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Sanità
22 Aprile 2026 - 11:05
Dopo 15 anni partono i lavori al Pronto soccorso delle Molinette: cantiere da 13 milioni
Dopo anni di annunci, rinvii e attese, il cantiere prende finalmente forma. Alle Molinette partono i lavori per il nuovo Pronto soccorso, un intervento atteso da oltre quindici anni che segna un passaggio cruciale per la sanità torinese e piemontese. Non un semplice restyling, ma una trasformazione complessa che dovrà coniugare due esigenze difficili da tenere insieme: rinnovare strutture e impianti senza interrompere un servizio che ogni anno registra numeri da grande hub metropolitano.
Il cronoprogramma viene rispettato. La cosiddetta Fase 0, preliminare ai lavori principali, entra nel vivo tra il 23 e il 24 aprile con lo smontaggio dell’angiografo biplano utilizzato dalla Cardiologia universitaria. Un passaggio tecnico, ma decisivo: quell’apparecchiatura, oggi collocata nei locali del Pronto soccorso, verrà trasferita in nuovi spazi per liberare aree destinate agli interventi successivi.
L’avvio vero e proprio dei lavori è fissato per il 27 aprile. La durata della fase iniziale sarà di circa quattro mesi, ma l’intero progetto si svilupperà in un arco temporale molto più ampio: due anni e mezzo, suddivisi in tre fasi operative precedute da questa fase preparatoria. Il costo complessivo è di 13,56 milioni di euro, una cifra che riflette la complessità dell’intervento.
Il nodo centrale è la continuità del servizio. Le Molinette non possono permettersi pause. Nel 2024 il Pronto soccorso ha registrato quasi 70mila accessi, un flusso costante che rende impossibile uno spostamento totale dell’attività in altre sedi. Per questo, il progetto elaborato dalla Società di Committenza Regionale ha previsto una strategia articolata: il servizio resterà attivo durante i lavori, ma con una riorganizzazione interna e una temporanea riduzione della capacità ricettiva.
La fase iniziale prevede una serie di interventi funzionali. Oltre allo spostamento dell’angiografo, sarà necessario lo sgombero dell’ala ovest e la realizzazione di un nuovo box triage esterno. Si tratta di una scelta significativa: il triage è il primo punto di contatto per i pazienti e rappresenta un elemento chiave nella gestione dei flussi.

Parallelamente, alcune attività verranno trasferite. Le prestazioni attualmente svolte nella sala angiografica del piano terra saranno riassorbite al terzo piano del Padiglione Clinica Medica, mentre il blocco operatorio e il Pronto soccorso chirurgico saranno temporaneamente ricollocati in altre aree dell’ospedale, tra cui il Padiglione Abegg Chirurgia.
È una riorganizzazione che richiede precisione e coordinamento. Ogni spostamento deve essere calibrato per evitare interruzioni o sovrapposizioni. In un contesto sanitario, ogni errore può avere conseguenze dirette sui pazienti.
Le criticità non mancano. La gestione dei flussi sarà una delle sfide principali. Con migliaia di accessi mensili, anche una minima variazione nell’organizzazione può generare congestioni o ritardi. A questo si aggiungono gli aspetti impiantistici: il rinnovamento delle infrastrutture dovrà avvenire garantendo in ogni momento la piena funzionalità delle strutture esistenti.
Un altro elemento delicato è la separazione tra cantiere e attività sanitaria. Le aree di lavoro dovranno essere compartimentate per evitare interferenze, sia in termini logistici sia sotto il profilo della sicurezza e dell’igiene. In un ospedale, il rischio di contaminazione non è solo teorico, ma una variabile concreta da gestire quotidianamente.
Nel frattempo, proseguono anche interventi collaterali, come il rifacimento delle rampe di accesso, con un nuovo manto stradale e un sistema di illuminazione notturna. Un dettaglio che, però, incide direttamente sulla funzionalità complessiva del Pronto soccorso, migliorando l’accessibilità per ambulanze e utenti.
Il progetto rappresenta un banco di prova per la sanità regionale. Le Molinette sono il principale DEA (Dipartimento di Emergenza e Accettazione) della città e uno dei più importanti del Piemonte. Intervenire su questa struttura significa ridefinire un nodo centrale della rete sanitaria.
Il direttore generale Livio Tranchida ha sottolineato il valore simbolico e operativo dell’intervento. L’obiettivo dichiarato è quello di riportare il Pronto soccorso “all’onore del mondo”, un’espressione che racchiude la volontà di elevare standard e qualità del servizio.
Ma al di là delle dichiarazioni, resta la dimensione concreta del cantiere. Per operatori sanitari, pazienti e cittadini, i prossimi mesi saranno una fase di adattamento. Cambieranno percorsi, accessi, tempi. Sarà necessario orientarsi in un sistema in trasformazione, dove la normalità verrà ridefinita giorno dopo giorno.
Il tema della modernizzazione dei Pronto soccorso è al centro del dibattito nazionale. Strutture spesso sovraccariche, spazi non più adeguati, necessità di integrare nuove tecnologie. Il caso delle Molinette si inserisce in questo quadro più ampio, rappresentando un tentativo di risposta concreta.
L’intervento non riguarda solo muri e impianti, ma anche il modello di assistenza. Un nuovo Pronto soccorso significa ripensare i percorsi dei pazienti, migliorare i tempi di attesa, ottimizzare le risorse. Significa, in ultima analisi, rendere più efficiente un sistema che rappresenta il primo punto di accesso per migliaia di persone.
La sfida sarà mantenere l’equilibrio tra innovazione e continuità. Costruire il futuro senza interrompere il presente. Un obiettivo ambizioso, che richiederà tempo, organizzazione e capacità di gestione. Dopo quindici anni di attesa, il cantiere è partito. Ora inizia la fase più complessa: trasformare un progetto in realtà, senza perdere di vista ciò che conta di più, ovvero la cura dei pazienti.
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