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21 Aprile 2026 - 12:10
Protesta davanti al Consiglio regionale: Extinction Rebellion mette in scena un “funerale” per l’ambiente
Una bara al centro della scena, piantine come simbolo di vita spezzata e un messaggio diretto alla politica: “Piemonte cambia, ci manca l’aria”. È con questa immagine forte e volutamente provocatoria che gli attivisti di Extinction Rebellion si sono presentati questa mattina davanti a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte, mentre era in corso l’assemblea.
Un presidio statico ma altamente simbolico, pensato per richiamare l’attenzione sul tema della qualità dell’aria, una delle criticità ambientali più rilevanti della regione. Alcuni manifestanti si sono seduti a terra, altri hanno preso parte a una sorta di rito funebre per l’ambiente, mettendo in scena una protesta che punta a scuotere istituzioni e opinione pubblica.
L’obiettivo dichiarato è quello di riportare il tema dell’inquinamento al centro del dibattito politico. Secondo gli attivisti, il problema non può più essere affrontato con misure parziali o interventi emergenziali. Nel mirino ci sono le responsabilità della governance regionale, accusata di non aver adottato politiche sufficientemente incisive.
Tra i dati citati durante la protesta, quello delle morti premature legate all’inquinamento atmosferico, stimato in circa 4mila casi all’anno in Piemonte. Un numero che, secondo gli attivisti, non può essere considerato solo una statistica, ma rappresenta un indicatore concreto dell’impatto delle politiche ambientali – o della loro assenza.
Il presidio si inserisce in una giornata già significativa per la politica regionale. La seduta del Consiglio, infatti, è la prima a cui partecipa Elena Chiorino dopo le dimissioni da vicepresidente della Regione e da assessora, legate agli sviluppi del caso Delmastro. Un contesto che rende il clima istituzionale particolarmente delicato, con tensioni già presenti prima ancora dell’arrivo dei manifestanti.

La protesta di Extinction Rebellion non è un episodio isolato, ma parte di una mobilitazione più ampia che negli ultimi anni ha portato il movimento a intervenire con azioni dimostrative in diverse città italiane ed europee. Il linguaggio scelto è spesso diretto, visivo, capace di attirare attenzione e generare discussione.
A Torino, la scelta di Palazzo Lascaris non è casuale. Il Consiglio regionale rappresenta il luogo dove si definiscono le politiche ambientali e dove si confrontano le diverse visioni sul futuro del territorio. Portare la protesta davanti a questa sede significa voler incidere direttamente sul processo decisionale.
Il tema della qualità dell’aria resta uno dei più complessi per il Piemonte, inserito nella più ampia area della Pianura Padana, frequentemente segnalata tra le zone più inquinate d’Europa. Le condizioni geografiche e climatiche, unite alla presenza di traffico e attività produttive, rendono difficile il miglioramento dei livelli di inquinamento senza interventi strutturali.
In questo scenario, la richiesta degli attivisti è quella di un cambio di passo, con politiche più incisive su mobilità, riscaldamento domestico e industria. Un appello che si scontra con le difficoltà economiche e politiche di attuare misure drastiche, ma che continua a trovare spazio nel dibattito pubblico.
La protesta si è svolta senza tensioni, sotto il controllo delle forze dell’ordine. Ma il messaggio è destinato a rimanere, alimentando un confronto che riguarda non solo la politica, ma l’intera comunità.
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