Da conciliabolo a conciliarsi
La parola conciliabolo deriva dal latino conciliabŭlum, luogo di adunanza, riunione, da questa parola deriva il verbo conciliare nel senso proprio di riunire insieme. Nell’Italia d’età romana, era denominato conciliabolo il piccolo villaggio dove avvenivano di tempo in tempo riunioni per feste religiose o mercati e anche il luogo dove si ascoltava la lettura delle leggi del popolo romano e gli ordini dei magistrati. Ma con il tempo questa parola ha preso un significato negativo di adunanza furtiva e appartata per fini illeciti o misteriosi, insomma una riunione di cospiratori. Tale connotazione negativa della parola deriva da un Concilio ecclesiastico irregolare convocato a Pisa nel 1511, su suggerimento di Luigi XII re di Francia, in opposizione a Giulio II. Luigi XXII aveva suggerito il Concilio per intimidire il Papa Giulio II con la minaccia di uno scisma, in quanto alleato del duca di Ferrara Alfonso I d’Este, entrato in contrasto con il Papa per aver abbandonato la lega di Cambrai. Il re di Francia, Luigi XII fu colpito, allora, dall’interdetto lanciato da Giulio II. Una doverosa precisazione sul termine interdetto, dal latino interdicere, ordinare, vietare, decreto di proibizione, che se viene usato, usato in ambito religioso è una punizione ecclesiastica, pena canonica, che ha l'effetto di impedire l'accesso a tutte o a gran parte delle sacre funzioni della Chiesa in un luogo particolare. Nel passato poteva riguardare anche un intero territorio, una città, un villaggio o una chiesa e non va confuso. Non va confuso con l'interdetto giudiziale del diritto. Ritornando al discorso precedentemente interrotto, il Papa Giulio II reagì al conciliabolo di Pisa scomunicando i cardinali ribelli e convocando il Concilio Lateranense V, poi riconosciuto anche da Luigi XII, che dichiarò scismatico il conciliabolo pisano. Da qui arriviamo al lemma conciliarsi, mettersi d'accordo, rappacificarsi. Come si vede dalla stessa parola si ottengono dei significati diversi che posso essere di rottura con il nostro prossimo o di andare d’accordo . In genere basta poco tempo per arrivare a litigare e ci vuole molto tempo per riuscire a riappacificarsi, per questo conviene non litigare o conviene non riappacificarsi. Ma per riappacificarsi con gli altri bisogna innanzitutto riappacificarsi con se stessi.
Favria 21.05.2015 Giorgio Cortese
La vita mi insegna ogni giorno che i ricordi non svaniscono mai. Mi insegna che più dai meno ricevo, che ignorare le cose non cambiano i fatti, che le parole a volte pungono l’animo più di una lama, che la terra incolta non sempre può essere coltivata, che nel tempo tutto torna e che il bene fatto torna sempre indietro, insomma nella vita non finisco mai d 'imparare.
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