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28 Aprile 2026 - 17:17
Una comunità che si ritrova, una memoria che si rinnova e si trasmette alle nuove generazioni: Leini ha celebrato il 25 aprile con un programma articolato e partecipato, capace di unire momenti istituzionali, riflessione storica e coinvolgimento diretto dei cittadini.
Le iniziative hanno preso avvio già lunedì 20 aprile, con l’inaugurazione di una mostra dedicata alle staffette e alle donne partigiane del Canavese.
L’esposizione, promossa dalla Consulta delle Donne con il patrocinio dell’amministrazione comunale e la collaborazione di realtà associative e scolastiche del territorio, ha trovato spazio nei locali della scuola secondaria di primo grado “Casalegno”.
Nei giorni del 24 e 25 aprile, la mostra è stata poi trasferita nel cortile di Villa Chiosso, permettendo a un pubblico più ampio di visitarla e approfondire un capitolo fondamentale della storia della Resistenza.
Il calendario ha proseguito giovedì 23 aprile con lo spettacolo teatrale “Il comandante”, portato in scena al teatro Pavarotti dalla compagnia “Teatro Villaggio Indipendente”, offrendo un ulteriore momento di riflessione attraverso il linguaggio della scena.
La giornata centrale, sabato 25 aprile, si è aperta con la commemorazione a Fornacino, davanti alla lapide che ricorda i Caduti.
Il percorso della memoria è proseguito al cimitero, sulle tombe dei partigiani leinicesi, e successivamente in via Lombardore, presso la lapide dedicata a Francesco Regis. Da qui il corteo ha raggiunto piazza Vittorio Emanuele, cuore delle celebrazioni ufficiali, dove si sono svolti gli omaggi al Monumento ai Caduti e alle lapidi della torre.

L’inaugurazione di una mostra dedicata alle staffette e alle donne partigiane del Canavese.
Al microfono si sono alternati diversi interventi, a partire dalla presidente dell’Anpi Alice Tangari, seguita dai giovani del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, con il neo sindaco Francesco Olmo al suo primo appuntamento istituzionale.
Spazio anche ai ragazzi coinvolti nel progetto “Comunità di Memoria” dell’associazione “Spostiamo Mari e Monti” e a chi ha partecipato ai viaggi verso i campi di sterminio organizzati dalla Città Metropolitana: testimonianze intense, cariche di emozione e consapevolezza, condivise con la piazza.
A chiudere gli interventi, il sindaco Luca Torella: "Resistenza è difendere la sanità pubblica contro chi vuole svenderla, è lottare per un salario minimo e per i diritti dei lavoratori e lavoratrici, è accogliere chi scappa dai conflitti, ricordando che anche noi siamo stati profughi".
Nel suo intervento, il primo cittadino ha richiamato con decisione il tema dell’antifascismo, collegandolo al presente: "Oggi sentiamo ancora il sibilo di chi non ha il coraggio di dire che il fascismo non è un’opinione, ma un crimine, e chi utilizza il silenzio come scudo o il “ma anche” come alibi di chi sta tradendo il futuro. Da sindaco garantisco, come è stato fino ad oggi, che le mie porte rimarranno sempre spalancate al dissenso, ma sbarrate all’arroganza dell’autoritarismo".
La giornata si è conclusa con un ultimo momento commemorativo al cippo che ricorda l’ultima battaglia del 1946, ai confini con Caselle, alla presenza anche di una rappresentanza del comune vicino.
"Bisogna ritornare a essere umani - ha concluso il sindaco Luca Torella - c’è davvero bisogno di umanità. Umanità, che non significa accettazione di criminalità e città fuori controllo, questo non è interesse di nessuno e chi riduce questo al concetto di umanità sta commettendo un grosso, doloso crimine morale. Ritornare a essere umani significa avere il coraggio di stare dalla parte della Costituzione contro ogni deriva illiberale e contro ogni uomo o donna sola al comando. La nostra libertà è costata troppo cara per essere svenduta all'indifferenza, al qualunquismo, all’opportunismo politico".
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