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27 Aprile 2026 - 11:37
Parrocchie in festa per la prima confessione dei bambini
Un fine settimana intenso, carico di significato e partecipazione, quello vissuto il 25 e 26 aprile nelle parrocchie di Chivasso e Torrazza Piemonte. Due giornate che hanno unito spiritualità e convivialità, segnate da un momento importante nel cammino di fede dei più piccoli: la prima confessione.
Sabato 25 aprile, nella parrocchia della Madonna del Rosario a Chivasso, il percorso è iniziato nel pomeriggio con un incontro tra genitori e figli. Un momento semplice ma profondo, guidato dal parroco don Giampiero, pensato per accompagnare le famiglie alla comprensione del significato del sacramento della Riconciliazione. Un tempo di ascolto e condivisione, che ha preparato il clima vissuto poi durante la Santa Messa delle 18.
"Al termine della celebrazione - spiega Don Giampiero - i bambini si sono accostati uno ad uno alla loro prima confessione. Un passaggio vissuto con emozione, in cui il sacramento è stato presentato e sperimentato non come un giudizio, ma come un incontro: l’abbraccio misericordioso del Padre che accoglie e perdona."
La stessa esperienza si è rinnovata domenica 26 aprile nella parrocchia di San Giacomo Maggiore, a Torrazza Piemonte. Anche qui, alle 16.30, si è svolto l’incontro di catechesi con i genitori, seguito dalla Messa delle 18 e dalla celebrazione delle prime confessioni.
In entrambe le giornate, il momento liturgico si è poi trasformato in festa comunitaria. Dopo il sacramento, famiglie e parrocchiani si sono ritrovati per una cena preparata dai genitori, in un clima di condivisione e gioia. A rendere ancora più significativo il momento conviviale, la torta offerta dal parroco insieme alle catechiste, simbolo concreto della “festa del perdono”.
Durante gli incontri con i genitori, don Giampiero ha voluto soffermarsi sul senso più profondo della confessione, proponendo una riflessione chiara e accessibile: non un tribunale, ma una possibilità di rinascita. Al centro non il peccato, ma l’amore di Dio, che raggiunge ciascuno proprio nelle fragilità.
"Attraverso l’immagine semplice e potente di un padre che abbraccia il figlio dopo un errore - spiega - è stato tracciato il volto di un Dio che accoglie, rialza e ama oltre ogni sbaglio. Un messaggio rivolto anche agli adulti, chiamati a interrogarsi sull’immagine di Dio che portano nel cuore e su quella che trasmettono ai figli...".
Perché, come è stato ricordato, i bambini imparano osservando: respirano ciò che vedono negli adulti, nei gesti e nelle parole.
"Questi due giorni non hanno rappresentato soltanto una tappa importante per i bambini, ma un’occasione preziosa per tutta la comunità. Un invito a riscoprire il valore del perdono e della misericordia, lasciandosi coinvolgere da un messaggio semplice e universale."
Quasi un sussurro, affidato proprio ai più piccoli, ma capace di arrivare a tutti: lasciarsi voler bene, lasciarsi perdonare, ricominciare.
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