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ROMA. Madri uccise dai figli, a Torino e nel Comasco

ROMA. Madri uccise dai figli, a Torino e nel Comasco
Un raptus, probabilmente dovuto all'abuso di sostanze stupefacenti, in un caso; la disperazione per una malattia incurabile, nell'altro. Sono i motivi che hanno armato la mano di due figli contro le rispettive madri, a Torino e ad Erba, nel Comasco. Due tragedie familiari, due madri uccise nell'arco di poche ore. La prima vittima è Maria, operatrice socio-sanitaria di origini romene, 51 anni. Da quindici anni si era trasferita a Torino con la famiglia. "Persone per bene, grandi lavoratori", dicono i vicini di casa. Mai un bisticcio fino a due anni fa, quando il figlio di 29 anni, Alexandru Ferencz, ha incominciato a drogarsi. Sono così arrivate le liti, le richieste di soldi e le aggressioni. Sempre più violente, sempre più feroci. Fino a quella di stamattina: il giovane si è presentato nell' appartamento al terzo piano di via Belfiore, nel quartiere torinese di San Salvario noto per la movida notturna. E ha infierito sulla mamma con un coltello a serramanico. Venti le coltellate inferte alla donna, che non ha avuto scampo. A dare l'allarme è stato l'altro figlio della vittima, elettricista di 24 anni che, temendo un malore perché non riusciva a parlare con la mamma, si è precipitato a casa e ha chiamato i carabinieri. Quando ha aperto la porta, però, ha visto il corpo della madre massacrato e ha richiuso subito: "Ho temuto che mio fratello uccidesse anche me", ha raccontato nel lungo interrogatorio tenutosi nel pomeriggio in caserma, ed è corso in strada a fermare una gazzella dei carabinieri. I militari, una volta saliti, non hanno avuto difficoltà a fermare Alexandru, che pronunciava frasi sconclusionate e addirittura, quando è stato caricato in auto, ha gridato "Uccidetemi!". Poche ore dopo ad Erba, un'altra madre è stata uccisa dal figlio sessantenne, che le ha sparato un colpo di pistola in testa e ha poi chiamato i carabinieri. La donna, 89 anni, soffriva da tempo di Alzheimer e l'uomo, che l'accudiva, non riusciva a trovare una struttura che si occupasse di lei. "Ho ucciso mia madre, non ero più in grado di curarla e volevo che smettesse di soffrire", ha detto al 112 Massimo Rosa, pensionato. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i militari dell'Arma, a cui il matricida non ha opposto alcuna resistenza.
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