L’esperienza che ha vissuto nelle scorse settimane Giuseppe Castellani sta diventando, purtroppo, comune a molti in questa città. “E’ mai possibile che ci sia una così pessima abitudine nel lasciare l’auto nei parcheggi riservati ai diversamente abili senza averne diritto?”. Eh già. Non è una novità quella che denuncia l’ex segretario Spi-Cgil, ormai ottantenne ma sempre attento a quelli che sono i problemi della sua città. Le ultime che gli sono capitate gli hanno fatto salire un diavolo per capello. Un po’ come quando, anni fa, si presentava all’ufficio dell’ex sindaco Fluttero per denunciare tutto ciò che non andava e che gli capitava sotto il naso... Una moglie che sta poco bene, l’urgenza di uscire per visite ospedaliere e l’impossibilità di usufruire del parcheggio per disabili sotto casa, perché perennemente occupato da chi disabile non è. E’ questo ciò che denuncia, oggi, l’ex segretario Spi-Cgil.
Castellani vive al civico 8 di via Po e, sotto casa, c’è una bella area di sosta a strisce gialle riservata ai disabili. Un’area che, però, a suo dire sarebbe costantemente usata da chi non ne ha diritto. Da auto che non recano l’apposito contrassegno. Da chi se ne frega se quel posto sarebbe riservato a chi ha più problemi di lui.
“Per nove volte su dieci in cui l’ambulanza ci è venuta a prendere, abbiamo trovato il posto per disabili occupato abusivamente - inforca il pensionato chivassese -. Mi chiedo: ma che rispetto c’è? Ma come fanno a comportarsi in questa maniera? Abbiamo dovuto percorrere via Po con mia moglie sulla barella avanti e indietro. E’ inaccettabile. Ho provato anche a chiamare i vigili urbani ma niente, non è servito a nulla. Qualcuno vuol iniziare a controllare sul serio? Perché non si fanno delle belle multe a chi si comporta così?”. E’ un po’ imbarazzante. E’ un po’ vergognoso. E’ un po’ spiacevole raccogliere questi sfoghi oggi. Il rispetto per gli altri e per le regole del viver civile sembrano, alle volte, essere messi in secondo piano. Sembrano esistere solo quando quelli coinvolti siamo direttamente noi. Sembrano interessarci solo nel momento in cui, a essere lesa è la nostra persona o quella di qualcuno a noi vicino. Altrimenti, ce ne freghiamo. Ma così, diciamocelo, non va. Chi di dovere, prenda nota e provveda. Anche perché non è la prima volta che qualcuno denuncia queste pessime abitudini...
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