La Candelora.
La Candelora. Una festa che è diventata cristiana, ma è l’antica festa della Luce. Una volta nelle campagne si benedicevano le candele. Il capofamiglia faceva croci sui polsi dei membri della famiglia e sulle porte di casa e della stalla, sui filari delle vigne. Riti fatti di notte perché non ben visti dalla Chiesa. Riti che si rifanno alla festa celtica di Imbolc nella quale si purificavano le case accendendo delle candele. Oggi come anche nel resto d’Italia, il giorno della Candelora, è il giorno cioè che ricorda la Purificazione della Beata Vergine Maria, mentre le chiese greco-scismatiche ricordano la presentazione di Nostro Signore al tempio e che prende il suo nome popolare dalla tradizione della benedizione in chiesa della candele, porta con sé un proverbio molto famoso: Se a fiòca o a pieuv per Santa Candlòra, da l’invern i soma fòra, se nevica o piove per Santa Candelora, dall’inverno siamo fuori. Le candele, dopo essere state portate accese in processione, venivano conservate in casa ed accese per invocare l’aiuto divino durante temporali molto violenti, oppure nell’attesa di una persona di famiglia che tardasse a tornare a casa o ancora in qualunque altra occasione in cui si volesse chiedere aiuto al Cielo. Ricordo poi di antiche tradizioni nordiche, unitesi in seguito alla fede cristiana, è un altro proverbio che, partendo dalla figura totemica dell’orso, recita Se l’ors a la Candlòra a fà sauté la paja, ant l’invern tornoma intré, se alla Candelora l’orso fa saltare la paglia, ritorniamo nell’inverno, cioè se l’orso si aggiusta il giaciglio per tornare a dormire è segno che il letargo, e di conseguenza l’inverno non è ancora finito. Sempre per la Candelora, ma definita come Candlera, si usava dire: a la Candlera mesa foghera, alla Candelora mezzo focolaio, il freddo diminuiva leggermente, ma non così tanto da consentire di spegnere del tutto il fuoco.
Favria 2.02.2020 Giorgio Cortese
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