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26 Ottobre 2019 - 22:20
Dario Lavesero
Estroso professore di musica, organizzatore di tanti Concerti di Natale, “papà” chivassese del pianoforte gigante… è impossibile non capire di chi stiamo parlando. E’ Dario Lavesero, classe 1956, in pensione dal primo settembre scorso, ma sempre attivo e in prima linea in ambito musicale.
Amante della musica fin da piccolo. “Ero un bimbo dolcissimo a cui piaceva giocare, ma avevo già una grande inclinazione verso l’organizzazione in senso lato: facevo il chierichetto e avevo tirato su il ‘Clan della gioia’ - racconta -. Fin da piccolo cantavo alle manifestazioni dell’ ‘ACLI’ di cui mio papà è stato presidente per vari anni, Cantavo con un amico e ricordo che la mia prima canzone con relativa esibizione pubblica risale a quando avevo soli 6/7 anni ed è stata ‘La giraffa’ de ‘Lo Zecchino d’Oro’ ”.
Dario Lavesero da piccolo aveva l’intenzione di diventare prete. “A casa giocavo a ‘fare Messa’ col calice e quant’altro… ma crescendo ho abbandonato l’idea - dichiara sorridendo -. Anche se oggi non sembra, sono stato timidissimo da giovane, le ragazze mi hanno dovuto baciare loro fino a 21/22 anni… avevo paura di una sberla, di un rifiuto”.
La passione per la musica e il canto fin dagli inizi: da piccolo suonava batteria, chitarra, basso, contrabbasso e pianoforte, da autodidatta prima e poi approfondendo gli studi con dei maestri.“A scuola avevano detto a mia madre che non avrei avuto un futuro nella musica, oggi posso dire che non si sarebbe potuta fare affermazione più errata. Ma sono contento che sia capitato anche quello, perché da una cosa negativa è partito forte più che mai l’imput a volercela fare in questo campo. Ci tengo a ringraziare mia madre che ha sempre creduto in me” afferma Lavesero.
Un altro imput gli arriva dalla vita. Dario Lavesero ha sempre lavorato e contemporaneamente studiato per mantenersi. A 18 anni, dopo il diploma magistrale, per vivere iniziò a fare l’animatore nelle scuole portando i suoi strumenti. Mentre stava per entrare in “Lancia”, gli arrivò la cartolina per il militare quindi continuò a studiare e a suonare. Al Conservatorio di Alessandria studiò “Canto Corale” e seguì il corso di “Didattica della Musica applicata al Canto Corale”, conseguendo così la qualifica definitiva che gli permetteva di insegnare. Inizialmente come supplente e dal 1984/85 come insegnante di ruolo nella Scuola Media. Per 30 anni ha portato avanti la famosa “Schola Cantorum” con cui, un po’ per volta, ha creato una vera e propria “area spettacolo”.“Il tutto nasce grazie a un missionario, Don Bergesio, che aveva portato qui delle canzoni portoghesi e io ne avevo fatto uno spettacolo per raccogliere fondi da dare in beneficenza. Qui eravamo nel 1981/82. Da allora ho continuato ad organizzare spettacoli con i più piccoli, ma anche con i grandi, i Concerti di Natale in Duomo, ad animare l’Incoronazione della Tolera e l’Investitura dell’Abbà. Oggi è venuta meno la parte degli spettacoli, ma continuiamo a essere presenti in chiesa” racconta Lavesero.
Ma non è tutto qui… Dario Lavesero ha sempre suonato in giro, da solo e in gruppo, nei locali e sulle navi. Nel 1995 fondò l’associazione “Schola Cantorum Middle School Band” e anche questa tappa della vita del nostro professore nasce da un ulteriore evento negativo.“A scuola facevo lezione di musica utilizzando vari strumenti e mi sarebbe piaciuto creare un gruppo orchestrale - spiega -. I genitori avevano dato il loro supporto, così come la scuola e la “Regione”, che ci avevano permesso di avere tutti gli strumenti appunto. Con i ragazzi ci sarebbe piaciuto poter provare di più, anche nel mese di luglio, utilizzando i locali della scuola, ma non è stato possibile. Ci è stato detto di no, e così ho fondato l’associazione, insieme ai genitori, e come sede abbiamo ancora oggi la casetta 10 rosso al ‘Campus delle Associazioni’ di via Baraggino” spiega ancora.
L’associazione è sempre andata avanti, ma cambiando un po’ di cose nel corso del tempo. “Da qui sono nate varie idee: quella dei quartetti vocali e strumentali e dell’ormai famoso pianoforte gigante - racconta Dario -. La prima volta che l’ho visto è stato nel film ‘Big’ e ho pensato che si sarebbe potuto ricreare per farci tante cose. Ho chiesto in giro, per provare a costruirlo, ma erano tutti disfattisti. Non avendo conoscenze elettroniche mi trovavo spiazzato, davanti ad un muro - confessa -. Ho poi scoperto, grazie ad internet, un laboratorio americano che ne produceva uno piccolino per i bambini e nel 2012/13 l’ho acquistato. Col tempo, la pazienza e la tenacia sono arrivato a trovare e ad avere l’attuale pianoforte gigante e ora stiamo cercando di costruirne uno noi e siamo a buon punto. Devo dire che costruire strumenti musicali mi piace e mi sto dilettando parecchio: in particolare chitarre dalle forme particolari, ma non solo”.
I ragazzi cominciarono a suonare e ad appassionarsi al pianoforte gigante e iniziarono le varie esibizioni in pubblico. Nel 2015 approdano a “Tu Sì Que Vales”, il noto programma di Canale 5, e vengono avvicinati dall’agenzia che ancora oggi li segue. “Abbiamo cercato di far lavorare davvero i ragazzi. Di farlo diventare un lavoro vero. E stiamo riscuotendo sempre più successo- dichiara soddisfatto Lavesero-. Oggi la ‘squadra ufficiale’ che suona il pianoforte gigante è composta da 5 ragazzi: Umberto Graziano, Andrea Di Profio, Federica Malziade, Camilla Sedda, Giorgia Gruosso. Ma dobbiamo comunque preparare delle nuove figure, perché siamo molto richiesti. Siamo appena tornati dal ‘Calzedonia Leg Show’, il ‘MIUR’ ci chiama spesso per i tre giorni di ‘Futura Italia’, prossimamente saremo su Rai Uno ai ‘Soliti Ignoti’ e ci sono molti altri eventi in programma”.
Se qualcuno volesse entrare a far parte del gruppo di Dario o volesse più informazioni può contattarlo al 3383765288, sul suo profilo Facebook “Dario Lavesero” o sul suo profilo Instagram “dariolavesero”. L’associazione propone lezioni di canto corale, lezioni di chitarra, canto solista e ovviamente il pianoforte gigante e Lavesero aspetta tutti gli interessati a braccia aperte.
“Posso dire di essere davvero soddisfatto della mia vita. In futuro spero di poter coinvolgere più persone possibile nelle mie attività artistiche e musicali. Sono fiero del pianoforte gigante e ritengo che faccia bene alla mente e al fisico, perchè si fanno musica e attività dinamica in contemporanea. Non ultimo è anche una fonte di lavoro reale per i ragazzi che lo suonano - dichiara -. In chiusura vorrei ringraziare una persona speciale, mia moglie Elena Regis, che mi ha sempre supportato e sopportato, dandomi la possibilità di fare ciò che faccio e di portare la musica in giro”.
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