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14 Aprile 2026 - 20:08
Nidi, aumentano i posti ma cresce il divario tra famiglie (foto di repertorio)
Più posti negli asili nido, ma non abbastanza e soprattutto non per tutti. È il quadro che emerge dalla ricerca della Fondazione Agnelli sui servizi educativi per l’infanzia (0-6 anni) in Italia e in alcuni dei principali Paesi europei.
Negli ultimi anni l’offerta è cresciuta, ma con un ritmo più lento rispetto a realtà come Francia, Spagna e Inghilterra. L’Italia resta infatti il Paese con meno disponibilità di posti tra quelli analizzati: circa 32 ogni 100 bambini sotto i 3 anni, con conseguenti liste d’attesa diffuse su tutto il territorio.
Se da un lato aumenta la partecipazione, dall’altro si allargano le disuguaglianze. Il divario tra bambini provenienti da famiglie più abbienti e quelli di contesti svantaggiati è più che raddoppiato negli ultimi vent’anni. Si è passati dal 7,5% del 2005-2006 al 19% del 2023-2024, mentre la percentuale complessiva di bambini iscritti è salita da 25 a 35 su 100.
Un miglioramento, quindi, ma accompagnato da un accesso sempre meno equo. Il tema non riguarda solo la quantità dei servizi, ma anche la loro distribuzione e accessibilità.
La partecipazione ai servizi per l’infanzia resta inoltre lontana dagli obiettivi fissati dall’Unione Europea, che punta al 45% entro il 2030. Oggi l’Italia si ferma al 35,5%.
Il confronto internazionale evidenzia anche differenze nei modelli di welfare. In Germania, ad esempio, i livelli di offerta sono simili a quelli italiani, ma l’ingresso al nido avviene più tardi grazie a congedi parentali più lunghi e meglio retribuiti.
Il Pnrr rappresenta un’opportunità per aumentare il numero dei posti e ridurre i divari tra Nord e Sud, ma secondo lo studio non sarà sufficiente a colmare le differenze legate ai piccoli Comuni o alle condizioni socioeconomiche delle famiglie.
Tra le priorità indicate dagli esperti ci sono l’ampliamento dell’accesso, in particolare per i bambini più svantaggiati, e il miglioramento della qualità dei servizi. La Fondazione Agnelli propone inoltre l’introduzione di un vero diritto al posto nei nidi, criteri di accesso più equi, la riduzione delle rette e maggiori investimenti sul personale educativo.
Il tema degli asili nido si conferma così centrale non solo per le politiche educative, ma anche per quelle sociali e del lavoro, incidendo direttamente sulle opportunità delle famiglie e sullo sviluppo dei bambini nei primi anni di vita.

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