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Faber est suae quisque fortunae. - Da falegnami a mobilieri

Faber est suae quisque fortunae. Ciascuno è artefice della propria fortuna. - Antica massima che Sallustio attribuisce ad Appio Claudio Cieco (Appio Cieco, in Sallustio, Epist. ad Caes., 2, 1), e che si suole citare per affermare che nella vita dell'uomo conta più la volontà e l'azione che l'intervento della sorte. Da falegnami a mobilieri Un tempo erano falegnami adesso sono mobilieri ma sempre legati alla materia prima: il legno. Il mobilificio Prati a Pertusio, che ringrazio per il gradito invito e la cordiale accoglienza, ha mantenuto le regole della bottega artigiana dove il valore della materia prima non era un argomento di vendita ma un dato di fatto imprescindibile. Oggi, come allora, questo mobilificio costruisce e tratta i mobili in legno, e alle regole del mercato oppone il fascino inimitabile della tradizione in grado di offrire una qualità di materiali, di lavorazione, di arte e di design che appagano e ripagano nel tempo. Sino dalle origini il destino degli uomini è stato associato a quello degli alberi con legami talmente stretti che mi domando che cosa ne sarà di un’umanità che sta brutalmente spezzando questi legami. Girando per il mobilificio domenica pomeriggio mi sono domandato che se molti mobili sono calchi del corpo umano, forme vuote per accoglierlo così tutto l'ambiente finisce col diventare un calco dell'animo, l'involucro senza il quale l'animo si sentirebbe come una chiocciola priva della sua conchiglia. Nella casa l'arredamento diventa il teatro della vita privata, quella scena dove ogni stanza permette il cambiamento, la dinamica degli atteggiamenti e delle situazioni, insomma certi giorni la a casa è il è palcoscenico della vita e chi meglio che dal Mobilificio Prati a Pertusio può dartelo, visitare per credere Favria, 12.04.2015 Giorgio Cortese
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