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Giornata Mondiale delle Vittime dell'Amianto, scoppia la polemica a Chivasso: "Il Comune se n'è dimenticato!"

Nessuna iniziativa del Comune per oggi, martedì 28 aprile: il Comitato Spontaneo Nord Ferrovia lega il silenzio al caso dell'ex scuola Marsan ancora da bonificare

Giornata Mondiale delle Vittime dell'Amianto, scoppia la polemica a Chivasso: "Il Comune se n'è dimenticato!"

Giornata Mondiale delle Vittime dell'Amianto, scoppia la polemica a Chivasso: "Il Comune se n'è dimenticato!"

«Chivasso dimentica le sue vittime, mentre l’amianto uccide due volte, nel corpo e nel ricordo».

Il Comitato Spontaneo Nord Ferrovia sceglie parole dure e punta dritto al bersaglio: l'amministrazione del sindaco Claudio Castello, accusato di non aver fatto nulla per il 28 aprile, giornata mondiale dedicata alle vittime dell’amianto.

Il fatto è semplice.

In città oggi non è stata organizzata alcuna iniziativa ufficiale, nessun momento pubblico, nessun riconoscimento istituzionale della ricorrenza. È su questo vuoto che si innesta la polemica sollevata con una nota stampa dal Comitato.

«Mentre il 28 aprile l’Italia commemora la giornata mondiale per le vittime dell’amianto, la nostra amministrazione comunale sceglie la via dell’oblio», scrive il Comitato, parlando di «assenza di iniziativa» e non di una semplice dimenticanza.

Ma la critica non si ferma alla giornata. Il comunicato lega subito questa mancanza a un problema più ampio: la gestione dell’amianto in città. «Non si tratta solo di onorare chi non c’è più, ma di proteggere chi c’è oggi».

Rappresentanti del Comitato Spontaneo Nord Ferrovia di fronte all'ex scuola Marsan

E il riferimento è diretto alla scuola Marsan. «È inaccettabile che nel 2026 si debba ancora denunciare la presenza di strutture non bonificate come la scuola Marsan». Qui l’accusa diventa politica: «il simbolo più amaro di una politica che ha perso il senso delle priorità».

Il Comitato mette insieme i due piani: da una parte il Comune che non celebra la giornata delle vittime, dall’altra un edificio pubblico ancora non bonificato dopo anni.

Le richieste sono esplicite. «Chiediamo giustizia, non cerimonie di facciata».

Tradotto: servono atti concreti. Un cronoprogramma immediato per la bonifica della Marsan, una mappatura pubblica dell’amianto ancora presente in città e il riconoscimento ufficiale della giornata del 28 aprile.

La chiusura alza il livello dello scontro: «Il silenzio del Comune è un rumore assordante». E l’avviso è altrettanto chiaro: la mobilitazione continuerà «finché l’ultima fibra non sarà rimossa».

La polemica si inserisce in una vicenda che si trascina da anni. La Marsan è chiusa dal 2019 per la presenza di amianto. Già nel 2017 il sindaco Claudio Castello - lo stesso di oggi - parlava di demolizione dell'edificio in Consiglio comunale, ma da allora non si è mai arrivati a una decisione definitiva. Nel tempo si sono susseguite ipotesi, valutazioni tecniche e scenari alternativi, senza che partisse la bonifica.

È proprio questo il punto sollevato dal Comitato: non solo la mancata iniziativa di oggi, ma l’assenza di una soluzione dopo anni. E, lo ricordiamo, l'ex scuola Marsan sorge in un contesto abitato, circondata da condomini. 

Il 28 aprile, giornata internazionale dedicata alle vittime dell’amianto e del lavoro, nasce per ricordare e per spingere sulla prevenzione. A Chivasso, invece, diventa il terreno di uno scontro politico che riporta al centro una questione ancora aperta: la Marsan e, più in generale, la gestione dell’amianto in città.

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