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09 Giugno 2019 - 12:44
Agostino Bonanno nel suo ristorante di Piazza Garibaldi 2
Classe 1967. Nasce a Catania, ma nel ‘69 arriva a Torino. Fra i primi ricordi c’ è quello di lui che, la domenica, aiuta la mamma a cucinare il pranzo. “Me lo ricordo come fosse ieri. E quando mamma si è fidata nel lasciarmi accendere i fuochi da solo ho cominciato anche a preparare la colazione per i miei genitori e il pranzo in autonomia. E quando, il sabato, i miei andavano a ballare io preparavo torte e dolci. Da lì mi sono detto che quello era il mestiere che mi sarebbe piaciuto fare” racconta Agostino Bonanno.
Ma la cucina non è la sua unica passione. Altro grande amore è l’ atletica, che ha praticato per anni. Cento metri, duecento metri, salto in lungo, decathlon. Ma Agostino capisce che non voleva quel tipo di carriera.
Studiava e nei week - end lavorava nei ristoranti. Nel 1986, giovanissimo, conosce la mamma della sua primogenita Federica, che lo ha reso nonno di Placido e di Rebecca, e l’ anno dopo la sposa a Catania. “Ho dovuto abbandonare la carriera nel corpo dei Carabinieri - racconta -. Dovevo partire per la ‘Scuola degli Allievi Sottoufficiali’, ma ai tempi per fare i carabinieri non bisognava essere sposati né avere figli fino ai 28 anni e così vi rinunciai”.
Dopo soli 6 mesi la storia finisce. “Era svanito il sogno della famiglia, il sogno di entrare nell’ Arma, ma era rimasto il sogno della cucina” confessa Agostino. Comincia a lavorare all’ “Hotel Sheraton”, a Catania, come ‘capo partita dei primi’ e da lì parte la sua carriera nella ristorazione.
“Nel 1988 ritorno in Piemonte e successivamente giro l’ Italia per lavoro per molto tempo” racconta.
Nel 2011 nasce Sofia, la sua seconda figlia e Agostino Bonanno si trasferisce in pianta stabile a Brandizzo. D quel momento, per due anni, interrompe il lavoro nell’ ambito della ristorazione per dedicarsi ad un’ altra sua passione: l’ equitazione. “Ho cominciato ad andare a cavallo a 17 anni e non ho mai smesso fino ad oggi. Sono istruttore di equitazione e ho avuto vari centri ippici, ho fatto gare e spettacoli” racconta.
Ma quando gli si presenta l’ occasione di aprire un ristorante a Chivasso la coglie al volo. Il suo locale passa attraverso varie evoluzioni fino ad arrivare a ciò che è attualmente. “Pensando a come poter migliorare la mia presenza a Chivasso, nell’ ambito della ristorazione, mi sono reso conto che ero uno dei tanti locali e anche l’ ultimo arrivato - racconta Agostino -. Mi sono chiesto cosa mancasse qui e quale servizio diverso dagli altri potessi offrire ai chivassesi e ho pensato di aprire un ristorante spagnolo. Ho deciso di farlo con lo chef Marco Ruberto e cuciniamo a ‘quattro mani’. Abbiamo deciso di chiamarlo ‘La Cata’ che significa ‘ L’ Assaggio’ ” aggiunge.
Ad oggi molto favorevoli sono i pareri nei confronti de “La Cata”, dove Agostino e Marco offrono ai chivassesi la possibilità di assaggiare qualcosa di diverso senza dover andare fino a Torino, ad esempio. Qui si possono gustare 5 diverse ‘paelle’, quelle vere di Valencia e nell’ attesa che vengano preparate si possono gustare delle deliziose “tapas”, cioè dei piccoli antipastini tipici. E non manca, ovviamente, la “sangria”. Ma per chi volesse la cucina italiana, è comunque possibile ordinare piatti della nostra tradizione. E in sostituzione della classica pizza si può assaggiare l’ invenzione di Agostino Bonanno, cioè la sua “Vinattiera”.
“Da noi oltre a mangiare si balla, infatti il giovedì sera sono previste le serate a base di apericena spagnolo e musica latina. Il sabato si può, invece, assistere a spettacoli folkloristici tipici spagnoli. Nel periodo estivo saremo aperti tutti i giorni, esclusa la domenica, a pranzo e a cena. Ci trovate su Facebook e Instagram, oltre che fisicamente in Piazza Garibaldi 2” spiega Agostino sorridendo.
“La cucina è una passione che arriva dal cuore. Per me un grande amore. Spero di riuscire a trovare la chiave di lettura delle esigenze culinarie e di ristorazione dei chivassesi e invito tutti a passare a degustare le specialità de ‘La Cata’. Per esprimere un parere e dare un giudizio è giusto prima conoscere posti e persone. Questo, ovviamente, vale anche nella vita in generale” con queste parole Agostino Bonanno ci saluta.
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