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Calcinacci cadono dall’ex scuola: tragedia sfiorata tra i tavolini del bar, dov'era seduto anche l'ex sindaco del paese

Sabato pomeriggio il distacco dalla facciata dell’ex scuola in via Mazzini: nessun ferito, ma cresce la polemica. “Servono interventi immediati, non promesse”

Calcinacci cadono dall’ex scuola: tragedia sfiorata tra i tavolini del bar, dov'era seduto anche l'ex sindaco del paese

Calcinacci cadono dall’ex scuola: tragedia sfiorata tra i tavolini del bar, dov'era seduto anche l'ex sindaco del paese

Un altro pezzo di facciata che si stacca e cade nel vuoto, a pochi metri dalle persone. È successo di nuovo a Lauriano, nel tardo pomeriggio di sabato 25 aprile, quando dall’ex scuola elementare di via Mazzini si è staccato un calcinaccio precipitato in piazzetta Unione Europea, a ridosso del dehor del bar. A pochi passi, tra gli avventori, c’era anche l’ex sindaco Graziano Bronzin. Nessun ferito. Ma solo per caso.

«Ci siamo presi un brutto spavento. Il calcinaccio è tra l’altro caduto vicino ad una bicicletta che cinque minuti prima era stata appoggiata al muro da un avventore del bar», racconta lo stesso Bronzin, oggi consigliere di minoranza.

Sul posto è arrivato poco dopo il capogruppo di “Lauriano e Piazzo Domani”, Renato Dutto, che riporta l’episodio e attacca l’amministrazione comunale della sindaca Mara Baccolla: «Soltanto per una nuova circostanza fortunata nessuna persona si è fatta del male, ma ci domandiamo per quale motivo ci ritroviamo nella stessa situazione di circa sei anni fa». Il riferimento è diretto: 12 luglio 2020, stesso edificio, stessa scena. Un grosso calcinaccio cadde dalla facciata sfiorando due passanti. Anche allora nessun ferito. Anche allora, solo per fortuna.

La facciata dell'ex scuola da cui sono precipitati i calcinacci

Il punto, secondo la minoranza, è proprio questo: non un episodio isolato, ma un problema noto e mai risolto. «Come la scorsa Giunta comunale, anche l’attuale fa soltanto vane promesse, senza poi nei fatti realizzare nulla di concreto», incalza Dutto, che lega il caso alla gestione complessiva del paese: «Di fronte ad un paese che sta morendo, con il commercio in grande difficoltà e che cerca la fuga dal paese, questa Amministrazione continua a rinviare gli interventi necessari».

Nel mirino finiscono le scelte di bilancio, a partire dall’intervento su piazza Risorgimento: «Se la Giunta non ha le necessarie risorse, è perché non ha ascoltato noi della minoranza, quando li abbiamo consigliati di non spendere quasi un milione di euro per rifare la piazza». Una spesa giudicata sproporzionata rispetto alle priorità: «Bastava rifare l’asfaltatura», insiste Dutto, parlando di una piazza «carina ma poco funzionale» e indicando come urgenti altri interventi rimasti indietro, dalla messa in sicurezza dell’ex scuola a via Santa Maria a Piazzo, fino all’allargamento di via Chivasso.

La richiesta, ora, è immediata e senza margini: «Occorre mettere in sicurezza al più presto la scuola, perché non vogliamo avere sulla coscienza qualche vittima». Il gruppo consiliare — oltre a Dutto, Graziano Bronzin e Sabino Fusco — annuncia una nuova interrogazione per chiedere chiarimenti sull’ennesimo crollo sfiorato.

La scena, intanto, resta quella già vista: un edificio comunale con una facciata deteriorata, un punto di passaggio frequentato, tavolini all’aperto. E un rischio noto da anni. Nel 2020 la minoranza aveva già scritto nero su bianco che da quella facciata potevano staccarsi altri pezzi, anche sul lato della piazzetta, proprio dove oggi si è sfiorata di nuovo la tragedia.

Sei anni dopo, nulla è cambiato. Solo il caso continua a fare il suo lavoro, evitando che il fatto potesse avere conseguenze peggiori.

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