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26 Aprile 2018 - 15:57
Il presidente del Rotary Club Settimo, Carmelo Velardo, ha invitato Vanessa Gallo, segretario nazionale della Fiper, Federazione Italiana Produttori di energia da Fonti rinnovabili
Anche l’ecologia ha un suo desiderio: non superare alcuni limiti.
Martedì 17 aprile si è svolta, presso il ristorante La Suoneria, via dei Partigiani 4, la conviviale numero 1105 dei Rotary di Settimo. Il tema della serata è stato “Il cambiamento della sostenibilità energetica”.
Il presidente del Rotary, Carmelo Velardo, ha presentato la dott.ssa Vanessa Gallo, segretario nazionale della Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili- Fiper, che ha esordito con una previsione sconcertante: entro la fine di questo secolo sulla Terra vivranno tra i 10 e i 12 miliardi di persone. Sarà necessario, quindi, un aumento della produzione di cibo che determinerà un notevole incremento di emissioni nocive di gas serra. Si pone, così, l’assoluta necessità di accelerare la transizione verso un’energia più pulita ed ecologica. Il nostro sistema energetico deve saper sostituire i combustibili fossili, in particolare carbone e petrolio, con fonti prive di carbonio come il vento, il sole e le biomasse.
“Non si può più pensare a un’energia alternativa, perché sarebbe alternativa a cosa? - ha domandato Vanessa Gallo - É da tempo che si è passati dal concetto di energia alternativa a quello di energia rinnovabile. Questo cambiamento non può che portarci all’uso delle biomasse e al mutamento che la politica e i cittadini tutti devono apportare al significato di limite e di Decrescita felice, due principi che vanno a braccetto”.
Le biomasse sono quelle materie prime rinnovabili che si ottengono dagli scarti e dai residui delle attività agricole, zootecniche e forestali e da coltivazioni espressamente indirizzate alla produzione di energia. Queste emettono nell’atmosfera, durante il loro utilizzo, una quantità di anidride carbonica più o meno corrispondente a quella che viene assorbita in precedenza durante il processo di produzione.
Ma ciò non basta più per il nostro pianeta: il limite è sempre stato vissuto come un ostacolo alla soddisfazione dei bisogni dell’umanità portando con sé un significato riflessivo e propulsivo. La rivoluzione culturale, alla quale si è dato il nome di “Decrescita felice”, è un modo nuovo di vedere l’ambiente nel quale i bisogni e i valori assumono posizioni differenti da quelle odierne. Un sistema filosofico che fa prevalere le valutazioni qualitative sulle misurazioni quantitative, ma che non vuole determinare una recessione o una riduzione del prodotto interno lordo. La Decrescita felice è una rivoluzione dolce, che tende a sviluppare innovazioni tecnologiche atte a diminuire il consumo di energia e risorse, riducendo anche l’inquinamento e le quantità di rifiuti, attraverso una migliore collaborazione tra i vari paesi.
I desideri e i bisogni sono importanti e sono i motori del mondo, e allora? E allora ascoltiamo anche quelli dell’ambiente che ci circonda.
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