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08 Novembre 2016 - 12:18
Gesù richiama la nostra fede di cristiani alla certezza della resurrezione. Non si perde in sterili discussioni, tipiche degli uomini religiosi del suo tempo. Mette a fuoco il Dio di Gesù Cristo. Se Lui è il Vivente, il Padre, è anche la sorgente della vita, che è fedele alla sua creazione e alle sue creature.
Dunque non ha senso pensare che ci abbandoni nelle mani della morte. E neppure che ci farà risorgere alla vita di prima come prima.
La vita che vivremo sarà nuova, perché divina ed eterna. Già ora ne abbiamo ricevuto un anticipo nel battesimo.
La vita nuova coinvolgerà tutta la nostra persona. Quindi anche il nostro corpo, e non la sola anima, come pensavano i greci.
Vita nuova però non doppia vita o un’altra vita, perché come abbiamo detto già nel battesimo ne abbiamo ricevuto una caparra. Ma non siamo ancora nel tempo della pienezza. Dobbiamo attraversare il guado della morte, dove avverrà la nostra trasformazione in Dio. Ma noi continueremmo ad essere una persona, questa persona, in modo nuovo. Però non avventuriamoci in congetture che lasciano il tempo che trovano. Piuttosto coltiviamo con fede il dono della presenza di Dio in noi, e questo ci basti.
pace e bene
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