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"Guerra uguale m...": a Chivasso un 25 Aprile di protesta

Decine di giovani al parco per un’iniziativa tra antifascismo, critica al riarmo e nuova organizzazione territoriale

"Guerra uguale m...": a Chivasso un 25 Aprile di protesta

"Guerra uguale m...": a Chivasso un 25 Aprile

Il 25 aprile al parco del Mauriziano di Chivasso si è trasformato in una giornata di mobilitazione politica e sociale contro la guerra, tra memoria partigiana e nuove forme di attivismo giovanile. L’iniziativa, promossa da Potere al Popolo Chivasso insieme al neonato K.L.I.C. – Kolettivo Libero Canavese, ha richiamato decine di persone, soprattutto giovani, in un pomeriggio che ha mescolato interventi politici, musica e momenti di socialità.

Sul prato, tra teli stesi e gruppi di ragazzi, si è respirata un’atmosfera distante dalle celebrazioni istituzionali. A fare da sfondo, uno striscione nero con la scritta “Partigiane contro la guerra” e la bandiera palestinese: un messaggio esplicito, che lega la memoria della Resistenza ai conflitti contemporanei. «Antifascismo vuol dire liberarsi da oppressione e repressione», è il senso ribadito più volte durante gli interventi.

Il pomeriggio è stato costruito come un’alternanza di momenti: riflessione e festa, discorsi e musica. Gli organizzatori hanno richiamato il significato storico del 25 aprile, ricordando «il sacrificio delle donne e degli uomini della lotta partigiana», ma spostando subito il focus sull’oggi: la necessità di continuare quella lotta nei territori, nelle condizioni sociali ed economiche attuali.

Il bersaglio è chiaro: guerra, riarmo e politiche pubbliche. «Viviamo in uno scenario di guerra colonialista e imperialista diffusa», si legge nel comunicato, con una critica diretta a governi e amministrazioni locali, accusati di contribuire – anche indirettamente – a un aumento del costo della vita e alla riduzione della spesa sociale. Nel mirino anche la gestione del dissenso, con il riferimento a una «compressione degli spazi e delle occasioni di partecipazione popolare».

Non è stata solo una piazza politica. La presenza di famiglie e giovanissimi ha dato un tono diverso all’iniziativa. Il rap autoprodotto di Zillo Mc ha chiuso il pomeriggio, trasformando il momento in un evento collettivo più ampio, capace di tenere insieme identità politiche e dimensione aggregativa.

Dietro l’evento c’è anche un passaggio organizzativo: l’esordio pubblico del K.L.I.C., un nuovo collettivo che riunisce attivisti provenienti da diverse esperienze militanti del territorio canavesano. Un segnale che va oltre la singola giornata.

«Siamo usciti più consapevoli del compito che ci spetta», scrivono gli organizzatori, rilanciando già i prossimi appuntamenti. Non una celebrazione, ma un passaggio di continuità. Qui il 25 aprile non resta memoria: diventa linea politica.


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