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Strage della Benedicta, il monito di Silvia Salis: “Ricordare è ribellarsi all’indifferenza”

A Bosio l’82° anniversario dell’eccidio: istituzioni e memoria unite contro i rischi del presente

Silvia Salis

Silvia Salis

Ricordare per non restare indifferenti. È questo il messaggio lanciato da Silvia Salis, sindaca di Genova, durante la commemorazione dell’82esimo anniversario della strage della Benedicta, celebrata oggi, 12 aprile, a Bosio, nell’Alessandrino.

Nel corso dell’orazione ufficiale, la prima cittadina ha sottolineato il valore profondo della memoria storica, definendo il ricordo delle stragi nazifasciste come un gesto attivo e necessario nel presente. «Ricordare stragi nazifasciste come quella della Benedicta è un atto di ribellione contro l'indifferenza». «Il nostro impegno dev'essere trasformare il ricordo in responsabilità».

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Un richiamo che si inserisce in un contesto internazionale complesso, come evidenziato anche da Daniele Borioli, presidente dell’Associazione Memoria della Benedicta. «Assistiamo a uno scenario che appare complesso e irto di insidie che possono davvero portare all'esplosione di un conflitto mondiale. Abbiamo bisogno di recuperare la determinazione nel non pensare sia ineluttabilmente questo il destino segnato per un futuro del pianeta. Abbiamo bisogno di continuare a batterci, a partire dai valori che mossero i partigiani che combatterono quella guerra sperando fosse l'ultima».

Durante la cerimonia è stato ricordato il sacrificio dei partigiani uccisi nel 1944, simbolo di una lotta per la libertà che resta ancora oggi un punto di riferimento. A ribadirlo è stato anche l’assessore regionale Enrico Bussalino. «Questo è un momento di raccoglimento e memoria per ricordare giovani vite spezzate e il coraggio di chi ha scelto di lottare per la libertà».

La commemorazione della Benedicta si conferma così non solo un appuntamento con la storia, ma anche un’occasione per interrogarsi sul presente e sul futuro, mantenendo vivi i valori della Resistenza in un mondo segnato da nuove tensioni.

Chi è Silvia Salis: dalla politica al ruolo istituzionale a Genova

Silvia Salis è sindaca di Genova e figura istituzionale impegnata nella promozione dei valori della memoria storica e della responsabilità civica. Nel suo ruolo di prima cittadina, interviene regolarmente in occasioni ufficiali legate alla commemorazione degli eventi più significativi della storia italiana.

Negli ultimi giorni il suo nome è entrato anche nel dibattito politico nazionale. In un’intervista a Bloomberg, la sindaca ha aperto alla possibilità di una candidatura alternativa a Giorgia Meloni, pur senza mettere in discussione il proprio mandato a Genova. «Quest'attenzione nazionale mi lusinga», ha dichiarato, aggiungendo che, in caso di richiesta unitaria, prenderebbe in considerazione la candidatura. «È chiaro che non posso sfuggire a questa attenzione nazionale, non posso eludere le domande. È una cosa interessante, mi lusinga».

Pur ribadendo la volontà di restare alla guida della città, ha precisato la propria posizione: «Sono stata eletta dai genovesi per occuparmi della città almeno per cinque anni. Non ho nessuna intenzione di venire meno al mio mandato». Tuttavia, ha lasciato aperto uno spiraglio: «Di fronte a una richiesta unificante, non posso dire che non la prenderei nemmeno in considerazione, sarebbe una bugia».

Nel dibattito politico, il suo profilo viene considerato da alcuni ambienti come una possibile figura capace di attrarre consenso anche oltre il centrosinistra. Tra i sostenitori di questa ipotesi anche Matteo Renzi, che ha espresso apprezzamento per una sua eventuale candidatura, mentre restano più prudenti le reazioni all’interno del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra.

Il suo nome è stato accostato anche a un recente incontro con Dario Franceschini, interpretato da alcuni come un segnale politico, anche se lo stesso ex ministro ha ribadito il sostegno a Elly Schlein. Intanto, nel centrosinistra prosegue il confronto sulla leadership, con la stessa Schlein pronta a partecipare a eventuali primarie e Giuseppe Conte che ribadisce la centralità del programma prima della scelta del leader.

In questo scenario, Silvia Salis resta al centro di un’attenzione crescente, tra impegno amministrativo e possibili sviluppi futuri a livello nazionale.

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