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11 Aprile 2026 - 12:18
Piemonte, oltre 400mila persone in povertà energetica (foto di repertorio)
Non è solo una questione di bollette. È una condizione che entra nelle case, cambia abitudini, costringe a rinunce quotidiane e, spesso, resta invisibile. La povertà energetica riguarda oggi oltre 5 milioni di italiani e in Piemonte coinvolge più di 400mila persone, pari al 10,1% della popolazione. Numeri che restituiscono la dimensione di un fenomeno sempre più diffuso e trasversale.
Secondo i dati elaborati dalla CGIA di Mestre su base Istat relativi al 2024, in Piemonte sono circa 205mila le famiglie che fanno fatica a sostenere le spese per energia elettrica e riscaldamento. Una quota significativa che colloca la regione all’ottavo posto in Italia. Davanti ci sono territori dove il disagio è ancora più marcato, a partire dalla Puglia, che guida la classifica con quasi il 20% delle famiglie coinvolte, seguita da Calabria e Molise.
Ma ridurre tutto a una graduatoria rischia di semplificare un problema molto più complesso. La povertà energetica non coincide solo con l’impossibilità di pagare le bollette. È anche quella condizione in cui una famiglia, pur di risparmiare, spegne il riscaldamento d’inverno o rinuncia al raffrescamento d’estate, accettando di vivere in ambienti poco salubri o non confortevoli. Una forma di disagio che gli esperti definiscono “deprivazione nascosta”, perché non sempre emerge dai dati economici ma incide profondamente sulla qualità della vita.
C’è poi il fronte più evidente: quello dei ritardi nei pagamenti, degli arretrati che si accumulano e del rischio concreto di distacco delle forniture. Situazioni che, spesso, si intrecciano con altre fragilità sociali. Gli anziani soli, le famiglie numerose e i nuclei con redditi instabili sono tra i più esposti. Non a caso, la povertà energetica viene sempre più letta come un indicatore che va oltre il reddito, capace di raccontare condizioni abitative, stabilità lavorativa e accesso ai servizi.
Nel complesso, in Italia sono circa 2,4 milioni le famiglie coinvolte. Un dato che fotografa una difficoltà strutturale, non episodica. E che riguarda anche territori come il Piemonte, dove il fenomeno non raggiunge i livelli più critici del Sud ma si mantiene comunque su percentuali significative.
Il punto, allora, non è solo quanti sono, ma come vivono queste famiglie. Case fredde in inverno, troppo calde d’estate, bollette che diventano una scelta tra le tante spese necessarie. È qui che la povertà energetica smette di essere un numero e diventa esperienza quotidiana.

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