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29 Agosto 2018 - 10:31
Al dibattito organizzato da La Voce i candidati a sindaco avevano firmato un documento davanti ai cittadini
Era Giugno quando, durante l’incontro a San Bernardo dei candidati sindaco per il comune di Ivrea , il Consiglio dei Cantoni “fissava” la firma dei 5 candidati su un documento denominato “Progetto San Bernardo”. Facciamo un passo indietro, il Consiglio dei Cantoni di San Bernardo nasce e cresce durante il periodo in cui l’ormai ex giunta comunale formalizzava le carte necessarie per l’apertura della famigerata cava di quartiere. La protesta coagulò numerosi cittadini, che a seguito di una pubblica votazione, per molti aspetti similare ad un’elezione vera e propria andarono a costituire il Consiglio di cui sopra. Il primo obiettivo era sicuramente quello di bloccare l’avvio dei lavori della cava, ma “superato” il pericolo si sono resi conto che si poteva passare dalla protesta alla proposta. Su questa scia vengono effettuati questionari per capire i problemi più cogenti del quartiere, vengono raccolti e sviluppati per sfociare nel documento denominato Progetto San Bernardo, il quale, per i motivi sopra esposti è stato firmato anche dal Sindaco Sertoli. Su questo punto bisogna però chiarire un aspetto importante. La firma apposta è sempre e solo stata per presa visione, lo stesso Sindaco, durante l’incontro ci tenne proprio a specificare che non sarebbe stata vincolante. Da Giugno ad oggi la situazione si è evoluta, la nuova giunta si è formata e i membri del Consiglio dei Cantoni andranno a discutere nel merito del progetto direttamente con il Sindaco, con determinazione ma senza pretese all’insegna del “vediamo che si può fare”. Ecco i punti salienti del documento:
• Manutenzione strade
Le strade del quartiere, salvo rare eccezioni, versano in condizioni difficili, al limite della viabilità. (tratto più problematico Cantoni Paciotto e Arbore). Non si registrano rifacimenti completi e definitivi da diverse decadi, sostituti da sporadici rattoppi dalla breve durata.
La pista ciclabile su via Torino si trova in condizioni pessime, con buche e cedimenti lungo tutta la tratta. Sarebbe opportuno valutare con il comune di Pavone C.se la fattibilità di un percorso ciclo-pedonale che colleghi le due entità. La presenza di dossi artificiali andrebbe rivalutata in presenza dei cittadini residenti nelle strette vicinanze degli stessi, in modo che la decisione avvenga in modo collegiale, evitando i sabotaggi e gli smantellamenti fai-da-te. Indispensabile inoltre valutare la tipologia di dossi o di “strettoie a bassa velocità”;
• Illuminazione pubblica e wifi
Mente sull’asse viario di via Torino l’illuminazione è presente in modo efficace, nelle strade “secondarie” i punti luce sono antiquati se non quando in numero insufficiente. Nuovi punti luce a led, con angoli di spettro più ampi potrebbero facilmente risolvere il problema. Contemporaneamente si potrebbe valutare l’estensione del Wi-Fi cittadino e l’installazione di telecamere di sicurezza. Improrogabile invece la sostituzione di lampioni non funzionati e pericolanti.
• Riqualificazione area ex campo sportivo
L’area appena realizzata ha bisogno urgentemente di un piano manutenzioni, sia per quanto riguarda il verde, sia per l’aspetto sicurezza/vandalismo. Occorrono strumenti adeguati per garantire una lunga durata dell’opera in uno stato decoroso.
• Ex Bocciofila
L’edificio in questione è stato da poco interessato dal rifacimento del tetto. Ad oggi non è chiaro il destino complessivo dello stabile, ma va sottolineato come, essendo in una posizione strategica potrebbe facilmente divenire centro culturale e sociale del quartiere. Un pluriuso a gestione pubblica soddisferebbe facilmente le esigenze del quartiere, dalla fiere storiche fino ai semplici compleanni e feste private. La vicinanza con il parco giochi favorirebbe l’aggregazione giovanile in un contesto sano ed educativo in cui coinvolgere anche la parrocchia.
• Cava
Il nefasto progetto della cava è in antitesi con quanto sopra esposto. Lo stesso deve essere ostacolato nei modi congrui, poichè controproducente rispetto alle legittime ambizioni del quartiere e alla salute psicofisica dei suoi residenti.
• Cittadini Vigilanti
San Bernardo, grazie anche alla sua morfologia, è da tempo nel mirino di malintenzionati.
Numerosi sono i casi di furti e raggiri ai danni di famiglie e anziani. Riteniamo necessario valutare la fattibilità sotto il profilo tecnico ma anche giuridico della figura dei Cittadini
Vigilanti. Il loro compito sarebbe quello di monitorare il territorio in cooperazione tra i vari cantoni e con un canale diretto con le istituzioni, in modo da essere pronti e reattivi in caso di necessità.
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