Ottimo risultato per il Comune di Barone Canavese, all’ottavo posto tra i Comuni Ricicloni piemontesi sotto i 5000 abitanti.
L’iniziativa di Legambiente, patrocinata dal Ministero per l’Ambiente, è nata nel 1994 e permette ai Comuni che aderiscono di verificare e dare evidenza agli sforzi compiuti per diffondere sempre di più la raccolta differenziata, e più in generale, un sistema integrato di gestione dei propri rifiuti.
La classifica dei Comuni Ricicloni tiene in considerazione una duplice dimensione: non solo la percentuale di raccolta differenziata, ma anche la quantità di rifiuto indifferenziato pro capite destinato a smaltimento: per Barone sono, ad esempio, rispettivamente 84.1% e 61.8 kg/ab/anno, contro una media del nostro territorio del 68.7% di raccolta differenziata e di 161 kg pro capite di indifferenziato.
Barone rientra anche tra i Comuni Rifiuti Free, quelli cioè i cui cittadini producono annualmente meno di 75 Kg di rifiuto indifferenziato a testa da avviare a smaltimento. L’accento, quindi, si sposta sempre più non solo sulla corretta differenziazione dei rifiuti, ma anche sulla qualità e quantità del rifiuto indifferenziato che può essere un canale attraverso cui monitorare il comportamento dei cittadini, rappresentando l’altra faccia della medaglia di una corretta raccolta differenziata.
“Queste iniziative promosse a livello nazionale - afferma il direttore generale di SCS Andrea Grigolon - ci permettono di sottolineare ancora una volta l’importanza di una maggiore consapevolezza nel nostro territorio sulla necessità di contenere e ridurre le quantità di rifiuto indifferenziato destinato a smaltimento. Abituare la cittadinanza ad una crescente attenzione al conferimento dei rifiuti è non solo un’importante scelta di rispetto per l’ambiente in cui viviamo, ma anche uno strumento importante per contenere i costi della raccolta dei rifiuti. I risultati di Comuni come Barone, non ci devono far dimenticare, infatti, che permangono nel nostro bacino le criticità legate alle impurità nelle raccolte di frazioni come plastica e vetro che mettono ogni mese a rischio i contributi che riceviamo dai consorzi di riciclo e recupero”.
La necessità rilevata da Società Canavesana Servizi non chiama, quindi, solo in causa la sostenibilità ambientale, ma anche la diffusione di una vera e propria cultura dell’ambiente, in cui si sviluppi un processo di conoscenza condivisa con il coinvolgimento di tutti i soggetti che formano il nostro tessuto sociale: scuole, università, imprese, consumatori.
I cittadini al centro dei progetti e delle idee, dunque, perché rappresentano il motore delle scelte e delle decisioni che hanno un impatto diretto o indiretto sull’ambiente: formare e informare in modo semplice e accessibile, diffonde buone pratiche e comportamenti corretti, stimolando una crescita positiva di tutta la comunità e incidendo nello stesso tempo sulla crescita di valore del nostro territorio.
Progetti educativi, aumento della formazione e professionalizzazione di figure esperte nell’educazione ambientale, campagne di comunicazione mirate sono solo alcuni degli strumenti che possiamo mettere in atto per garantire uno sviluppo sempre più sostenibile che agisca sull’ambiente, ma anche sulle dimensioni sociali e economiche.
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