Pensavamo che Settimo fosse una repubblica. Invece è una monarchia, benché costituzionale. La sua regina è Caterina Greco. Sua Altezza Reale ha voluto benignamente onorare questo umile giornale mandandoci il testo del suo discorso della Corona: lo abbiamo pubblicato la settimana scorsa.
Pensavamo che l’astro nascente della politica e dell’amministrazione piemontese fosse la sindaca Elena Piastra. Invece è Caterina Greco. La Regina si candida a presidente di SETA, e si accontenta di miserabili 80.000 euro l’anno, quasi un’umiliazione per una monarca. Si candida con molti argomenti e considerazioni. Ma riassumibili in un concetto: io sono brava, e voi non valete una cippa. Siete incapaci e pure rissosi e pasticcioni.
L’attuale presidente Alessandro Di Benedetto? Ma quale “salvatore della patria” e risanatore di SETA! Se Di Benedetto “fosse davvero l’uomo dei miracoli, abbiamo interi Comuni che hanno bisogno di essere risanati, lo chiamerebbero tutti. Ci sono anche alcune partecipate messe male, perché non lo chiamano?”.
Invece Di Benedetto nessuno se lo fila. Trascorre malinconico le sue giornate in ufficio aspettando qualche telefonata che non arriva, manco da Lombardore. Al contrario, la signora Greco è corteggiata dai maggiori Comuni d’Italia, che la vogliono come direttore generale.
E poi, se anche fosse, Di Benedetto ci ha messo un’era geologica a rimettere in sesto SETA: “Se fosse stato veramente un genio avrebbe salvato la società in poco tempo e invece sono serviti anni”. Comunque sia, il merito è gran parte di IREN: “Gli indici e la gestione sono migliorati perché c’è un socio operativo che si sta comportando in un certo modo”.
Oggi Di Benedetto è un poveretto abbandonato da tutti e che sarebbe già in fila in qualche agenzia di lavoro in prestito se non fosse per il sindaco di Volpiano: “De Zuanne lo vuole riconfermare e quindi Di Benedetto è alla sua mercé”. Evitiamo di scrivere che De Zuanne lo tiene per le p… solo perché sarebbe un’espressione che non si addice a una regina.
E tutti gli altri? Per carità di patria non parliamo nemmeno del Consorzio di Bacino, che dovrebbe controllare e non controlla niente. Avataneo passa il tempo ad azzuffarsi con Di Benedetto. Come due bambini che si rubano i giocattoli: “Non andavano d’accordo, neanche per idea”. La regina, lungimirante, ne parla già al passato: sono morti e sepolti.
Pensavamo, malignamente ma invidiosamente, che l’”uomo” di IREN dentro SETA fosse la sindaca di Settimo. La signora Piastra ci perdoni. L’uomo di IREN è la regina Greco. E’ IREN che ha risanato SETA: “L’ingresso di Iren ha generato dei benefici per Seta, è bene dirlo. C’erano grandi aspettative nei confronti del socio e i risultati che si sono ottenuti sono anche merito di Iren… La solidità economica di Iren ha fatto la differenza”.
Con il suo acume, la Regina ci addita il miracolo che a noi era sfuggito. IREN è entrata in SETA un anno e mezzo fa e in questa frazione di secondo è riuscita nell’impresa di risanare, l’impresa della quale sono stati incapaci appunto tutti quegli incapaci: Corgiat, Barrea, Di Benedetto, ecc... ecc...
Nell’assemblea dei soci di SETA che si riunisce giovedì nessuno potrò respingere la candidatura di una Regina. Tutti metteranno il ginocchio in terra e abbasseranno il capo, come i nobili inglesi piegati dalla grande Elisabetta. Tutti si faranno venire il menisco pur di stare in ginocchio, facendo a gara a chi ci sta più a lungo: Piastra, Castello, De Zuanne, Baracco, Pittalis…
La regina Caterina Greco sarà presidente di SETA. Ci viene solo un dubbio: ma un regina se ne intende di rifiuti? Incrociamo le dita...
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