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La danza dell’ermellino!

La danza dell’ermellino! L'ermellino ha un corpo snello e allungato con zampe corte che misura tra 16 e 31 cm. La sua pelliccia, in estate, è bruna rossastra sul dorso e bianca con sfumature giallastre dal mento al ventre. La sua coda termina con un ciuffo nero. In inverno, il colore della la pelliccia diventa totalmente bianca, tranne la punta della coda che rimane nera. L'ermellino trae il suo significato di purezza e di candore dal suo manto bianco come il latte ed immacolato. Esso entra per questa ragione a far parte dell'abbigliamento di certi religiosi, attestando il valore spirituale della loro persona e della loro funzione. In araldica, designa una pelliccia bianca moscata di nero, lo stemma è composto di un campo d'argento seminato di fiocchetti di nero, in forma di trifoglio con il gambo tripartito ed allargato, che sono detti mosche d'armellino o moscature. Per ogni animale utilizzato nella confezione di un capo d'abbigliamento, la punta della coda, sempre nera, era separata dal resto della pelliccia e poi utilizzata per moscare, macchiettare la veste ottenuta. Il nome ermellino, anticamente armellino deriva molto probabilmente dal latino medievale armeninus, topo di Armenia! Questo mammifero è presente in tutto l’emisfero settentrionale, soprattutto nelle zone montane, tra i 1000 e i 3000 m di altitudine. Assomiglia notevolmente alla donnola con il corpo snello e affusolato con la coda, lunga da un terzo alla metà del corpo. La testa è appiattita, il muso corto, le orecchie piccole e gli arti molto brevi. Il folto e soffice mantello, assai pregiato, è di colore bruno chiaro-giallastro, tranne nelle parti inferiori del corpo, dove è bianco. L’uso della pelliccia di ermellino, soprattutto quella invernale bianca, la più pregiata, che è anche straordinariamente spessa, infatti in ogni centimetro racchiude fino a 20 mila peli, risale all’epoca bizantina, quando cominciò a essere utilizzata per ornare i mantelli regali con la stola d’ermellino, guarnizioni di ermellino. Una volta, come detto la cappa di ermellino veniva indossata tradizionalmente da regnanti come segno del potere, e oggi come insegna di dignità dai gradi più elevati della gerarchia accademica, Rettore, Preside di facoltà o giudiziaria come il Presidente di Corte di Cassazione, d’Appello, sopra la toga, in determinate occasioni in quanto ha assunto il simbolo del candore e dell’innocenza, si dice candido come un ermellino ed in araldica per indicare la raffigurazione della pelliccia di questo mammifero viene detto armellino. Nell’antichità severe leggi suntuarie ne proibirono l'uso, ma le donne seguitarono ad impiegarla facendola passare per pelle di agnellini lattanti o conigli bianchi e per fare una pelliccia ne occorrono tantissimi se pensate che la lunghezza di una pelle di ermellino è di circa. 20 cm. e la larghezza di 8 cm. Alla fine del 1400 Isabella d'Este Gonzaga richiedeva una bernia, ampio mantello, fatta con ottanta ermellini. Nel 1500 sarà solo per pochi privilegiati e spesso insegna di potere, infatti l’ermellino è la pelliccia più nobile ed è utilizzata come fodera di re e principi, oltre che come risvolto del copricapo papale il camauro. Ludovico il Moro aveva l’ermellino nel suo stemma araldico e anche Giovanni Andrea da Lampugnano, sicario ed uccisore nel 1476 di Galezzo Maria Sforza. Ed oggi essa viene usata dall'Alta Moda per bordare le vesti, e meno per mantello da sera, dato anche il suo alto costo. La variante più pregiata è detta ermellino mouchetè dal francese, col significato di macchiato, maculato e pare che risalgono al tempo di Marco Polo. Una curiosità, tra i nativi dell'Alaska e del Canada, la costellazione dell’Orsa Maggiore è talvolta paragonata ad un ermellino. Personalmente io sono dell'idea che quei manti preziosi donano più agli animali che a noi bipedi evoluti e che la loro vita è più preziosa ancora della loro pelliccia, senza contare che, cominciando a scarseggiare gli animali selvatici, sono arrivati anche ad uccidere quelli domestici per la nostra umana avidità solo per sete di denaro e potere. Lasciamo la caratteristica più accattivante del ermellino alla variazione del suo manto in natura. E se proprio lo voglio ammirare accontentiamoci di ammirare il quadro di Leonardo da Vinci “ La Dama con l’ermellino”. Favria, 27.12.2019 Giorgio Cortese Prendete la vita con filosofia, aggiungete un pizzico di allegria, dosate bene la malinconia e vedrete che l'anno nuovo sarà il più bello che ci sia.
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