonte. Fu una serata strepitosa. Io suono la chitarra - spiega Michele -. Roberto canta e la sua peculiarità è il fatto che lui non imita Vasco, lui canta Vasco. E’ uno dei pochi che riesce a farlo ed è stato lo stesso Rocchetti ad averlo dichiarato. Ci disse anche che a Vasco non piace essere scimmiottato dai tributi e Roberto, infatti, non lo scimmiotta. Rossi segue molto i social e conosce tutti le sue tribute band. Gli era piaciuto molto anche il nostro nome, diverso da tutti e senza richiami a lui, appunto. Quest’ultima cose ce la riferì Maurizio Solieri, che è stato chitarrista di Vasco per trent’anni”.
Michele e Roberto sono nel video del backstage della canzone “Gioca con me”, uno dei successi di Vasco. E in quell’occasione hanno conosciuto personalmente il cantante. Più avanti, quando lui è stato costretto ad un periodo di stop per motivi di salute, ha dovuto annullare tutte le date dei concerti. “Il suo fansclub ci selezionò per suonare al suo posto a Moncalieri, dato che i fan avevano già prenotato i posti per la data torinese - raccontano -. Durante il concerto Diego Spagnoli lesse un sms di Vasco che rassicurava tutti dicendo che stava bene, fu emozionante. Ciò che facemmo noi venne replicato anche in altre parti d’Italia da altri tributi”.
Attualmente la band sta delineando la sua nuova formazione. Sicuramente ne farà parte Federico Arecco detto “Foffy”, da sempre tastierista dei “Radiopaxi”. “Lui è anche medico, ed il questo periodo di Coronavirus si è dato un sacco da fare. Anche con noi e il gruppo, negli anni, non si è mai tirato indietro su nulla… è un vero amico. Noi tre siamo il vero zoccolo duro dei ‘Radiopaxi’” affermano i fratelli Barbarossa e ci tengono a precisare che la caratteristica peculiare del gruppo è che, durante i concerti, fanno partecipare il pubblico in prima persona… Roberto va addirittura a cantare fra loro.
Ma la passione per la musica dei due Barbarossa da dove arriva? “Il prete dell’oratorio, Don Basilio, quando avevo 11 anni mi disse che se fossi stato promosso mi avrebbe regalato una chitarra e così fece. Cominciai a suonare in chiesa, studiai da autodidatta e presi lezioni - spiega Michele -. Roberto, invece, canta da sempre. Oltretutto è un po’ una tradizione di famiglia: mamma e zio avevano un gruppo e suonavano nelle balere e zio, che ha la voce identica a quella di Adriano Celentano, è sotto l’etichetta di Celentano appunto e Adriano stesso lo riconosce”. I due fratelli considerano la musica come la “loro terapia”… è Roberto stesso a dichiararlo. “La musica ci ha tirati fuori da tante situazioni brutte e ci ha fatto rigare dritto. Non ci ha fatto prendere strade sbagliate” afferma. Michele concorda e aggiunge che quando suona sta bene, si diverte e fa divertire le persone. “Sono una testa matta e se non fosse stato per la musica avrei fatto disastri, ma con la chitarra in mano mi sono sfogato. Mi trasformo quando suono”.
I due hanno anche suonato col fratello Bruno Power, il famoso dj. A Bordighera, in quell’occasione, avevano riunito più di 3000 persone ad ascoltarli. E contano di rifarlo, ma in uno spazio più grande, per accogliere più pubblico ancora. Hanno anche registrato pezzi con Bruno e lui ha remixato “Liberi liberi” di Vasco cantata da Roberto. “Il brano è arrivato al primo posto in classifica in Messico” dichiarano soddisfatti. Inoltre in alcuni pezzi di Bruno la chitarra è Michele e lui ci confida che presto gli piacerebbe fare una serata col fratello dj e suonare dal vivo mentre lui mixa. Roberto, invece, ci racconta che nel suo percorso artistico ha anche all’attivo una partecipazione a Sanremo, nel 1998. “Ho passato le selezioni, ma non sono arrivato alle serate finali. La mia canzone era ‘Non ho più un’anima’. Un altro evento importante a cui ho partecipato è stato il Festival di Napoli. Lì ho conosciuto Maurizio Pazzagli che per 8 anni è stato il nostro bassista ed ora sta per tornare ad esserlo” racconta. I “Radiopaxi” hanno partecipato anche al Festival di Saint Vincent e su 2800 gruppi partecipanti sono arrivati fra i primi dieci. Sono inarrestabili, non si fermano mai. Lo scorso 29 dicembre sono usciti su Spotify e Youtube due loro nuovi pezzi: “Stupido cuore” e “Libera”. “Gli autori ci hanno dato musica e parole e noi abbiamo fatto l’arrangiamento musicale, di modo da trasformarli nel nostro rock” spiegano all’unisono.
I “Radiopaxi”, che hanno approfittato del lockdown per ripristinare il gruppo, sono pronti a ripartine con nuovi concerti ed eventi. In attesa di vederli dal vivo li si può seguire virtualmente su www.radiopaxi.com, su Facebook cercando “Radiopaxi tributo a Vasco Rossi” e su Instagram digitando “radiopaxi”.
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