La Chioma di Berenice.
Passeggiando in una serata invernale dopo cena in una strada assente di luci, ho potuto notare che nel cielo si apre un sipario che con le sue costellazioni che mi racconta storie e miti tramandati da secoli, forse per dirmi che alcune narrazioni sono talmente belle che vanno scolpite nell’infinito universo e non solo nei mortali libri e nella sottile memoria umana. Non c'è nessun biglietto da pagare, basta solo da alzare la testa e godersi lo spettacolo, sperando che il cielo sia sereno come la sera che ho avuto modo di osservale bene. Dando un’occhiata al cielo fermo il mio sguardo sulla costellazione della Chioma di Berenice, costellazione del cielo boreale vicino l’Orsa maggiore, distinguibile ad occhio nudo per una configurazione a forma di "v", nei pressi del centro dell’arco costituito dalla coda dell’Orsa Maggiore. Questa costellazione fu introdotta dal mitografo greco Conone verso la fine del III secolo a.c in onore di Berenice II d’Egitto moglie di Tolomeo III d’Egitto. La costellazione prende vita da una leggenda che fu narrata dal poeta greco Callimaco, nato intorno al 300 a.c a Cirene, in un poemetto di cui ci sono giunti solo pochi frammenti. Per nostra fortuna il poemetto piacque molto ai romani e ai poeti latini, devoti alla cultura greca, tanto che Catullo lo tradusse e lo inserì tra le sue opere come carme LXVI. Successivamente ebbe una traduzione in volgare italiano da Ugo Foscolo: “…chi scruto’ nell’immenso firmamento e apprese delle stelle ,delle albi ,dei tramonti e come il fiammeggiante lume del sole si scuri e in tempi fissi le costellazioni vengano meno quel conone nel chiarore celeste vide me una ciocca recisa dalla chioma di Berenice…”, traduzione dal poemetto di Calimaco ”La chioma di Berenice”. Ma adesso Vi spego bene il mito che narra di Berenice II, regina d’Egitto vissuta nel III secolo d.c, moglie di Tolomeo III.. questo faraone ellenista, dopo le nozze mosse guerra in Asia Minore e data la pericolosità della missione Berenice, timorosa per la vita del marito, fece voto di tagliarsi i capelli in segno di gratitudine verso gli dei se il marito fosse tornato vivo e vittorioso. Tolomeo tornò vincitore il giorno stesso e Berenice mantenne il suo voto e sacrificò la sua lunga chioma, che era motivo di ammirazione per tutti quanti la conoscessero, deponendola nel tempio della dea Afrodite. Ma il giorno dopo la treccia non c’era più, ci fu un gran vociare e qualcuno disse che era stato un sacerdote del tempio di Serapide, scandalizzato dall'offerta della regina ad una divinità greca. Berenice si sentì profondamente oltraggiata dall'accaduto e suo marito Tolomeo III, preso da una folle rabbia fece chiudere le porte della città setacciandola a fondo, ma senza alcun risultato. A questo punto entrò in scena il saggio ed ammirato Conone di Samo, matematico e astrologo noto anche per l'amicizia con il Siracusano Archimede, che per rimettere pace nel regno e consolare l'oltraggiata regina, ma anche per salvare la vita ai sacerdoti egiziani del tempio, disse a tutti che l'offerta era talmente piaciuta agli dei che avevano deciso di elevare la treccia in cielo e fissarla nel firmamento e a dimostrazione del suo racconto egli indico tre stelle che da allora presero il nome di Chioma di Berenice. Una curiosità, la stella più luminosa della chioma chiamata, “Comae Berenices”, detta anche Diadema, e’ poco più’ luminosa del sole! Ciò un’idea di come apparirebbe debole il sole ad una distanza di 27 anni luce, che è la distanza che ci separa dalla "Chioma". In direzione delle tre stelle della chioma, ma molto molto più lontano, troviamo la Galassia Black Eye. Un poderoso ammasso stellare frutto di uno scontro tra due galassie che genera in simpatico quanto incredibile vortice centrale. Il nostro occhio non è in grado di vedere questa meraviglia, ma grazie ad Hubble su internet abbiamo a disposizione fantastiche foto da ammirare. Ed infine il nome Berenice viene utilizzato anche in aeronautica per indicare un fenomeno causato dalla resistenza indotta. In parole semplici, tra la parte superiore ed inferiore dell'ala, a causa degli scompensi di pressione, si generano dei flussi di aria che si avvitano tra essi, rassomiglianti appunto alle "trecce di Berenice". Tale fenomeno è a volte osservabile anche sui comuni aerei di linea, in atmosfera umida e con bassa temperatura.
Favria 18.01.2019 Giorgio Cortese
Ogni giorno conto sempre su quello che ho e mai su quello che gli altri vogliono offrirmi!
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