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13 Aprile 2026 - 09:37
Il 13 aprile è la Giornata del bacio: un gesto semplice che fa bene al cuore, alla mente e…
C’è un gesto che attraversa i secoli, sfida le culture e resiste a ogni cambiamento sociale. È semplice, immediato, eppure potentissimo. Il bacio. Il 13 aprile, con la Giornata mondiale dedicata, non è solo una celebrazione romantica, ma un’occasione per riscoprire il significato profondo di un atto che unisce biologia, emozione e cultura.
Non è solo un simbolo d’amore. È un linguaggio. È comunicazione pura. Come scriveva Edmond Rostand nel suo Cyrano de Bergerac, il bacio è “un apostrofo rosa tra le parole t’amo”. Una definizione che attraversa il tempo e arriva fino a oggi, dove quel gesto continua a raccontare relazioni, affetti, legami.
Ma cosa succede davvero quando ci baciamo? La risposta non è solo poetica. È anche scientifica. Quando le labbra si incontrano, il corpo reagisce: si abbassa il livello di cortisolo, l’ormone dello stress, mentre aumentano serotonina e dopamina, legate al benessere e al piacere. Il cuore accelera, i vasi sanguigni si dilatano, la pressione può diminuire. In pochi secondi, il corpo entra in una sorta di equilibrio chimico che favorisce relax e felicità.
E non è tutto. Un bacio può attivare fino a 30 muscoli facciali, trasformandosi in una sorta di allenamento naturale per il viso. Un piccolo esercizio quotidiano che, secondo alcuni studi, può contribuire a mantenere la pelle più tonica e giovane. Non sorprende, quindi, che il bacio venga spesso associato anche a un effetto “anti-age”.
Poi c’è l’aspetto più curioso, quasi invisibile: lo scambio di batteri. Un bacio di dieci secondi può trasferire fino a 80 milioni di microrganismi. Un dato che potrebbe far storcere il naso, ma che in realtà contribuisce a rafforzare il sistema immunitario, creando una sorta di adattamento reciproco tra le persone.
Eppure, ridurre il bacio a una questione biologica sarebbe limitante. Perché il bacio è anche memoria. Il primo, soprattutto, resta impresso. Secondo diverse ricerche, la maggioranza delle persone ricorda con precisione il proprio primo bacio: il luogo, il momento, l’emozione. È uno di quei passaggi che segnano una fase della vita, un prima e un dopo. Il bacio, però, non appartiene solo agli innamorati. Esiste quello tra genitori e figli, quello tra amici, quello dato per affetto o per conforto. Cambia il contesto, ma resta la stessa forza comunicativa.
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E poi c’è il bacio nell’arte. Un universo a sé. Dalla pittura alla fotografia, dal cinema alla scultura, il bacio è stato raccontato in mille forme. Il celebre “Bacio” di Hayez è diventato simbolo del Risorgimento italiano, un’immagine carica di passione ma anche di significati politici. Gustav Klimt, con il suo abbraccio dorato, ha trasformato il bacio in un’icona universale di intimità.
Nel cinema, le immagini sono ancora più potenti. Il bacio sotto la pioggia in “Colazione da Tiffany”, quello sospeso sul ponte di “Titanic”, o la scena senza tempo di “Lilli e il Vagabondo” davanti a un piatto di spaghetti. Sequenze che restano nella memoria collettiva, capaci di raccontare emozioni senza bisogno di parole.
E come dimenticare una delle fotografie più celebri del Novecento: il marinaio e l’infermiera che si baciano a Times Square nel 1945, mentre New York festeggia la fine della guerra. Un’immagine che racchiude liberazione, speranza, futuro.
Anche l’arte contemporanea continua a interrogarsi su questo gesto. Opere come quelle del pittore braidese Riccardo Testa reinterpretano il bacio in chiave moderna, spingendo lo spettatore a riflettere su significati più profondi, talvolta provocatori.
La storia del bacio, del resto, è molto più antica di quanto si possa pensare. Le prime tracce documentate risalgono a circa 4.500 anni fa, nell’antica Mesopotamia. Un gesto che ha attraversato civiltà e continenti, evolvendosi insieme all’uomo.
Non ovunque, però, il bacio ha lo stesso significato. Studi sociologici hanno evidenziato come sia più diffuso nelle società considerate più complesse, mentre in altre culture può essere meno centrale o avere valenze diverse.
E poi ci sono i record, che raccontano il lato più curioso di questa abitudine. Il bacio più lungo mai registrato? Oltre 58 ore, stabilito da una coppia thailandese. Un’impresa che sembra quasi surreale, ma che testimonia quanto questo gesto continui a esercitare fascino e attrazione.
In un mondo sempre più veloce, digitale, spesso distante, il bacio resta un gesto concreto, fisico, immediato. Non ha bisogno di traduzioni, non conosce barriere linguistiche. È un contatto diretto, autentico, umano. Forse è proprio questo il suo segreto: nella sua semplicità racchiude una complessità straordinaria. Un piccolo gesto che può dire tutto. O, come qualcuno direbbe, molto più di mille parole.
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