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PONT CANAVESE. "Non seguivo quelle bambine". Accusato di stalking si difende in tribunale

“Ero costretto a passare davanti alla loro casa per andare da Rivarossa a Ciriè, dove ho amici e parenti. In Calabria, poi, io ci vado tutti gli anni: è stato un caso che abbia incontrato quelle ragazze alla festa di Borgoruso, perché io c’ero andato con amici. Non certo per inseguire loro...”. Respinge ogni addebito un 31 enne, difeso dall’avvocato Paolo Maisto del foro di Ivrea, durante l’interrogatorio della scorsa settimana di fronte al giudice Elena Stoppini e al pubblico ministero Michela Bedognè. Andrea S. di Pont Canavese deve rispondere dell’accusa di stalking: le vittime sono le due figlie della sua ex compagna, una donna di quarant’anni che dopo la separazione col marito e al termine della relazione, durata tre anni, con l’imputato, è letteralmente “fuggita” in Emilia Romagna. All’epoca dei fatti contestati entrambe minorenni, le ragazze si sono costituite parte civile nel procedimento penale con l’avvocato Alessio Michele Soldano. Secondo l’accusa l’uomo per cinque mesi, dall’aprile all’agosto 2016, le avrebbe perseguitate. “Era ovunque”, ha detto la maggiore, delle due sorelle, durante il dibattimento. In auto di fronte a casa. All’uscita da scuola. In macchina a girare per la piazza del paese. “Uscivo ed era di fronte a casa. Andavo in piazza con gli amici ed era lì. Mi fissava. Non diceva nulla. Dopo un po’ se ne andava. Io non ho mai avuto il coraggio di chiedergli cosa volesse. Mi metteva paura...”. In un’occasione, le due vittime del presunto “stalker” se lo ritrovarono anche in Calabria, nel piccolo paese di Borgoruso dove erano solite trascorrere le vacanze con il padre. “Era lì, nella piazza. E non so cosa fosse venuto a fare: beveva e mi fissava. Era arrivato dal Piemonte fino lì... Mi sembrava assurdo”. “Non ero certo andato lì per loro - ha replicato in aula l’imputato, mercoledì scorso -. Ero in Calabria ospite dei miei cugini. A quella festa di paese c’era un concerto della Zona Briganti che mio cugino non voleva perdere. E così ci siamo andati. Lì ho incontrato una cugina della mia ex e un’altra ragazza”. L’uomo ha poi spiegato di essere stato più volte fotografato dalle figlie della ex quando le incontrava in giro: “Non capivo perché lo facessero”. All’udienza dell’altra settimana sono stati sentiti i testi della difesa. La sentenza del giudice Stoppini è attesa per il 7 maggio.
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