Cerca

SETTIMO. “Apprendisti Ciceroni” del Ferraris per il teatro Carignano

SETTIMO. “Apprendisti Ciceroni” del Ferraris per il teatro Carignano

Per un giorno è bello essere degli “Apprendisti Ciceroni”.

È quello che è avvenuto, al teatro Carignano di Torino, la mattina di lunedì 25 novembre agli studenti della 3ªB turistica del Galileo Ferraris di Settimo nel progetto del FAI “Apprendisti Ciceroni”. I ragazzi, accompagnati dalle professoresse Ilaria Santorelli e Orsola D’Apolito, si sono sperimentati Ciceroni e hanno spiegato ai loro colleghi più piccoli le curiosità e la storia del teatro Carignano e dei monumenti ad esso vicini. L’emozione è stata costruttiva e per la prima volta i ragazzi della 3ªB hanno sperimentato cosa significhi essere insegnanti e avere l’attenzione tutta su di sé. Il percorso per diventare “Apprendisti Ciceroni” non è stato facile, perché come ha detto la professoressa Santorelli, di Italiano e Storia, abbiamo voluto che i 16 studenti sapessero tutto quello che avrebbero dovuto raccontare anche gli altri, poiché in caso di emergenza chiunque avrebbe potuto sostituire un compagno assente, e ha aggiunto: “Sono stati bravissimi e ci siamo commosse a vederli protagonisti per un giorno”.

“Siamo qui come rappresentati della cultura - ha detto Valerio Marisola - ed è utile che vengano divulgate le informazioni sui monumenti e sull’arte del nostro paese. La collaborazione con il FAI è stata fondamentale e ci ha insegnato molto”.

“È bello scoprire i luoghi storici del territorio in cui viviamo - ha sottolineato Jodie Polidini - e mi affascina parlare in pubblico, ti fa conoscere alcune parti di te stessa”.

Sono già tre anni che il Ferraris partecipa al progetto del FAI “Apprendisti Ciceroni” e ogni volta riserva delle novità che affascinano, come vedere i ragazzi che si sono dati sicurezza e conforto a vicenda e come l’importante non sia stato primeggiare, ma essere gli uni vicini agli altri. Al tour c’erano alcuni rappresentanti del FAI che hanno partecipato alla formazione dei ciceroni: Francamaria Chiodo, Elena Galateri, Mia Santarena, Irene Strata e Bruno Somale. E’ stato fondamentale anche l’apporto della professoressa Laura Festa che ha aiutato le due professoresse di italiano e arte a preparare i loro studenti. Il prossimo appuntamento sarà il 21 e 22 marzo del 2020, in un luogo ancora da definire nella Giornata di Primavera del FAI, e lì non si scherzerà più. I ragazzi non racconteranno la storia di un monumento ai loro colleghi più piccoli, ma saranno di fronte a un vero e proprio pubblico. E ce la faranno.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori