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Colpita da ictus, salvata a Rivoli: recupero completo in pochi giorni

Trasferita alle Molinette dopo il primo intervento, dimessa senza danni

Colpita da ictus, salvata a Rivoli: recupero completo in pochi giorni

Colpita da ictus, salvata a Rivoli: recupero completo in pochi giorni (foto archivio)

Un intervento tempestivo, una catena di soccorsi che ha funzionato senza esitazioni e una nuova modalità di trattamento che ha fatto la differenza. All’ospedale di Rivoli una donna di 73 anni, colpita da ictus, è stata salvata e ha recuperato completamente le proprie funzioni nel giro di pochi giorni. Un esito tutt’altro che scontato, che racconta quanto, in questi casi, ogni minuto possa essere decisivo.

La paziente è arrivata al pronto soccorso in condizioni gravi, con sintomi evidenti e improvvisi: difficoltà a parlare e paralisi del lato destro del corpo. Segnali tipici di un ictus, che hanno fatto scattare immediatamente il codice rosso e l’attivazione del percorso neurologico d’emergenza. Da quel momento si è messa in moto una macchina organizzativa precisa, costruita proprio per intervenire nel minor tempo possibile.

Gli esami diagnostici, eseguiti in urgenza, hanno escluso la presenza di un’emorragia cerebrale ma individuato un’occlusione della carotide sinistra, confermando la natura ischemica dell’ictus. A quel punto i medici hanno avviato rapidamente la trombolisi, il trattamento farmacologico che permette di sciogliere il trombo responsabile dell’ostruzione. In questo caso, però, a fare la differenza è stata anche una nuova modalità di somministrazione introdotta nei Dea di Rivoli e Pinerolo, che ha consentito di ridurre ulteriormente i tempi di intervento.

Proprio grazie a questa accelerazione, è stato possibile trasferire la paziente alle Molinette di Torino per la ricanalizzazione del vaso, passaggio fondamentale per ristabilire il flusso sanguigno al cervello. Un lavoro di squadra che ha coinvolto più strutture e diverse professionalità, coordinate in modo da non perdere neppure un minuto.

I primi segnali di miglioramento sono arrivati già nelle ore successive. La donna ha iniziato progressivamente a recuperare sia le capacità motorie sia il linguaggio. Dopo 48 ore è rientrata all’ospedale di Rivoli e nei giorni seguenti è stata dimessa con un recupero completo, un risultato che rappresenta il miglior esito possibile in casi di questo tipo.

Dietro questa storia c’è un elemento chiave: il tempo. Nell’ictus, la rapidità di intervento è determinante per limitare i danni e aumentare le possibilità di recupero. Ma accanto alla velocità conta anche l’organizzazione del sistema, dalla diagnosi immediata al trattamento fino al trasferimento nelle strutture più idonee. È proprio questa integrazione a emergere con forza da quanto accaduto.

Non si tratta soltanto di un caso clinico riuscito, ma della dimostrazione concreta di come protocolli ben strutturati, tecnologie aggiornate e collaborazione tra reparti possano trasformare una situazione ad altissimo rischio in una storia a lieto fine. A Rivoli, questa volta, il risultato è stato pieno. E racconta, più di ogni dato, quanto la medicina d’urgenza possa fare la differenza quando funziona davvero.

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