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21 Aprile 2026 - 18:51
Bongioanni e Lollobrigida
Il Piemonte si presenta da protagonista a Macfrut, il Fruit & Veg Professional Show in programma al Rimini Expo Centre dal 21 al 23 aprile 2026, una delle principali fiere BtoB del settore ortofrutticolo in Europa. Un appuntamento strategico per misurare la tenuta del comparto frutticolo regionale in un contesto internazionale sempre più complesso.
A visitare lo stand piemontese è stato anche il ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida, che ha degustato le eccellenze locali abbinate ad altri prodotti simbolo dell’agroalimentare regionale.
A guidare la presenza istituzionale è l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, che ha tracciato il quadro del settore: «Il Piemonte è un grande protagonista della frutticoltura italiana e fra i principali poli frutticoli italiani. Su 40.483 aziende agricole piemontesi, ben 13.965 sono aziende frutticole con 52.914 ettari di superficie dedicata, pari a circa il 20% della superficie agricola coltivata regionale. L’edizione 2026 di Macfrut è molto attesa perché è l’appuntamento in cui si misura la resilienza della nostra produzione - che ha sempre puntato sulla qualità - rispetto ai cambiamenti dei mercati e alla sfida dell’aumento delle materie prime e dei costi di produzione causati dagli incerti della situazione internazionale».

Negli ultimi anni il comparto frutticolo europeo è stato messo sotto pressione da fattori sempre più critici: cambiamenti climatici estremi, aumento dei costi, emergenze fitosanitarie e concorrenza internazionale. In questo scenario, il Piemonte mostra una capacità di resistenza superiore, come sottolinea lo stesso Bongioanni: «In questo scenario il sistema frutticolo piemontese sta dimostrando una capacità di tenuta superiore rispetto a molte altre realtà nazionali ed europee, grazie alla forte organizzazione delle filiere, alla qualità delle produzioni e alla presenza di strutture di ricerca e innovazione molto radicate nel territorio su cui stiamo decisamente puntando le nostre politiche».
Lo spazio espositivo della Regione Piemonte (Padiglione 3 – Stand 115) è animato da show-cooking, degustazioni e presentazioni coordinate dalla Direzione Agricoltura. Un vero racconto del territorio attraverso il gusto, con piatti che uniscono eccellenze come la battuta di carne di razza Piemontese con mele rosse Cuneo Igp e Nebbiolo delle Langhe Docg, il Riso di Baraggia Dop con asparagi, Roccaverano Dop e Gavi Docg, fino ai dessert come panna cotta ai lamponi con Asti Spumante Docg e zabajone con torta di nocciole Piemonte Igp.
Un percorso sensoriale che diventa anche strategia di marketing, come evidenzia Bongioanni: «Raccontiamo il Piemonte attraverso show-cooking in cui facciamo conoscere le nostre eccellenze e le facciamo degustare, ricordando a chi ci viene a trovare che il Piemonte è fra le prime quattro regioni italiane per produzione frutticola, la prima per quella della nocciola e la seconda per quella della mela. Grazie ai nostri maestri di cucina, che ormai portano la divisa di Piemonte Is – Eccellenza Piemonte insieme al logo della Cucina Italiana Patrimonio Unesco, si avvia un racconto che crea un’emozione rafforzata dalla degustazione fra commensali, e che dà così vita a quel passaparola che è la prima e più potente forma di marketing».
Proprio a Macfrut debutta anche la nuova campagna social “Piemonte-Is Frutta”, che punta a raccontare il valore della frutta piemontese in modo innovativo: “La frutta è salute, gusto, educazione, sostenibilità e identità. PiemonteIs Frutta: energia sana, buona, piemontese”. Due video animati in stile cartoon saranno rivolti a bambini e adolescenti per avvicinarli al consumo consapevole.
Il sistema produttivo si presenta compatto sotto l’egida di Aop Piemonte, presieduta da Domenico Sacchetto, realtà che riunisce 8 organizzazioni di produttori, 30 cooperative, 3 filiali, 40 magazzini e 2.114 produttori su oltre 18 mila ettari, per un fatturato che supera i 264 milioni di euro. Tra i prodotti di punta spiccano la Mela Rossa Cuneo Igp, la Castagna Cuneo Igp e la Nocciola Piemonte Igp.
I numeri confermano il peso strategico del comparto: il melo resta la coltura principale, mentre crescono filiere come la frutta secca (33.987 ettari), il nocciolo (28.000 ettari), il castagno (4.619 ettari) e i piccoli frutti, con il mirtillo che nel 2024 raggiunge 774 ettari. Aumenta anche il biologico, con percentuali significative in diversi segmenti.
Non mancano però le criticità, come evidenzia Sacchetto: «Siamo alla fine della campagna 2025 e il blocco per esportare non incide più di tanto. La preoccupazione è semmai per il raccolto di quest’anno perché il gasolio e i fertilizzanti sono aumentati a dismisura e quindi registriamo costi di produzione molto più alti. Da agosto in poi prevediamo l’impatto sulla commercializzazione per via degli aumenti degli imballaggi, dell’energia elettrica e dei trasporti. Ci auguriamo che la crisi si risolva prima, per scongiurare ulteriori penalizzazioni e la crisi per molte piccole aziende».
In un contesto globale incerto, il Piemonte prova dunque a rilanciare la propria identità agroalimentare puntando su qualità, innovazione e racconto del territorio. Una sfida che passa dal gusto, ma guarda dritto ai mercati internazionali.







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