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06 Novembre 2015 - 12:44
Il vino novello, da non confondersi con il vino nuovo, è contraddistinto da un metodo di produzione diverso, detto macerazione carbonica. E’ diverso da quelli destinati all’invecchiamento poiché per preservare al meglio le sue caratteristiche organolettiche va consumato entro i cinque mesi successivi alla sua immissione sul mercato. La data in cui la legislazione italiana prevede possa essere messo in vendita è il 6 novembre dell’anno di vendemmia. Per primi sono stati i francesi a proporre questo vino molto particolare che ha poi preso il nome dalla zona di produzione: Beaujolais Nouveau. Il successo che ha avuto in tutto il mondo questo vino novello ha poi contagiato non solo i consumatori, ma anche i produttori italiani. In Italia la produzione spazia su quasi tutto il territorio nazionale con una realizzazione di oltre 15 milioni di bottiglie e, a differenza della Francia, da noi vengono utilizzati una molteplicità di vigneti. Ora i nostri novelli non hanno niente da invidiare a quello francese e proprio in questi giorni possiamo già degustare ed apprezzare il novello 2015. Ma come fa un vino ad essere pronto dopo poche settimane dalla raccolta dell’uva? Il segreto si chiama appunto “macerazione carbonica” che consiste nel riempire di uva un contenitore e poi chiuderlo ermeticamente per una o due settimane a temperatura un po’ alta di circa 30°C con l’aggiunta di anidride carbonica. Il peso dei grappoli fa si che si abbia una parziale rottura degli acini, con fuoriuscita di mosto che si deposita sul fondo della vasca, dove inizia a fermentare grazie all’opera dei lieviti naturali. In seguito l’uva verrà pressata e seguirà l’iter della vinificazione normale. I vini che si ottengono con questo procedimento sono più fruttati e meno astringenti dei vini rossi normali e soprattutto sono subito pronti da bere (e quindi da vendere), privi però della struttura necessaria per l’affinamento e invecchiamento. Il novello si può tranquillamente abbinare anche ad un buon piatto di salumi misti, secondi piatti di carne ripiena con castagne, fino ai dessert a base di castagne e panna. Un altro abbinamento è con i funghi freschi o secchi, con il carciofo che in genere è un ortaggio difficile da abbinare, piatti di pesce o carne non troppo strutturati e con peperoncini profumati. La temperatura di servizio ideale è compresa tra i 14° e i 16°C
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