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Parrocchie in festa per la prima confessione dei bambini

Coinvolte le parrocchie della Madonna del Rosario e di San Giacomo Maggiore: incontri con i genitori, celebrazioni e momenti conviviali per accompagnare i più piccoli nel sacramento della Riconciliazione

Parrocchie in festa per la prima confessione dei bambini

Parrocchie in festa per la prima confessione dei bambini

Un fine settimana intenso, carico di significato e partecipazione, quello vissuto il 25 e 26 aprile nelle parrocchie di Chivasso e Torrazza Piemonte. Due giornate che hanno unito spiritualità e convivialità, segnate da un momento importante nel cammino di fede dei più piccoli: la prima confessione.

Sabato 25 aprile, nella parrocchia della Madonna del Rosario a Chivasso, il percorso è iniziato nel pomeriggio con un incontro tra genitori e figli. Un momento semplice ma profondo, guidato dal parroco don Giampiero, pensato per accompagnare le famiglie alla comprensione del significato del sacramento della Riconciliazione. Un tempo di ascolto e condivisione, che ha preparato il clima vissuto poi durante la Santa Messa delle 18.

"Al termine della celebrazione - spiega Don Giampiero - i bambini si sono accostati uno ad uno alla loro prima confessione. Un passaggio vissuto con emozione, in cui il sacramento è stato presentato e sperimentato non come un giudizio, ma come un incontro: l’abbraccio misericordioso del Padre che accoglie e perdona."

La stessa esperienza si è rinnovata domenica 26 aprile nella parrocchia di San Giacomo Maggiore, a Torrazza Piemonte. Anche qui, alle 16.30, si è svolto l’incontro di catechesi con i genitori, seguito dalla Messa delle 18 e dalla celebrazione delle prime confessioni.

In entrambe le giornate, il momento liturgico si è poi trasformato in festa comunitaria. Dopo il sacramento, famiglie e parrocchiani si sono ritrovati per una cena preparata dai genitori, in un clima di condivisione e gioia. A rendere ancora più significativo il momento conviviale, la torta offerta dal parroco insieme alle catechiste, simbolo concreto della “festa del perdono”.

Durante gli incontri con i genitori, don Giampiero ha voluto soffermarsi sul senso più profondo della confessione, proponendo una riflessione chiara e accessibile: non un tribunale, ma una possibilità di rinascita. Al centro non il peccato, ma l’amore di Dio, che raggiunge ciascuno proprio nelle fragilità.

"Attraverso l’immagine semplice e potente di un padre che abbraccia il figlio dopo un errore - spiega - è stato tracciato il volto di un Dio che accoglie, rialza e ama oltre ogni sbaglio. Un messaggio rivolto anche agli adulti, chiamati a interrogarsi sull’immagine di Dio che portano nel cuore e su quella che trasmettono ai figli...".

Perché, come è stato ricordato, i bambini imparano osservando: respirano ciò che vedono negli adulti, nei gesti e nelle parole.

"Questi due giorni non hanno rappresentato soltanto una tappa importante per i bambini, ma un’occasione preziosa per tutta la comunità. Un invito a riscoprire il valore del perdono e della misericordia, lasciandosi coinvolgere da un messaggio semplice e universale."

Quasi un sussurro, affidato proprio ai più piccoli, ma capace di arrivare a tutti: lasciarsi voler bene, lasciarsi perdonare, ricominciare.

don Giampiero

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