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24 Luglio 2019 - 12:30
Noi ci sediamo al tavolo solo se ci garantiranno l’eliminazione del casello della tangenziale”. È perentorio il neo assessore ai trasporti, Alessandro Raso, che lunedì mattina, 22 luglio, a palazzo Cisterna, a Torino, ha preso parte ad una riunione sul sistema tangenziale torinese.
Al centro della discussione, da tre anni ormai, c’è la scadenza della concessione della Tangenziale di Torino, in capo ad Ativa (società la cui maggioranza è detenuta da Sias del Gruppo Gavio e da Mattioda Autostrade spa, con una parte minoritaria attorno al 18% nelle mani della Città Metropolitana). Dal 2016, infatti, si va avanti in regime di proroga e, qualche tempo fa, il governo, ne ha annunciato la messa al bando entro la fine del 2019. Da qui, quindi, torna in auge l’annoso tema dei pedaggi a carico dei cittadini residenti nella periferia torinese. Cittadini che si ritrovano, quindi, costretti a pagare non solo l’autostrada ma pure la tangenziale. Una doppia tassa ingiusta ed ingiustificata per chi, quotidianamente, per motivi di lavoro o di salute, si alza sotto la città della torre e salta in macchina per recarsi nel capoluogo di Provincia. Una battaglia iniziata tanti anni fa, prima dall’ex sindaco Aldo Corgiat, insieme a tutti i colleghi della prima cintura, compresa Ivrea, e poi proseguita nel corso del tempo senza mai arrivare ad una soluzione definitiva. Ora, però, la messa a gara della tangenziale, potrebbe essere il momento giusto per tentare il colpaccio. La procedura non è ancora chiara ma, in ogni caso, il tema dell’abolizione del pedaggio per gli automobilisti della cintura torinese è prioritario. “Non sappiamo ancora se si farà il bando oppure no (la gestione della tangenziale potrebbe passare direttamente in capo all’ex provincia, ndr) - spiega Raso - ma, comunque, l’eliminazione del pedaggio alla Falchera per noi è prioritario e su questa posizione, stamattina, c’erano tanti altri sindaci della prima cintura torinese, pronti a sostenerci”. Eh già, una battaglia che porterebbe benefici anche alla collina come ha spiegato il sindaco di Gassino, Paolo Cugini.
“I caselli vanno eliminati - ha detto - o comunque arretrati, ormai l’ammortamento per i costi sostenuti da Ativa c’è stato, non ha più senso mantenere in piedi un sistema simile”. Ma non è tutto, Cugini, infatti, spiega come le preoccupazioni dei torinesi siano anche altre. “Noi, insieme ad altri comuni, avevamo chiesto che al bando potesse partecipare Ativa ma ci è stato detto di no per mettere insieme le concessioni della Torino - Piacenza e della Tangenziale di Torino per finanziare il completamento dell’Asti - Cuneo. Un disegno, per altro, iniziato già con il governo, nazionale e regionale, passato. In pratica gli utili della tangenziale torinese vengono usati per la Asti - Cuneo. A me e ad altri sindaci questa cosa non sta bene, piuttosto si pensi al completamento della tangenziale verso la zona est di Torino e all’eliminazione dei caselli. I soldi per la Asti - Cuneo li metta il governo, la Regione ma non la Città Metropoltiana di Torino che, è bene dire, è socia di Ativa”.
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