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Bus a rischio stop? Torino accelera sull’elettrico per evitare i tagli

Caro carburanti e mancanza di autisti mettono sotto pressione il trasporto pubblico: Gtt rilancia con nuovi mezzi e 69 assunzioni

Bus a rischio stop?

Bus a rischio stop? Torino accelera sull’elettrico per evitare i tagli

Il rischio era concreto: meno corse, più attese e un servizio ridotto proprio mentre cresce la domanda di mobilità urbana. Ma Torino prova a invertire la rotta e a evitare il taglio delle linee puntando su una doppia strategia: più autobus elettrici e nuove assunzioni.

Il nodo è quello, ormai strutturale, del caro carburanti. Negli ultimi mesi il costo del gasolio è salito in modo significativo, arrivando a pesare sempre di più sui conti delle aziende di trasporto pubblico. Una pressione economica che, in molte realtà italiane, si è tradotta in riduzione dei servizi. A Torino, invece, la linea è diversa: mantenere le corse, cambiando però il modello operativo.

L’azienda di trasporto cittadina, Gtt, ha avviato una riorganizzazione che punta a privilegiare i mezzi elettrici, meno esposti alle oscillazioni dei prezzi energetici rispetto ai veicoli tradizionali. Il dato è chiaro: il gasolio ha registrato un aumento significativo, mentre l’energia elettrica, pur in crescita, ha subito rincari più contenuti. Una differenza che oggi diventa strategica per garantire la sostenibilità del servizio.

Non si tratta solo di una scelta ambientale, ma di una necessità economica. Il costo del carburante per chilometro è aumentato sensibilmente, mettendo sotto pressione i bilanci. Da qui la decisione di accelerare sulla transizione energetica, già avviata negli anni scorsi ma oggi diventata prioritaria.

Parallelamente, resta aperto un altro fronte critico: la carenza di autisti. Un problema che non riguarda solo Torino, ma l’intero sistema nazionale del trasporto pubblico. Secondo le stime più recenti, in Italia mancano migliaia di conducenti e la maggior parte delle aziende segnala difficoltà nel reperire personale qualificato.

Le cause sono molteplici. Da un lato il calo demografico e l’invecchiamento della forza lavoro, dall’altro fattori economici e sociali che rendono la professione meno attrattiva rispetto al passato. A questo si aggiunge un dato significativo: negli ultimi dieci anni il numero di patenti di categoria D rilasciate si è drasticamente ridotto, restringendo ulteriormente il bacino di potenziali autisti.

A Torino, negli anni scorsi, questa situazione aveva contribuito al fenomeno delle “corse fantasma”, autobus previsti ma mai arrivati a destinazione a causa dell’assenza di personale. Un problema che ha inciso sulla qualità del servizio e sulla fiducia degli utenti.

Per affrontare questa criticità, Gtt ha avviato un piano di rafforzamento dell’organico. Nei giorni scorsi sono entrati in servizio 69 nuovi dipendenti, tra cui 55 autisti, oltre a operai e personale amministrativo. Un’iniezione di risorse che porta a 129 il numero complessivo di assunzioni dall’inizio dell’anno.

Un segnale importante, che punta a stabilizzare il servizio e a ridurre le criticità operative. Oggi l’azienda conta oltre 3.800 dipendenti, di cui più di 1.700 autisti impegnati sulle linee urbane. Numeri che restituiscono la dimensione di un sistema complesso, chiamato ogni giorno a garantire la mobilità di migliaia di cittadini.

Sul piano politico, il tema è destinato a rimanere centrale. L’aumento dei costi energetici ha già acceso il confronto a livello regionale, con richieste di adeguamento dei finanziamenti per sostenere gli operatori del settore. Una questione che riguarda non solo Torino, ma l’intero sistema del trasporto pubblico piemontese.

L’obiettivo, però, resta chiaro: evitare riduzioni del servizio e accompagnare la transizione verso un modello più sostenibile. “L’ingresso di nuove professionalità significa rafforzare competenze e migliorare i servizi”, è il messaggio che arriva dall’amministrazione comunale, che vede nelle assunzioni e nell’innovazione due leve fondamentali per il futuro della mobilità urbana.

In questo scenario, la scelta di puntare sull’elettrico assume un doppio valore. Da un lato consente di contenere i costi, dall’altro accelera il percorso verso una città meno inquinata. Ma la sfida è tutt’altro che conclusa. Tra rincari, carenza di personale e trasformazioni tecnologiche, il trasporto pubblico si trova oggi a un bivio. Torino ha scelto di reagire, ma la tenuta del sistema dipenderà dalla capacità di sostenere nel tempo investimenti, organizzazione e qualità del servizio.

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